direttore Paolo Di Maira

MEMO/I buoni principi della Ronchey

Nonostante nel 2004 sia entrato in vigore il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, il principio introdotto dalla legge Ronchey nel 1993 rimane immutato; finalmente beni culturali di proprietà  dello Stato che erano prima chiusi o inacessibili o che venivano aperti solamente grazie a contatti e conoscenze giuste, venivano regolamentati secondo criteri generali.


La Ronchey inoltre aveva introdotto un tariffario dei canoni per l’utilizzo come locations di quei beni culturali di proprietà  dello Stato (Musei, siti archeologici, etc).


Il nuovo codice introdotto nel 2004 invece, indica genericamente che l’autorizzazione e la determinazione del canone è sempre soggetta all’autorizzazione del capo dell’Istituto (Museo, Soprintendenza o altro) da cui quella location/bene dipende.


Questa arbitrarietà , sia nella determinazione dei canoni (anche se poi spesso viene ancora utilizzato il vecchio tariffario) sia nella stessa concessione delle autorizzazioni e nelle norme tecniche fatte osservare durante le riprese, genera a volte situazioni spiacevoli e paradossali, proprio per la mancanza di omogeneità   e per la conseguente incertezza sulla effettiva possibilità  di utilizzare un determinato luogo come location.

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