direttore Paolo Di Maira

MARCO FOLLINI, APT/Invertire il Trend

Il tema fondamentale non è nuovo: varcare le frontiere. Esportare all’estero “fiction che raccontano l’Italia”: una chiamata alle armi dell’intera filiera, che passa per un generale ripensamento del prodotto, secondo il presidente dell’Associazione Produttori Tv (APT) Marco Follini. “Una sfida culturale, prima di tutto”. Che gli ultimi dati utili sull’argomento – un calo del 58% delle esportazioni tra il 2006 e il 2012 (Fonte Rapporto Fondazione Rosselli), a fronte di pochi titoli italiani campioni di vendite – rendono quanto mai urgente e necessaria.

Quali soluzioni per una maggiore competitività del prodotto nazionale sui mercati esteri?
Si tratta di pensare una fiction non più solo domestica per una platea più ampia, implicando una revisione dei contenuti e lo sforzo di raccontare l’Italia al mondo e non solo all’Italia, con un maggior grado di sperimentazione e soprattutto diversificazione, rompendo quel rituale di ripetitività che caratterizza a volte parte della produzione. Negli ultimi anni c’è stata una tendenza diffusa ad importare troppi contenuti a fronte di una scarsa capacità di varcare i confini nazionali. Ma un Paese si presenta al mondo anche attraverso la produzione tv ed è suo interesse scommettere su un comparto come quello audiovisivo.

Che ruolo giocano, in quest’ottica, le vetrine internazionali?
Un ruolo importante. E nel panorama dei mercati di settore, il MipTv rappresenta un appuntamento tradizionalmente strategico, a cui l’Apt prende parte dal 1996. In questa 52° edizione, saremo a Cannes con un padiglione realizzato in collaborazione con l’ICE (Istituto del Commercio Estero), uno spazio di 120mq allestito nel Padiglione Riviera che ospiterà oltre trenta aziende di settore.

Si è parlato a lungo di una possibile fusione del festival del cinema e di quello della fiction: un processo per il momento accantonato?
Per adesso abbiamo la certezza della grande vetrina del festival del cinema che si svolgerà a Roma nel mese di ottobre, su cui c’è un impegno molto massiccio, una chiamata a raccolta di tutte le realtà, anche associative. Un festival che definirei audiovisivo a tutto tondo. Noi saremo lì e daremo il nostro apporto. L’accorciamento della distanza tra cinema e tv è in corso da tempo. Questo deve portarci a fare giochi di squadra, riflessioni comuni.

Nell’agenda dell’Apt c’è comunque la IX edizione del RomaFictionFest?
L’Apt ha nel cuore il destino del RFF. L’ultima edizione si è chiusa positivamente e non è nostra intenzione perdere quella che reputiamo un’opportunità importante. Per l’edizione 2015 stiamo valutando un’anticipazione dal mese di settembre a giugno per non andare in sovrapposizione con altri appuntamenti, italiani e non, visto che in autunno oltre al festival del cinema c’è di nuovo anche Cannes, con il MipCom.

Ci sono margini per il ripristino di un mercato televisivo da tenersi in occasione del festival della fiction?
Un mercato va preparato con il dovuto anticipo e in questo momento non ci sono le condizioni. Se il festival si farà a giugno, avrà le stesse caratteristiche dell’edizione dello scorso anno. Sarà una manifestazione caratterizzata dalla sobrietà che il periodo richiede.

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