direttore Paolo Di Maira

MARCHE/Profondo Verde

Un paesaggio non ha niente di romantico, un paesaggio ci colpisce per il suo aspetto preistorico, per quello che suscita nel nostro profondo”.
La definizione è di Werner Herzog; Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission, la fa sua e la cita quando commenta le imminenti riprese, nella sua regione, di “Sarà per un’altra volta”, cortometraggio che ha molto a che fare con il paesaggio, dal momento che è ambientato nel paleolitico inferiore.
La citazione non è casuale, perché il film, diretto da Adriano Giannini con Pierfrancesco Favino attore protagonista, è il primo progetto sostenuto da Marche Landscape Cine Fund, fondo speciale destinato alla valorizzazione del paesaggio attraverso il linguaggio cinematografico.
Istituito dalla Regione attraverso una convenzione tra la struttura tecnica regionale Urbanistica e Paesaggio e Marche Film Commission, il Fondo ha strutturazione triennale e una dotazione di 78 mila euro.
“Nel rivedere il Piano paesaggistico ambientale – ha rilevato con soddisfazione l’assessore regionale all’ambiente Maura Malaspina – abbiamo posto grande attenzione al tema della tutela del paesaggio anche dando vita a politiche attive da raccogliere in un’agenda strategica per il paesaggio”.

Con la fantasia imprenditoriale che è il necessario corredo di ogni film commissioner (spesso obbligato a fare di necessità virtù), Anna Olivucci ha intercettato la domanda di tutela paesaggistica articolandola “attraverso la capacità del linguaggio audiovisivo di radicare tematiche nell’immaginario visuale collettivo”. “Ci ha reso orgogliosi – racconta a Cinema & Video International – raccogliere l’istanza di promozione del paesaggio e portarla oltre la realizzazione di un documentario, che sarebbe stato l’approdo più immediato, per riuscire, su comune volontà, a spostarla in una dimensione strutturale, con un Fondo della durata di tre anni, dove il paesaggio si lega al valore della narrazione cinematografica”.
L’aver riaffermato l’efficacia della promozione del territorio attraverso l’audiovisivo traccia, secondo Olivucci, un percorso nuovo per l’amministrazione del territorio.
“Si riesce a produrre buone politiche solo a partire dalla messa a fuoco dell’identità territoriale”.
Difesa, conservazione e valorizzazione del territorio richiedono un’assunzione di responsabilità, una “presa in carico da parte di ciascuno, sia come cittadino sia come amministratore”.

In questa costruzione “ di una coscienza civile ambientale” il linguaggio audiovisivo con la sua straordinaria capacità di “narrazione”, è uno strumento di grande efficacia, perché ha un impatto emozionale, immediato, profondo. L’inatteso successo di pubblico del “Giovane favoloso” di Martone sembra dare ragione alla responsabile di Marche Film Commission: un film in cui il territorio marchigiano rinuncia alla sua consueta caratteristica di “medietà” (che tuttavia gli ha consentito di prestare l’ambientazione a tante e diverse storie, negli anni) per caratterizzarsi come paesaggio identitario.

Insistere in questa direzione sembra essere l’ambizione di Olivucci e del suo staff, che già sta lavorando attorno al secondo progetto che verrà sostenuto da Marche Landscape Cine Fund, ma di cui anticipa soltanto che sarà una commedia con protagonisti noti ed amati dal grande pubblico e avrà un legame con il brand agricolo ed enogastronomico della regione.

 

IL FILM/Un Milione di anni fa
Ho scoperto “Sarà per un’altra volta” al Premio Solinas, dove ero in giuria”, racconta Adriano Giannini, regista del film e produttore, assieme a Andrea Vinci, nella Ombla Production: “Era una sceneggiatura scritta da Sergio Suozzi, che mi ha molto colpito, e che poi non è stata selezionata per ragioni di budget, si tratta infatti di una storia ambientata nel Paleolitico Inferiore, che richiede un grande lavoro di trucco.
Non volevo più girare corti, ma ho dovuto fare un’eccezione per questa storia di uomini scimmia, e ho comprato l’idea per rielaborarla”.
Con un budget di 80 mila euro, il corto sarà girato per una settimana fra giugno e luglio nelle Marche, “ che sono un set ideale – commenta Giannini – qui abbiamo trovato tanti luoghi incontaminati dall’uomo: grotte, monti, centinaia di ettari di terreno senza costruzioni”.
La regione ha offerto non soltanto locations e sostegno economico ( 18 mila euro dal Marche Landscape Cine Fund).
“L’accoglienza che ci ha riservato Marche Film Commission è stata superba – sottolinea il produttore Andrea Vinci – anche loro si sono innamorati di questa storia e ci hanno fornito tutto il supporto necessario. Gireremo a Sasso Simone e Simoncello, e probabilmente in una grotta a Genga, vicino Frasassi, una location perfetta per il film, anche se non semplice da organizzare”.
Protagonista del film è Pierfrancesco Favino, operatore della fotografia è Daniele Massaccesi, che ha lavorato con grandi registi, da Spielberg, Scorsese. “Impiegheremo anche risorse locali”, tiene a sottolineare il produttore: “marchigiano sarà l’animal trainer che ci aiuterà con i lupi, Claudio Mangini”.
Costituita nel 2008 Ombla Production ha al suo attivo un Nastro D’Argento al miglior cortometraggio per “Il gioco”, esordio alla regia di Giannini, da un racconto di Andrea Camilleri.

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