direttore Paolo Di Maira

LA METODOLOGIA/Un osservatorio sulla condizione giovanile

Bichi
Rita Bichi è Docente di Sociologia Università Cattolica del Sacro Cuore

L’indagine nazionale “I giovani italiani e il cinema”, commissionata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, è stata condotta nel 2015 nel contesto del Rapporto Giovani, Osservatorio sulla condizione giovanile voluto dall’Istituto Giuseppe Toniolo e sostenuto dalla Fondazione Cariplo e da Intesa Sanpaolo.
Il Rapporto opera dal 2012 e ha già dato vita a due Rapporti annuali (2013 e 2014) e a numerosi approfondimenti sia quantitativi sia qualitativi.
È prevista l’uscita in libreria del terzo Rapporto per i primi mesi del 2016 ed è appena stato pubblicata un’indagine qualitativa che si occupa dei giovani, della loro fede e della loro appartenenza religiosa.

L’Osservatorio si avvale della collaborazione scientifica di eminenti esponenti di discipline differenziate: Sociologia, Psicologia, Demografia, Pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e si fonda, dunque, su solide basi di conoscenza scientifica e di procedure di ricerca.
L’indagine sul cinema si pone all’interno, e fa parte, di questo contesto, ed è stata condotta su un campione nazionale di 1660 Millennials, giovani, cioè, che hanno oggi un’età compresa tra i 19 e i 32 anni e che sono stati riconosciuti dalla letteratura internazionale come una vera e propria generazione che mostra, tra i suoi molti tratti peculiari, caratteristiche del tutto specifiche nel rapporto con la comunicazione, i media, le tecnologie digitali.
Il campione, di tipo probabilistico casuale, è stato stratificato sulla base di alcune proprietà discriminanti: la zona di residenza, il genere, le fasce d’età, il titolo di studio, l’occupazione prevalente. Ha dunque caratteristiche di rappresentatività statistica.

La rilevazione è avvenuta attraverso l’auto-somministrazione di un questionario formato da domande a ventaglio di risposte prefissate, alle quali si è comunque sempre lasciata l’apertura necessaria all’emersione di categorie non stabilite ex ante.
La strategia che si è scelta di usare per la somministrazione è il CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) che ha garantito – in relazione alla particolare popolazione indagata che possiede, come accennato, una già accertata grande facilità di accesso e frequenza di utilizzo del Web – la massimizzazione del response rate e la conseguente migliorata capacità di rappresentazione del campione. L’analisi, ad avvenuta pulizia della matrice, è stata condotta con modalità mono e bivariata, tenendo soprattutto conto delle variabili socio-anagrafiche che avevano qualificato il processo di campionamento.

I temi trattati nel questionario hanno riguardato il possesso e l’uso dei principali dispositivi tecnologici e di “pacchetti” per la ricezione; la disponibilità e la fruizione di film; le modalità e la frequenza di fruizione; i canali informativi usati; le opinioni nei confronti della presenza/uso/tipologia delle sale cinematografiche sul territorio di residenza, sia nel presente sia nella loro percezione e attesa per il futuro; le preferenze tra i generi e tra le differenti tradizioni cinematografiche nazionali; le percezioni e gli atteggiamenti nei confronti dell’esperienza cinematografica nel suo complesso. Ciascun tema è stato articolato nelle sue dimensioni principali e a ciascuna di queste si sono fatti poi afferire gli indicatori che hanno dato vita alla traccia d’intervista proposta via Web.

 

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