direttore Paolo Di Maira

LVR DIGITAL/Terza Generazione

D a oltre 30 anni LVR Digital è una delle aziende italiane di riferimento per quanto  riguarda la post produzione audiovisiva. Con un occhio di riguardo per la fiction. “I Cesaroni”, “Tutti pazzi per amore”, “Un medico in famiglia”, “La certosa di Parma”, “Sangue caldo”, “Il peccato e la vergogna”, “Il bandito e il campione”, “K2”, “Caso di
coscienza” , le serie tv su Padre Pio ed Enzo Ferrari: tutti prodotti ‘ritoccati’ da LVR, che attual-
mente è impegnata con “Rossella 2”, “Una Grande Famiglia 2”, “Baciamo le mani”.
Un business che si rinnova con le generazioni, mantenendo fede alla parola d’ordine del suo fondatore,
Luciano Vittori: sperimentazione.
Luciano, scomparso nel 2012, creò nel 1955 la LV SPA, che si occupava di sviluppo e stampa di pellicole, e poi  nel 1982 la LVR SRL che faceva postproduzione video, e che i suoi due figli, Giovanni  e Stefano, hanno amministrato per 30 anni.
Adesso la guida dell’azienda è in mano alla terza generazione: Gianmarco, Valerio e Luciano jr. hanno fondato LVR Digital. Parliamo con Gianmarco delle novità e dei cambiamenti in atto.

Vi  occupate di tutto ciò che concerne la post-produzione:  effetti  speciali,  color correction, 3D, duplicazioni, montaggio, restauro digitale, ma qual è il vostro core business?
Per anni il core business dell’azienda è stata la duplicazione massiva su supporti broadcast, questo perché la tecnologia in generale ancora non aveva raggiunto un livello in grado di poter fornire formati video su file a qualità
molto alta. La situazione si è nettamente capovolta dopo lo tsunami che ha coinvolto il Giappone e la crisi che ne è seguita. Infatti le fabbriche di nastri ad alta definizione erano situate proprio in quelle zone e la mancanza di forniture per diversi mesi ha costretto il mercato ad accelerare il processo di migrazione sui file.
Sebbene questo sia ancora oggi un elemento incisivo del fatturato, il nostro business principale si è attualmente concentrato sui servizi legati alla fiction.

Parliamo della ‘ristrutturazione’ dell’azienda dovuta al cambio generazionale e al processo di digitalizzazione: quali sono le prin-
cipali novità e innovazioni e come si sta modificando il vostro  business  in  relazione all’evoluzione del settore?
«Sicuramente l’introduzione del digitale ha modificato radicalmente il sistema e la qualità di fruizione del contenuti. E’ ormai noto che la pellicola è prossima al tramonto, si parla infatti di 2014 come dead line.
Questo non significa che sia stata superata in termini di qualità, ma piuttosto che il digitale si è evoluto fino a diventarne il naturale sostituto. Non dimentichiamoci che non è tanto il costo della produzione in digitale a essere diminuito, quanto i tempi delle realizzazioni di post produzione, tempi che possono essere ridotti ulteriormente se le aziende di post investono in tecnologie sempre più performanti. Noi siamo orgogliosi del lavoro fatto sia nello sviluppare dei workflow efficaci ed efficienti, sia nell’affidarsi a strumenti di lavoro innovativi.
Nel corso del 2012 abbiamo completato il processo evolutivo della digitalizzazione attraverso l’installazione di una sala di proiezione per il cinema digitale, e all’inizio del 2013 abbiamo anche aperto il reparto di Digital Cinema, il quale permette la masterizzazione dei DCP (Digital Cinema Package, dei particolari hard disk dove viene inserito un pacchetto di file contenente il film con le relative tracce audio, video e sottotitoli, ovviamente criptate per garantire una maggiore sicurezza), ed è  molto utile sia per la distribuzione nazionale che internazionale dei prodotti cinematografici.

In che modo la crisi economica ha inciso sul vostro settore?
«L’aspetto più evidente è certamente la riduzione degli investimenti pubblicitari. Non bisogna poi dimenticare che i costi di produzioni in Italia sono molto più alti rispetto a Paesi come Bulgaria, Repubblica Ceca e Argentina. Le difficoltà che ci troviamo ad affrontare sono notevoli, legate anche all’immobilità tecnologica delle emittenti televisive, che nonostante il progresso dell’alta definizione, gestiscono ancora in gran parte contenuti in definition standard, segnando nel nostro paese un’anomalia quasi a livello mondiale. »

Come avete reagito a questa situazione?
Investendo sul rinnovamento delle strutture e dei servizi offerti. Nel 2011 abbiamo installato una rete a 100 Megabit in fibra ottica, che ci permette di abbattere costi di materie prime e trasporto, e di ricevere e inviare materiale video
in pochissime ore. Abbiamo anche aggiornato alcuni reparti, tra cui quello per la correzione colore, la nostra punta di diamante, con un sistema altamente qualificato a 4K su file con opzione 3D, con il quale abbiamo già restaurato
diversi film italiani per il mercato americano.
Infine, come già detto, abbiamo aperto il reparto Digital Cinema: l’investimento è stato molto
sostanzioso in quanto per poter garantire un servizio eccellente ed affidabile abbiamo ricrea to la stessa situazione che si può trovare in una comune sala di proiezione digitale dei nostri cinema, con un server di proiezione Qube e un
proiettore Christie.
Quali sono gli effetti speciali particolari che  contraddistinguono la vostra attività?
Il nostro reparto VFX ha due compiti principali, il primo riguarda l’assistenza sul set per la
fase di ripresa di un effetto speciale, il secondo è la pura realizzazione manuale di un effetto.
Quando abbiamo aperto questo reparto anni fa ci occupavamo principalmente di ritoccare il video in modo tale da eseguire delle cancellazioni o delle modifiche alle immagini che in fase di ripresa non potevano essere fatte, come
ad esempio eliminare degli elementi moderni che non si potevano rimuovere fisicamente sul set di una fiction in costume. Successivamente le richieste dei clienti sono divenute più articolate e noi ci siamo evoluti. Ad oggi siamo in
grado di realizzare effetti fotorealistici senza la necessità di un intervento sul set, come una fiammata da uno sparo di pistola, o l’inserimento di palazzi e grattacieli in una ripresa da set. Un altro particolare effetto grafico che
offriamo è il pacchetto beauty, cioè una serie di interventi grafici che si effettuano su attori e attrici per eliminare imperfezioni dal viso, che nonostante la massima cura e attenzione dei truccatori, possono essere presenti in fase
di ripresa.
Come avviene, nella pratica, la post produzione di una serie televisiva?
Le fiction vengono girate o in pellicola o in video. Ogni giorno arrivano dalla produzione i girati, definiti in gergo “giornalieri”, che dopo essere stati lavorati vengono inviati al montaggio, in copia e a risoluzione ridotta, pronti per
essere montati in maniera semplice e veloce.
Una volta effettuato il montaggio delle punta te da parte dei montatori, riceviamo la “copia
lavoro”, che viene quindi rimontata in alta risoluzione, sulla base dei “giornalieri” originali.
Successivamente il nostro colorista, insieme al direttore della fotografia, interviene per correggere le singole scene, allo scopo di creare un look adatto al contenuto del programma. Importante è anche la creazione di eventuali effetti grafici, che sono sempre più usati all’interno dei programmi per necessità di location o richieste di sceneggiatura. Parallelamente
alle lavorazioni video, infine, altre strutture lavorano sui file audio,che provvediamo poi a
insertare sul master, preparando le cassette di messa in onda».

Quali sono  gli obiettivi per il futuro di LVR Digital?
« La situazione attuale ci ha spronato a concepire nuovi workflow per le produzioni televisive e
cinematografiche che desiderano abbandonare il tradizionale girato in pellicola, e iniziare a lavorare con telecamere digitali. Per il futuro intendiamo promuovere e favorire la diffusio ne dei contenuti digitali, che solo se trattati da
professionisti di lunga data come noi possono garantire al cliente la perfetta riuscita finale del prodotto».

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