direttore Paolo Di Maira

LOMBARDIA/Ora rema Contri

di Adriana Marmiroli


13 luglio 2009: a Milano si inaugura in pompa magna la “Cinecittà ” meneghina, ambizioso progetto che raccoglie sotto lo stesso, ampio tetto della ex Manifattura Tabacchi le istituzioni cinematografiche milanesi: Scuola del cinema, emanazione del Centro Sperimentale romano, Cineteca, Film Commission e quant’altro.
Bondi, Tremonti, Bossi, Formigoni, Moratti e relativi assessori alla Cultura sono tutti presenti.
Fa il suo debutto pubblico anche il nuovo presidente della Lombardia Film Commission, Alberto Contri.
Va a sostituire Renato Pozzetto che negli ultimi anni ha governato quella che è “” a detta di tutti gli addetti ai lavori del mondo del cinema “” tra le più arretrate e immobili tra le film commission, pur essendo tra le prime a essere state create in Italia.


E mentre già  piovono le critiche sul neonato polo cinematografico lombardo (sostanzialmente definito dagli addetti ai lavori sul maggior quotidiano milanese pura “operazione di facciata e immagine”), siamo andati a interpellare il neo presidente, per capire come pensa di muoversi in una situazione che non appare facile.


Chi è Alberto Contri: 65 anni, formazione da pubblicitario, ambiente nel quale arriva a svolgere mansioni creative e da top manager in grandi società  multinazionali, è stato membro del cda Rai (1998 – 2002), amministratore delegato di Rai Net, presidente di Pubblicità  Progresso dal 1999.


Presidente, una nomina improvvisa la sua. Innanzitutto, complimenti.Lo sa di essersi preso una bella gatta da pelare?

Beh, non tanto improvvisa.
Sono stato interpellato in modo informale un anno fa da Regione Lombardia e Comune di Milano.
Pur conoscendo, per via della mia passata attività , le problematiche delle Film Commission, ho fatto un’analisi di “benchmark”, non troppo difficile, per la verità : basta parlare con poche persone, produttori importanti, rappresentanti degli organismi di categoria, e hai un quadro abbastanza preciso della situazione.


Che non sarà  stato roseo. Malgrado ciò”¦?

Ho dato il mio ok.
E per la presentazione della nuova struttura alla Manifattura Tabacchi sono stato insediato.


Viene da pensare che, se non ci fosse stata questa occasione, avremmo aspettato ancora un po’. Se i vertici politici hanno aspettato un anno a nominarla, lei operativamente che tempi si dà ?


Ho già  convocato una riunione di consiglio per il 14 settembre.
Ho inviato ai consiglieri una proposta di linee guida di rilancio di modo che si possa discuterne, e che con le loro integrazioni o modifiche si possa formulare un piano di interventi.


Ma lei che idee si è fatto e cosa proporrà ?


La mia idea è che ci si debba confrontare con chi ha saputo ottenere le migliori performance, cogliendo i fermenti e i mutamenti di orientamento nell’attività  delle FC.
Ci sono due tipi di attività  che deve svolgere una FC.
Primo, garantire e potenziare i servizi sul territorio a chi vi viene a produrre, (onde evitare, per esempio, che avvenga , come è avvenuto, che la fiction sulle Cinque Giornate di Milano…sia girata a Torino) Secondo, predisporre un piano di finanziamenti per progetti di grande respiro e possibilmente di portata internazionale.


In Piemonte tutto questo c’è da anni. Forse in Lombardia non c’è pari volontà  politica?


Vero, là  si è deciso di puntare in modo deciso su questo asset.
Da noi forse c’erano altre priorità .
Comunque nel mio incontro con il Sindaco Moratti e il Presidente Formigoni, ho avuto da loro assicurazione circa la volontà  politica di un rilancio in grande stile con grande libertà  di azione sui fatti tecnici.


Attualmente di quali cifre dispone la LFC?
Pochi soldi.
Da 10 a 15 volte meno di quelli a disposizione di altre Film Commission. La FC Lombardia dispone un budget di circa 400mila euro, con cui vengono pagate le spese correnti, lo stipendio del direttore e di cinque collaboratori, dei co.co.co.
Con queste risorse è stata data quel po’ di assistenza che si poteva e sono stati finanziati progetti e progettini.
Quest’anno, la fiction “Barbarossa” (nb: girata per altro prevalentemente in Romania dal consigliere Renzo Martinelli, ndr). “Happy Family”, il nuovo film di Gabriele Salvatores.
E’ venuto a Milano a prendere i primi contatti Michele Placido per un film su Vallanzasca (una sorta di “Romanzo Criminale”), che dovrebbe girare a breve.
E in autunno ci saranno Aldo Giovanni e Giacomo.
Avremo l’opportunità  di ospitare in Lombardia, in particolare a Mantova, una grande produzione musicale che andrà  in onda in mondovisione a metà  2010: il “Rigoletto”, co-prodotto da Rai e Andrea Andermann , sul modello di “Tosca sui luoghi di Tosca” e della “Traviata a Parigi” già  realizzati dallo stesso Andermann sempre per la Rai.
Sono state grandi operazioni che hanno veicolato l’immagine dei luoghi in cui sono state girate in tutto il mondo, palestra utilissima per tutta una generazione di tecnici che ha dovuto risolvere problemi nuovi con grandi maestri come Zubin Metha, Storaro, Patroni Griffi .
L’intero progetto si chiama “Le vie della musica”, e fu promosso da Letizia Moratti quando era presidente della Rai.


Ammettendo che si doti la LFC di un fondo consistente, come potrebbe venire utilizzato secondo lei?


Premesso che a questo punto posso solo parlare a titolo personale, dato che le linee strategiche verranno discusse in consiglio, io sarei per un uso molto oculato dei finanziamenti, da non assegnare a pioggia, ma soprattutto a quei progetti che offrano una resa vera in termini di lavoro sul territorio e di immagine dello stesso.
Avendo come “a priori” naturalmente la qualità  intrinseca.
Mi piacerebbe che per la Lombardia si riuscisse a produrre una serie come quella di “Montalbano”, che tanto ha fatto per la Sicilia in termini di immagine e per la produzione italiana in termini di qualità .
Un’altra mia idea è che noi dovremmo imparare ad approfittare dei punti di eccellenza del sistema.
E’ inutile fare da zero ciò che non c’è e che magari i tuoi “vicini” fanno già  e bene. Meglio sfruttare i tuoi punti di forza. Che a Milano sono, per esempio, quelle della post produzione con l’alta tecnologia.


E sui contenuti?
Inanzitutto va ricordato che la FC è una Fondazione di servizio: le linee culturali vengono impostate dagli Assessori alla Cultura.
Ciò non toglie che si possano suggerire progetti, e qualche idea ce l’ho: perché non puntare per produzioni di lunga serialità  su temi e mondi tipicamente lombardi, come la moda e le grandi famiglie dell’imprenditoria.

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