direttore Paolo Di Maira

MARCHE/Il Cinema va a teatro

Una vocazione naturale alla “mise en scene” “abita” le Marche. Ed è forse da ricercare nell’ anima dei luoghi, in un genius loci unico e particolare, il motivo per cui la regione è conosciuta per il gran numero e la straordinaria bellezza di Teatri Storici.
“Marche, teatro diffuso”: così viene promosso il Sistema dei Teatri Storici delle Marche.”
Con queste parole Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission, introduce la location marchigiana del film “Il Compleanno” prodotto dalla ZenZero.
“La scelta del magnifico Teatro Pergolesi Spontini di Jesi (AN) è stata quasi immediata, suggerita dalle emozioni e dal ricordo del regista (e cantante lirico) Marco Filiberti.”

Dopo la sua opera d’esordio “Poco più di un anno fa”, presentata nel 2003 alla Berlinale, Filiberti ha voluto uno dei 75 teatri storici delle Marche come set del suo secondo lungometraggio (di cui firma sceneggiatura originale e regia), interpretato da Alessandro Gassman, Maria de Medeiros, Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov, Piera Degli Esposti e Thyago Alves (per la prima volta sulla schermo).


La ZenZero di Agnès Trincal e Caroline Locardi ha iniziato le riprese del film a settembre sul litorale di Sabaudia, per poi ambientare a Jesi nel suggestivo scenario del Teatro marchigiano proprio la scene d’apertura del film, dando seguito ad una innovativa forma di collaborazione tra Latina Film Commission, che ha dato il proprio contributo alle riprese sul litorale tirrenico, e Marche Film Commission, che ha sostenuto la realizzazione delle sequenze iniziali del film all’ interno del teatro.

La storia. Due coppie di amici assistono ad una rappresentazione del “Tristano e Isotta”.
Da questa rappresentazione scenografica – appositamente realizzata per il film dal personale del Teatro jesino – parte la vicenda del film, che racconta di un appuntamento con il destino.
Come nell’opera wagneriana, anche nel film un elemento esterno scompaginerà  le certezze dei protagonisti.protagonisti.
Particolarmente significativo, per il film ma anche per il territorio marchigiano, il fatto che proprio questa scena iniziale costituisca il sottotesto narrativo che accompagna lo sviluppo drammaturgico degli eventi narrati.


Ancora una “messa in scena” per “Un canto lontano” del regista Alberto Momo, ufficialmente invitato fuori concorso nella sezione Venezia Corto Cortissimo della 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Il film, prodotto e interpretato dal maceratese Marco Mencoboni, e promosso in collaborazione con Marche Film Commission, narra il viaggio di alcuni musicisti verso il luogo del loro concerto e insieme quello del compositore spagnolo Diego Ortiz verso l’Italia, alla fine del Cinquecento.
I due cammini si sovrappongono nei movimenti dei musicisti, dentro la cattedrale di Pointois in Francia, al momento delle prove.
Partendo da Ancona, il film, attraverso uno sguardo poetico sulle vicende, sviluppa insieme la storia originale scritta da Mencoboni sull’avventura di Ortiz e il documentario sulla realizzazione della produzione musicale stessa, con angolazioni particolari rubate al viaggio, alle prove, fino al concerto finale nella cattedrale.

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