EUROPA CREATIVA/Appello al Consiglio Europeo

“In vista del Consiglio Europeo che si terrà domani e dopodomani, 45 personalità di spicco del mondo del cinema e della cultura hanno sottoscritto un appello congiunto per sottolineare come le attuali proposte per un piano di risanamento europeo non tengano conto delle reali esigenze del settore e di come sia necessario aumentare la proposta che è stata fatta per il budget di Europa Creativa. Gli stessi governi di Germania e Italia e Francia hanno recentemente scritto una lettera congiunta quindi speriamo davvero che stati membri possano presto arrivare a una decisione definitiva e positiva.” Con queste parole Silvia Sandrone, Project Officer di Creative Europe Desk Italy – MEDIA Torino, ha concluso il webinar MEDIA: un tesoro di formazione! che si è svolto, oggi, 16 luglio online, e dove si sono avvicendati alcuni dei 60 programmi di formazione attualmente sostenuti da MEDIA.

Sandrone ha inizialmente ricordato come, appunto, non sia stata stabilita la dotazione finanziaria del nuovo programma di Europa Creativa, e come questo probabilmente comporterà uno slittamento dei bandi di ottobre, “quello che è certo è che il nuovo corso si strutturerà su tre cluster: contenuto, audience e business, che saranno attraversati da alcuni elementi di rilievo, quali la cooperazione fra professionisti, la promozione delle opere, la sostenibilità e l’equilibrio di genere.”

Quasi tutti italiani i programmi presentati (ad eccezione dei francesi Eurodoc, presentato da Maria Bonsanti, e degli European VoD Meetings, rivolto a professionisti che lavorano nella distribuzione online che quest’anno si svolgeranno a Venezia, in partnership con il Venice Production Bridge, “c’è tempo fino a fine luglio per candidarsi!” ha ricordato Silvia Cibien).
Anche perché, come ha sottolineato Alessia Sonaglioni direttrice di European Women’s Audiovisual Network, che ha moderato il panel, “Gli italiani sono meno propensi a frequentare questi corsi per varie ragioni, anche economiche, anche se dal 2018 il MIBACT dà dei contributi in questo senso. Voglio ribadire l’importanza di un supporto economico anche a livello locale, come hanno fatto alcune regioni virtuose, constatando che dare borse di studio di questo tipo porta un ritorno in termini di produttività locale.”

Una di queste regioni è il Friuli Venezia Giulia, che ha sempre cercato di sostenere i propri professionisti creando al contempo molte occasioni di collaborazione con enti europei che si occupano di formazione, nell’ottica di stimolare la coproduzione internazionale. Lo ha ricordato Alessandro Gropplero, intervenuto per illustrare il workshop per produttori europei e asiatici Ties that Bind e Puentes, il programma di formazione per le coproduzioni in sviluppo fra Europa e America Latina, che da qualche anno ha anche una sessione italiana, ospitata dalle film commission: da Roma Lazio FC l’anno passato, mentre quest’anno sarà la volta di IDM Film Fund&Commission dell’Alto Adige.

Mercedes Fernandez Alonso ha parlato dei vari workshop del Torino Film Lab, ricordando le novità di TFL NEXT, un nuovo ramo con un approccio innovativo alla formazione, completamente online, e l’iniziativa lanciata quest’anno Up and coming  Italia, rivolta a sei giovani produttori italiani (è in corso la loro selezione in questo momento) interessati a muovere i primi passi nel campo della coproduzione.

Tomas Righetti  ha presentato poi ESO DOC  il progetto creato dalla scuola Zelig di Bolzano nel 2014 e che si occupa di formazione sul documentario a tematica sociale; mentre Savina Neirotti ha spiegato di come quest’anno, a causa del Covid, Biennale College Cinema VR ha deciso di spostare il secondo workshop in “realtà virtuale”, ricreando  dunque gli ambienti di Biennale College, “un’esperienza straordinaria perché ci ha permesso di capire le potenzialità del VR anche per la formazione: usando gli avatar, ad esempio, le persone in alcuni casi erano più a loro agio rispetto ai workshop in presenza.
Siamo alla fine riusciti a decidere quale sarà il progetto che sarà finanziato grazie alla Biennale di Venezia che mette a disposizione 60 mila euro per sviluppo e produzione: è il progetto italiano “Vajont”, che sarà presentato a settembre alla Mostra del Cinema”.

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