MEDIASALLES/Sapore d’Italia

26 milioni di abitanti che, andando al cinema un paio di volte l’anno, ovvero più della media del Continente, creano un mercato di 50 milioni di biglietti che sono venduti ad oltre 10 euro, un prezzo decisamente più elevato rispetto all’insieme delle nazioni europee: queste le cifre chiave dei tre paesi della Penisola Scandinava a cui si aggiunge, come di consueto, la Danimarca.
Quali sono stati in questi territori i film italiani più visti nel 2019?
Anche stavolta in testa alle classifiche compare una coproduzione: se infatti nel 2018 a far la parte del leone era stato “Call me by your name”, nel 2019 si tratta di “Todos lo saben – Every- body knows”, coprodotto da Francia, Spagna e Italia.
Il dramma di Asghar Fahradi, uscito in Scandinavia nel primo trimestre dell’anno, ha raggiunto 20.000 spettatori in Finlandia, dove è stato distribuito da Finnkino, 20.000 in Svezia, 16.000 in Danimarca e 7.000 in Norvegia – territori coperti da Scanbox.

Per le altre posizioni della top ten, la Finlandia e gli altri tre mercati mostrano caratteristiche piuttosto diverse.
Il pubblico finnico rivela anche nel 2019 una certa propensione per l’horror “classico”, soprattutto per Dario Argento, grazie al distributore Cinema Mondo che ha riportato sul grande schermo “Phenomena” (1985), “Suspiria” (1977) già uscito lo scorso anno sulla scia del film di Guadagnino, “Tenebre” (1982) e “Profondo rosso” (1975), rispettivamente al secondo, quarto, quinto e settimo posto.

Gli altri tre mercati hanno in comune diversi titoli, come per esempio “Lazzaro Felice”. Distribuito in Norvegia da Arthaus e in Danimarca da Camera, la società che gestisce il Grand Teatret, la sala che promuove la rassegna “Cinema made in Italy” a Copenaghen, questo film guadagna in entrambi i paesi il secondo posto, rispettivamente con 7.000 e 4.000 presenze.

Similmente la commedia di Falaschi “Quanto basta” in territorio norvegese si colloca alle spalle del film della Rohrwacher, con oltre 5.000 spettatori, e in quello danese al quarto posto, con poco meno di 3.000 biglietti.

Qui si piazza dopo “A casa tutti bene”, che totalizza 3.500 presenze, un risultato molto più lusinghiero di quello ottenuto in territorio norvegese, dove si trova in diciassettesima posizione.
Che i mercati scandinavi non rispondano in egual modo allo stesso film lo mostra anche il risultato di “Loro”, decisamente più positivo in Norvegia e Danimarca (in entrambi i paesi al quarto posto con oltre 2.000 presenze) che in Svezia.
Sorte analoga – a parti invertite – per “Dogman”, che arriva secondo in Svezia con 6.000 presenze, quinto in Danimarca e quattordicesimo in Norvegia, e per “Bangla”, quinto in Norvegia e invece nelle ultime posizioni in Svezia. Tutta norvegese è invece l’affermazione de “La paranza dei bambini”, che guadagna il sesto posto con circa 1.500 biglietti.

Si è già detto dell’interesse per i film del repertorio italiano più classico parlando della Finlandia: questo non è un caso isolato. “Nuovo Cinema Paradiso”, infatti, è settimo in classifica in Norvegia, oltreché ottavo in Finlandia.
E ancora in Norvegia sono usciti pure “Phenomena”, di Dario Argento, e “Cesare deve morire”, Orso d’oro del 2012.

Infine è interessante notare come vengano tradotti i titoli italiani in Scandinavia: “A casa tutti bene” è diventato “Min italienske familie”, “Quanto basta” è “Smaken, cioè sapore, av Toscana” in Norvegia e “Smagen af To- scana” in Danimarca.
Il riferimento ad una delle regioni più amate dai popoli nordici torna nel titolo “Le meraviglie” reso con “Miraklene i Toscana”.
Insomma, l’obiettivo è collegare il film a esperienze che il pubblico vuole ritrovare o a conoscenze, talora stereotipate, sull’Italia e sugli Italiani.

E così il poco decifrabile “Loro” è diventato un molto più trasparente ed internazionalmente comprensibile “Silvio og de andre”, mentre “La paranza dei bambini” si chiama in Norvegia “Camorraens barn”.
Non è necessario essere dei fini linguisti per coglierne il senso!

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