direttore Paolo Di Maira

LIGURIA/L’indotto di Inkheart

E’ stata di circa 4 milioni di euro la ricaduta economica diretta sul territorio ligure di “Inkheart”, il film fantasy girato da Ian Softley in varie località  della provincia di Savona e interpretato, fra gli altri, da Helen Mirren e Brendan Fraser.


A fornire i dati è Alessandra Bergero, responsabile di Film Commission Italian Riviera “”Alpi del Mare all’indomani dell’uscita del film, nelle sale italiane da fine febbraio:
“Il film è stato girato in bassa stagione, tra ottobre e novembre quando gli alberghi possono offrire ottime tariffe e la zona non è più affollata di turisti.
La ricaduta economica diretta sul territorio è stata di circa 4 milioni di Euro, senza contare la lunga permanenza della troupe, che ha influito notevolmente sulle attività  commerciali di questi piccoli Comuni.
Più di mille locali, assolutamente “˜nuovi’ a questo tipo di esperienza, di ogni età , di ogni tipo, hanno lavorato come comparse.”


Nell’omonimo bestseller di Cornelia Funke, da cui il film è stato tratto, dettagliate descrizioni pemettevano di individuare i luoghi a cui la stessa scrittrice si è ispirata: sono state preziose per ricostruire Capricorn Village, il centro della vicenda.


“Divertente è notare come il paesino chiamato “Alassio” nel film sia in realtà  un mixage di luoghi diversi: la stazione ferroviaria in stile Decò è effettivamente quella di Alassio, mentre la casa dove Mo, Meggie ed Elinor cercano Fenoglio e la piazza dove Dita di Polvere fa il mangiafuoco sono ad Albenga e Laigueglia. , – prosegue Bergero. -I Comuni coinvolti dalle riprese, ma anche quelli limitrofi utilizzati come campi base (Alassio, Albenga, Balestrino, Laigueglia, Toirano) hanno dimostrato la massima disponibilità  ad una troupe di 400 persone con una cinquantina di mezzi che ogni volta hanno bloccato il traffico e la vita quotidiana dei cittadini.
Questi ultimi, però, erano sempre al corrente del programma della troupe, grazie ad un continuo aggiornamento coordinato dalla Film Commission con la radio e la stampa locale. Persino le campane della chiesa, su richiesta della produzione, non hanno suonato la messa domenicale per non disturbare le riprese.”

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