Il film di Andrius Blaževičius, How to divorce during the war, che sarà in Concorso al Sundance nella sezione World Cinema Dramatic Competition, parte con una rivelazione della protagonista, Marija, che si rende conto che vuole divorziare dal marito prima che la Russia invada l’Ucraina.
Il film, che proseguirà poi il suo percorso festivaliero ‘tornando in Europa’, verso Gotherborg, è una co-produzione fra Lituania, Lussemburgo, Irlanda e Repubblica Ceca, opera terza di un regista esperto nelle storie di coppie in crisi. E’ una delle opere che compongono lo slatee di M-Films, società guidata con successo da Marija Razgute (nominata per due volte, nel 2023 e 2025, Best Baltic Producer for Co-Producers al Tallin Black Nights Film Festival).
Della vita di questo slate, che dal 2021 al 2025, ha ideato e realizzato 7 progetti, Razgute ha parlato a When East Meets West, in uno spin off dell’ EAVE SLATE Inspirational Lab, spiegando cos’è e come si costruisce uno slate in maniera sostenibile, cercando un equilibrio fra i progetti, in un paese piccolo come la Lituania (ancora considerato ‘low capacity country’ da MEDIA).
Il primo passo è capire la differenza fra uno slate e una lista di film: “di fronte ad uno slate dobbiamo immaginarci come curatori di una galleria d’arte, dove scegliamo con cura cosa esporre, raccontando una storia dentro la storia. Le nostre decisioni produttive dovrebbero seguire una strategia, e non essere guidate solo dall’opportunità.”
La strategia di M-Films prevede di “lavorare con registi con cui stabilire rapporti duraturi, talenti che ci portino dei progetti originali.”

Nello slate di cui ha parlato a WEMW ci sono infatti nomi ricorrenti. Quello più presente è quello di Vytautas Katkus, con tre progetti: il corto Cherries, che ha segnato il passaggio alla regia di “un direttore della fotografia di grande talento, con cui già collaboravamo. Lo abbiamo prodotto velocemente, senza cercare collaborazioni o co-produttori, perché volevamo che fosse presentato al Concorso di Cannes, cosa che è avvenuta. Vytautas ha dimostrato da subito un particolare talento che l’ha reso molto ricercato sul mercato, e ha fatto sì che il suo debutto al lungometraggio, The Visitor, a cui già stavamo pensando durante la produzione di Cherries, partisse da una posizione molto forte, che gli ha permesso di partecipare e di vincere NEXT STEP il programma di Cannes dedicato a registi che già avevano avuto un corto in Concorso.”
The Visitor, premiato anche come miglior progetto a FeatureLab del TorinoFilmLab e all’Industry Village di Les Arcs (dove ha vinto anche l’ ARTE development award), è una co-produzione con Svezia e Norvegia.

Il venditore estero (Totem) e il co-produttore svedese (Garagefims), sono arrivati anche grazie al film precedentemente prodotto da M-Films, Slow, opera seconda di Marija Kavataaradze, che ha avuto la sua premiere a Sundance, dove la regista è stata premiata come Best Director, ed è stato venduto in 20 paesi proprio da Totem.
Slow è un romantic drama che tratta il tema dell’asessualità, co-prodotto con Svezia (Garagefims) e Spagna (Frida Films) :“Era importante avere un team di cui ci fidavamo, vista la delicatezza del tema, costituito, fra l’altro, da altre due produttrici donne: Luisa Romeo e Anna-Maria Kantarius. Con la Spagna avevamo già prodotto due film in passato, e questo film ha avuto una magnifica accoglienza nel paese. Con la Svezia era la prima volta, e ha funzionato: è stata Marija, infatti, di cui avevamo prodotto anche il primo film e che già collaborava con noi come sceneggiatrice, a scrivere il film di Vytautas Katkus, The Visitor, ed è attraverso lei che Garagefilms ne è venuta a conoscenza ed ha deciso di co-produrlo con noi.”
The Visitor è stato poi premiato con il Best Director Award a Karlovy Vary, e nel prossimo slate di M-Films ci sarà anche il suo secondo film, Thank you Island.
Per un team tutto al femminile come quello di M-Films, è un punto di principio quello di “aumentare il numero delle registe presenti nei nostri slate”. In quest’ultimo sono solo due: oltre alla sopra citata Kavataaradze (di cui il prossimo slate avrà anche il terzo film, Father’s Project), c’è anche la giovane regista kazaka Zhannat Alshanova. M-Films è co-produttore minoritario (assiemea Francia Kazakhstan, Paesi Bassi e Svezia) del suo film d’esordio, Becoming, che ha avuto la sua premiere a Locarno e a Busan.
“E’ il talento la prima cosa che consideriamo quando selezioniamo i progetti, e siamo molto consapevoli della necessità di incentivare con più forza il talento femminile. Per questo ospitiamo una residenza di sceneggiatura a Vilnius, che è parte del network Pop Up Film Residencies, e dove siamo felici di accogliere autrici. E’ proprio così che abbiamo conosciuto Zhannat, che aveva vinto il premio di Pop Up proprio a WEMW!.”
Completano lo slate di M-Films, To the Victory, co-produzione minoritaria con l’Ucraina diretta daVelentyn Vasyanovych e Hunger strike Breakfast, opera seconda di Karolis Kaupinis, “di cui avevamo già prodotto i corti e l’esordio al lungometraggio: è un influencer intellettuale molto conosciuto in Lituania e i cui film sono molto importanti per il pubblico nazionale. Hunger Strike Breakfast uscirà nei prossimi giorni in Lituania, e le uscite domestiche sono un’importante risorsa per noi da reinvestire nei progetti”.



