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direttore Paolo Di Maira

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Matthijs Wouter Knol: i ‘nuovi’ EFA, una celebrazione audace e magnetica

Per la prima volta gli European Film Awards si svolgeranno a gennaio: dopo 37 edizioni tenutesi  in dicembre, saranno il primo evento dell’anno invece che l’ultimo. Questo significa avere due mesi, invece che uno, dedicati alla promozione dei candidati e della cultura del cinema europeo in generale. Non a caso l’insieme di iniziative che l’European Film Academy aveva riunito sotto il cappello del “Month of European Film” (Mese del Cinema Europeo) è stato allargato (e raddoppiato) a costituire la nuova European Award Season (Stagione del Cinema Europeo).

Chiediamo al direttore dell’Academy, Matthijs Wouter Knol, le ragioni di questo spostamento di date, che sembra aggiungere ulteriore prestigio ai premi in un momento particolarmente arduo per il cinema indipendente, dove i giganti diventano sempre più forti (vedi la questione Netflix-Warner-Paramount) e alcune importanti e storiche manifestazioni si fermano, come il Sunny Side of the Doc, ha deciso che l’edizione 2026 non si terrà…

La ragione principale di questo riposizionamento è la ferma volontà dell’European Film Academy di accrescere la visibilità del miglior cinema europeo in Europa e oltre. Collocare gli European Film Awards come evento di inizio della stagione dei premi al cinema fa sì che ci sia una maggiore spinta promozionale, in Europa ma anche in altre parti del mondo. Aiuta a conquistare pubblico che ama il cinema europeo e rafforza la conoscenza della cultura cinematografica europea. Questa è l’unica risposta alla situazione generale a cui fai riferimento: non ci permetteremo nessuna distrazione dal lavorare per la visibilità che il cinema europeo merita profondamente.

Siamo quasi alla fine di questa nuova Stagione del Cinema Europeo: possiamo fare un bilancio?

Questa iniziativa, supportata dal Programma MEDIA di Europa Creativa e da Eurimages si collega naturalmente alla stagione dei premi internazionali e ha lo scopo di mettere in lice quei film europei che con tutta probabilità continueranno a competere anche al di fuori dell’Europa. Sicuramente possiamo affermare che in questo periodo la visibilità del cinema europeo è cresciuta. Puntavamo a incuriosire il pubblico sui film europei che magari si era perso, e credo che ci siamo riusciti, assieme alla nostra ampia rete di partners europei.
La Stagione del Cinema Europeo ha dato ai distributori e agli esercenti una finestra di promozione per i film candidati presso il pubblico amante del cinema. Un programma pilota all’interno del gruppo di cinema berlinesi Yorck ha dato il via agli eventi: ogni settimana uno dei film nominati è stato proiettato in un cinema locale, presentato da un membro del’Accademia residente a Berlino. Adesso ci auguriamo  che modelli simili siano adottati da altri cinema in Europa.  Dall’inizio della stagione (18 novembre), 125 cinema hanno ospitato programmazioni curate, dove molti dei film erano candidati agli EFA o al LUX Audience Award 2026 e all’European Young Audience Award. Per la prima volta hanno partecipato anche quattro città fuori dall’Europa: Hong Kong, Santiago de Chile, Hanoi e Ho Chi Minh City (Vietnam), oltre che al Liechtenstein, con il cinema Skino a Schaan.

Oltre alle proiezioni, altre collaborazioni già in essere sono proseguite, con MUBI, con la piattaforma di documentari DA Film e FestivalScope, che ha programmato un ciclo di cortometraggi europei. Un’altra nuova iniziativa è stata invece la collaborazione con la piattaforma  filmfriend, collegata a 862 biblioteche pubbliche in paesi europei di lingua tedesca. E infine, questo mese ARTE programma i film delle vincitrici degli honorary awards, Liv Ullmann e Alice Rohrwacher, sia sulla piattaforma digitale che sulla tv lineare.

Ulteriore ‘fiore all’occhiello’ di questa 38° edizione è la scelta di affidare la direzione creativa della cerimonia di premiazione al regista e critico cinematografico Mark Cousins: cosa possiamo aspettarci dalla serata di gala?

Assieme alla Presidente dell’Academy, Juliette Binoche e del presidente uscente del board Mike Downey, abbiamo lavorato per realizzare il nostro comune desiderio di dar vita a una forma più idiosincratica di celebrare il cinema europeo. Il cinema è nato in Europa, e l’Europa produce continuamente nuovi talenti internazionali, narrazioni coraggiose e innovazione tecnologica, che assieme creano un forte impatto sulle immagini che vediamo. Lavorare con Mark, e anche con Dascha Dauenhauer  e Robert Lehniger, che sono parte integrante del team creativo, è un passo importante per creare un evento imperdibile (la compositrice tedesca è responsabile del concept musicale dell’evento, mentre il regista teatrale ne sarà il supervisore, n.d.r.). Ogni anno, vogliamo che la cerimonia sia un vera e propria celebrazione per chiunque ami il cinema europeo: audace, magnetica e stimolante.

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