direttore Paolo Di Maira

MIPTV 4/ Il contenuto è il re, il brand è il castello

La serialità televisiva al Miptv mantiene un ruolo protagonista.
Lo conferma l’International Drama Co-production Summit, conferenza cui hanno partecipato oltre 80 dei più importanti broadcasters, buyers e produttori.
Una delle tendenze più interessanti dimostra quanto le serie abbiano superato i confini geografici, linguistici e culturali: le recenti creazioni della sceneggiatrice Sally Wainright, le serie “Happy Valley” e “Last Tango In Halifax”, entrambe incentrate su due piccole cittadine dell’Inghilterra del Nord, hanno conquistato un successo di pubblico e di critica internazionale, grazie all’universalità dei temi trattati nelle serie.
La prima serie della scrittrice Anna Winger, “Deutschland ’83”, scritta per un audience tedesca, è stata tradotta in inglese, non appena il Sundance Channel ci ha messo le mani, mentre “The Refugees”, della showrunner Teresa Fernandez, prodotta da un team interamente spagnolo su una sceneggiatura inglese, è stata sostenuta e distribuita da BBC Worldwide.
Altro trend interessante emerso dal Miptv è quello del Branded Entertainment: il Brand of the Year Award, assegnato a Marriott International,e la presenza di Havas, indicano sempre più chiaramente quanto l’entertainment sia fondamentale per diffondere il messaggio e i valori del brand.
Significativo, a questo proposito, anche l’intervento, al Mipdoc, di Tim Pastore, presidente del National Geographic Channel, che ha dichiarato “se il contenuto è il re, il brand è il castello”, notando poi come il ‘millennial shift’ stia influenzando la creatività: “in un mondo dove la metà dell’audience che va dai 18 ai 32 anni, naviga su Internet mentre guarda la tv, creare ‘brand addiction’ diventa fondamentale.”

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