LAZIO/Estate calda a Cinecittà

E’ stata un’estate particolarmente calda quella della produzione audiovisiva nella Regione Lazio, con moltissimi set attivi fuori e dentrogli Studios di Cinecittà.

Anzio, Tor Caldara, il Castello Caetani e le Vigne di Val Visciolo a Sermoneta in provincia di Latina sono le locations scelte da Terence Malick per il suo nuovo film “The Last Planet”; mentre sempre la provincia di Latina è stata il set di “Bloodmoon”, spin off di “Game of Thrones”, girato fra la Grotta del Turco, Montagna Spaccata a Gaeta.
La provincia di Rieti ha ospitato invece il film diretto e interpretato da Raul Bova su Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore veneto rimasto paralizzato agli arti inferiori durante una sparatoria, ambientato anche al Lago del Salto; e le riprese, fra Castel di Tora, il Convento di San Giacomo, Poggio Bustone e il Santuario di Greccio, del programma Tv Sky condotto da Dario Vergassola “Sei in un paese meraviglioso” (titolo della puntata “Valle Reatina. Le foreste di San Francesco”).

Il teatro Vespasiano di Rieti è stato il set del nuovo film di Gabriele Muccino “I Migliori Anni”, prodotto da Marco Belardi per Lotus con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment.
Il film, che sarà distribuito da 01, è stato girato anche a Cinecittà. I rinnovati Studios romani hanno ospitato poi “La luna nera”, la terza serie originale italiana Netflix – prodotta da Fandango – che sarà disponibile da inizio 2020 diretta da tre donne: Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi.
Le riprese hanno interessato anche Celleno Antica e il Castello di Monte Calvello in provincia di Viterbo. E ancora, si è girato a Cinecittà “Un drago a forma di nuvola”, diretto e interpretato da Sergio Castellitto, e finanziato con il Bando Lazio Cinema International; la serie su “Enrico Piaggio”, prodotta da Movieheart e Rai Fiction e“Rosi Abate 2” prodotta da Mediaset.

Le produzioni televisive hanno anche invaso la capitale, con “Romolus”, la nuova serie Tv tratta da “Il Primo Re” di Matteo Rovere, girata anche nel bosco del Foglino a Nettuno e nella zona di Castel Romano; la serie “Il Nido” con Giorgio Tirabassi; “Private Collection”, il format di Sky Arte che racconta il mondo dell’arte contemporanea e le opere di grandi collezionisti, girato a Villa Torlonia; il documentario ARTE/SWR sul maestro Arturo Benedetto Michelangeli prodotto da 3b Filmproduktion.

Ambientato a Roma anche “Un figlio di nome Erasmus”, lungometraggio di di Alberto Ferrari, con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis e Daniele Liotti, e lo spot di Audi, prodotto da Frame Comunication, che tratterà il tema moderno dell’auto elettrica nel contesto storico di Roma.
E’ ambientato in Lazio anche il nuovo film di Ficarra e Picone, prodotto da Tramp Limited.

Anche nel 2019 il Lazio ha stanziato 22 milioni di euro per le l’audiovisivo, di cui 10 destinati all’avviso pubblico Lazio Cinema International, gestito da Lazio Innova, che sostiene le coproduzioni internazionali grazie all’attivazione dei fondi europei POR FESR 2014-2020.
Di questi, 5,3 milioni sono stati assegnati, lo scorso 9 luglio, dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a sedici progetti.
Sono: “3 Piani” di Nanni Moretti, “Bastardi a mano armata” di Gabriele Albanesi, “Fellini degli spiriti” di Selma Jean Dell’Olio, “Glassboy, il bambino di vetro” di Samuele Rossi, “Gli anni belli” di Lourenco De Almeida Barbosa De Carvalho, “I Liviatani” di Riccardo Papa, “Il cattivo poeta” di Gianluca Jodice, “Il nostro papa” di Marco Spagnoli e Tiziana Lupi, “Lo spietato” di Renato De Maria, “L’uomo delle caverne” di Tommaso Landucci, “Maledetta primavera” di Elisa Amoruso, “Nest” di Mattia Temponi, “Pinocchio” di Matteo Garrone, “Plan de table” di Dean Craig, “The big other” di Jan Schomburg e “The shift” di Alessandro Tonda.

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