direttore Paolo Di Maira

Libro & Schermo/ A Stresa l’adapt lab

Un’incubatrice per progetti che da opere letterarie portino a storie per il cinema o per la tv.
E’ la possibilità  emersa negli Incontri cinematografici di Stresa, tenutisi a fine giugno, nella tavola rotonda su Adapt Lab. Un laboratorio per adattamenti, che coinvolga scrittori, sceneggiatori, registi, rappresentanti di editoria, cinema e televisione per fornire ai produttori di audiovisivi progetti sviluppati rispettando le intenzioni degli scrittori. Un momento di facilitazione tra due ambiti ora spesso lontani, ben consapevoli delle difficoltà : in primo luogo la gestione dei diritti e in secondo i tempi, che nel cinema sono molto più lunghi che nell’editoria.
Ne hanno discusso a Stresa rappresentanti di Salone del libro e International book forum di Torino (Francesco Signor e Maurizia Rebola), editori (Carmen Zuelli di Einaudi), Annamaria Granatello del Premio Solinas, agenti letterari (Piergiorgio Nicolazzini), Savina Neirotti del Torino Film Lab e la francese Isabelle Fauvel di Initiative Films che consiglia a produttori cinematografici transalpini i libri con potenzialità  per lo schermo. Nicolazzini ha sottolineato che “si sente l’esigenza di questo passaggio: come agenzie facciamo sempre più attenzione ai diritti per lo schermo e quando possibile cerchiamo di non venderli agli editori”. “Gli autori “” ha aggiunto l’agente letterario “” oltre ai romanzi pubblicati possono fornire anche soggetti. Giorgio Faletti è un esempio: i diritti di tutti i suoi romanzi sono stati venduti, ma l’ultimo è stato concepito per il cinema per avere uno sbocco internazionale. In più Faletti è motore di soggetti e progetti che possono diventare film o serie televisive, dimostra che un autore può diventare parte attiva nelle trattative”. Neirotti ha riferito l’esperienza positiva del Film Lab che sta portando la sceneggiatura di un giovane italiano ambientata a New York a una coproduzione a maggioranza svedese. Per Fauvel “sta cambiando la mentalità  dei giovani registi, sono più aperti a prendere storie dalla letteratura, non gli importa più da chi arriva l’idea, se è buona”. La possibilità  di aprire una nuova sezione del Solinas per gli adattamenti da opere letterarie è stata avanzata da Granatello, “magari facendo lavorare gli sceneggiatori su quattro libri per i quali esiste un accordo con le case editrici”. Interesse ma anche qualche riserva, legata alla necessità  di definire bene la questione dei diritti, sono stati espressi da Zuelli: “di solito i produttori interessati a un libro preferiscono affidarsi a sceneggiatori di fiducia e sviluppare il loro punto di vista sul testo”

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