direttore Paolo Di Maira

MEDIASALLES / “Il traditore” porta l’Italia in Europa

Se dovessimo nominare un titolo che nel 2020 ha rappresentato il cinema italiano nelle sale europee, la scelta non potrebbe non cadere su “Il traditore”. Il film di Bellocchio, coprodotto con Francia, Germania e Brasile, dopo essere stato presentato a Cannes nel 2019 ed immediatamente distribuito in Italia, ha cominciato a raggiungere nello stesso anno diversi mercati internazionali per poi continuare il suo viaggio nell’anno successivo.

E così nel 2020 questo dramma, che porta sul grande schermo la vera storia del boss che ha piegato la mafia, si è collocato al primo posto tra i film italiani visti nei Paesi Bassi ed anche in Austria e – per parlare degli altri territori di lingua tedesca – al terzo sia in Svizzera sia in Germania. È invece sesto nel Regno Unito. Nei Paesi Baltici, è sul terzo scalino in Estonia e sul sesto in Lettonia, mentre negli altri paesi dell’Europa Centro-Orientale lo troviamo secondo in Romania e in Slovenia, terzo in Repubblica Slovacca, quarto in Polonia, sesto in Repubblica Ceca, ottavo in Ungheria. Buoni – o addirittura ottimi – posizionamenti li ottiene anche nella Penisola Balcanica, dove arriva secondo in Montenegro, terzo in Grecia, quarto in Bulgaria, sesto in Serbia.

Quella de “Il traditore” è un’affermazione che si basa su collaudati fattori di successo, che vanno dalla maestria e fama del regista fino all’appeal della tematica di mafia passando per la formula della coproduzione. Ma quali sono gli altri titoli che compaiono nelle top ten dei film italiani all’estero, spesso accompagnando quest’opera dall’appeal internazionale? Da questo punto di vista lo scenario è piuttosto variegato. Se nella Confederazione Elvetica troviamo una commedia di grande richiamo nella Svizzera italiana come “Tolo tolo”, in Germania ha avuto successo la coproduzione “J’accuse” che si è affermata anche in Grecia, in Estonia e Lettonia, in Bulgaria e in Polonia. Ma la commedia, genere che viene spesso considerato poco adatto all’export, compare anche in Austria, dove “Croce e delizia” si colloca al secondo posto, seguita dalla coproduzione italo-austriaca “Abbi fede”. Tra i titoli che maggiormente ricorrono spiccano “Martin Eden” e “Made in Italy”. Il film liberamente ispirato al romanzo di Jack London, ma ambientato a Napoli invece che a Oakland, è specialmente apprezzato in Spagna (secondo), Montenegro, Romania e Serbia (terzo), Estonia (quinto), Slovenia, Ungheria e Paesi Bassi (settimo). La coproduzione diretta da James D’Arcy, girata in Toscana e la cui colonna sonora comprende le voci di mostri sacri come Modugno, Pavarotti, Bocelli e Mina, domina invece le classifiche del Bel Paese nella Repubblica Slovacca, in Portogallo, Polonia, Romania, Lettonia ed Estonia. Ovviamente non manca “Pinocchio”, che guadagna la vetta della classifica nel Regno Unito, così come in Norvegia, Spagna, Repubblica Ceca, Serbia e Montenegro. Al secondo posto si piazza nella Repubblica Slovacca, in Svizzera e in Russia, mentre al terzo in Slovenia come in Turchia e al quinto in Grecia.

Più particolari sono i casi di “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa”, l’animazione per ragazzi che si è collocata al primo posto in Bulgaria, continuando una serie di successi che dura dal 2018, o di “Un’avventura”, l’interessante film con cui Marco Danieli rivitalizza il filone musical, basandosi sul repertorio di Lucio Battisti, e arriva secondo in Ungheria. Non mancano nemmeno paesi in cui nelle posizioni di testa figurano opere che hanno fatto la storia del cinema e che sono riproposti in versione restaurata 4K, come “Cinema Paradiso”, primo in Finlandia e secondo in Norvegia e quarto nel Regno Unito, oppure “La Dolce Vita”, al secondo posto in Lettonia e ancora nel Regno Unito, al sesto nei Paesi Bassi.

Ed infine come non sottolineare ancora una volta il grande contributo che i contenuti aggiuntivi hanno dato e continuano a dare al prestigio culturale dell’Italia nel mondo? Solo qualche esempio: sul fronte della pittura classica, “Io, Leonardo” è secondo in Bulgaria, quarto in Lettonia e nono in Portogallo, “Tintoretto: un ribelle a Venezia” è quinto nel Regno Unito e sesto in Spagna, “Michelangelo infinito” è sesto in Bulgaria, mentre, per quanto riguarda l’arte contemporanea, “Walking on Water”, che porta nel mondo la performance di Christo sul Lago d’Iseo, è quinto in Bulgaria, sesto nella Repubblica Slovacca e ottavo in Repubblica Ceca.

Buoni successi anche per le produzioni più recenti dedicate a Modigliani – “Maledetto Modigliani” è terzo in Finlandia e decimo in Repubblica Ceca come in Ungheria – e a Fellini: “Fellini degli Spiriti” arriva settimo in Austria e dodicesimo in Ungheria.

E perché non dire dunque che le riproposizioni degli “evergreen” della storia del cinema italiano e i contenuti aggiuntivi – in particolare gli art films – stanno svolgendo un ruolo cruciale per assicurare una programmazione regolare e continua rivolta a coloro che, in tutti i paesi del mondo, amano l’Italia e le sue espressioni artistiche?

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