SPECIALE/Puglia, locale e internazionale

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Sarà presentato al Festival di Cannes, con un evento all’interno del Producers Network, il nuovo Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission 2018-2020, un fondo che il direttore di AFC, Antonio Parente, definisce “più robusto e più snello”. Più robusto in termini di dotazione finanziarie, che saranno quasi triplicate; pìù snello dal punto di vista della chiarezza, della comprensibilità e sopratutto della rapidità del feedback: “tenderemo a ridurre i tempi burocratici d’attesa, li porteremo da 90 a 60 giorni.”

Quali obiettivi si pone il nuovo Fondo?
L’obiettivo è quello di sostenere progetti che impattano significativamente sul territorio.Vorremmo attrarre sempre maggiori progetti di serie e di lungometraggi internazionali con budget importanti, con un occhio di riguardo alle co-produzioni.
L’ambizione è quella di esportare il nostro sistema produttivo, oltre l’offerta di location, che comunque resta uno dei nostri asset principali: la conferma è nell’aumento dell’ incoming di produzioni e nel picco di richieste di foto e location scouting.

Che funzione hanno i cineporti di Bari, Lecce e Foggia?
I nostri cineporti sono tre presidi fondamentali, che con la loro attività di intermediazione e ospitalità, fanno sentire a casa chi opera nel settore, e che ci aiuteranno a ‘spalmare’ l’attività audiovisiva dalle aree tradizionalmente più attive, come Bari o il Salento, a quelle che lo stanno diventando: penso alla provincia di Taranto e i suoi scorci paragonabili a Napoli o a Barcellona, a territori inesplorati come la Murgia, le gravine, che si prestano molto a produzioni sia in costume sia sperimentali, e che ci permettono di promuovere scenari inediti.

L’internazionalizzazione è un aspetto qualificante delle vostre strategie. Come intendete coniugare le esigenze locali con le ambizioni internazionali?
Il nostro obiettivo è mettere in sincronia la capacità produttiva locale con il panorama produttivo internazionale.
Negli ultimi due anni abbiamo avviato relazioni con le industrie cinematografiche di paesi extracomunitari con l’intento di attrarre co-produzioni.
Non è casuale la nostra presenza all’American Film Market, al Foco Itàlia, l’appuntamento dedicato alle coproduzioni tra Italia e Brasile del Festival di Rio, al Festival di Shangai, resa possibile grazie a Regione Puglia che, da oltre un decennio, ha eletto il settore cinematografico e audiovisivo a cluster su cui puntare con continuità.
Stiamo lavorando molto su mercati di Nord e Sud America, dell’Ucrania (in aprile è stata ospite in Puglia una delegazione di 25 produttori e sceneggiatori ucraini, accompagnata dalle istituzioni, interessata alla film commission e al nostro modello produttivo), Europa dell’Est (è stato girato in gran parte in Puglia e nel Gargano, il film polacco“The Little Crusader” premiato con il Globo di cristallo come il Miglior Film al Karlovy Vary International Film Festival), Russia e Cina. Il Bifest di Bari, conclusosi il 28 aprile, ha ospitato una delegazione russa e una cinese,composte da istituzioni, imprenditori del settore e autori.

Apulia Cinefestival Network , la rete di 9 festival pugliesi, è anch’essa parte della strategia ‘locale e globale’?
Se da un lato il sistema di festival spalmati sul territorio, nel tempo e nello spazio, è un modo per valorizzare la produzione locale (penso soprattutto a quelli dedicati a documentario, come la Festa del Cinema del Reale di Specchia, o a quelli che valorizzano il corto come asset produttivo), dall’altro promuovono la cultura cinematografica internazionale, dando ospitalità a registi e autori internazionali che anche in questo modo conoscono la Puglia come sistema produttivo.
Durante la scorsa edizione, in aprile, del Festival di Cinema Europeo a Lecce, ad esempio, la regista ungherese Ildikó Eneydi, Orso d’Oro alla Berlinale 2017, ci ha chiesto di realizzare dei sopralluoghi, subito dopo il Festival di Cannes, per il suo prossimo lavoro.
In generale, abbiamo molte richieste di stakeholders internazionali che ci chiedono di verificare la compatibilità dei loro progetti con la Puglia e con le capacità del fondo di andare incontro alle esigenze internazionali.
Ma spesso, più che leva finanziaria, è fondamentale la professionalità degli operatori pugliesi, e la nostra capacità di intercettare e favorire processi creativi e tecnici.
Abbiamo fior di montatori, sceneggiatori, autori, professionisti degli effetti speciali, e un altro dei nostri obiettivi è favorire il ritorno in Puglia di questa diaspora che noi, (e un po’ tutto il sistema produttivo italiano), abbiamo subito negli ultimi anni.
Il fondo, ad esempio, prevede un rimborso del 50% dei costi delle maestranze che abbiano residenza in Puglia.

Come intendete sostenere la produzione locale?
Negli anni, abbiamo creato fondi ad hoc per case di produzione e registi pugliesi, e finanziamenti legato alla memoria e alla valorizzazione della complessità socio-culturale e alle eccellenze del mezzogiorno attraverso il cinema.
Una novità del 2018 è Social Film Fund – Con il Sud, nato dal comune interesse di Fondazione Apulia Film Commission e Fondazione CON IL SUD, dedicato a cortometraggi di finzione e documentari creativi, che raccontano il Sud attraverso i fenomeni sociali che lo caratterizzano; sono realizzati in collaborazione con imprese e professionisti dell’audiovisivo ed enti del Terzo settore e del volontariato.
Ci sarà poi un Development Fund, un fondo di sviluppo che prima era bandito da AFC e ora sarà bandito dalla Regione, cumulabile con il fondo ministeriale e con quello europeo, una sorta di incubatore di progetti, che poi potranno essere connessi con il Film Fund principale
La nostra missione è completare la filiera, rendere sostenibili tutte le fasi di realizzazione di un progetto in Puglia, dalla scrittura all’uscita in sala. Quest’ anno stiamo cercando anche di consolidare quegli asset che fino ad oggi non erano di nostra specifica competenza, come l’animazione, la post-produzione, l’istallazione di piccoli teatri di posa.

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