direttore Paolo Di Maira

ITALIA/La fortuna del 16 mm

di Chiara Gelato


Dieci titoli made in Italy fra i venticinque maggiori incassi ed una quota di mercato superiore al 31%.
Anno di record, il 2007, per il cinema italiano.
Una tendenza che l’industria tecnica italiana, quella “” almeno “” che fornisce mezzi tecnici al cinema e all’audiovisivo, non sembra aver fino a questo momento rilevato.


“Il boom del cinema italiano? Da noi non è passato”, afferma il direttore commerciale di Panalight Massimo Proietti, “ma non c’è da stupirsi, perché i numeri parlano di record di incassi per alcuni titoli e non di crescita generale della produzione”.


 


Dello stesso parere Giancarlo Cartocci, presidente della Fratelli Cartocci “” da tre generazioni nel comparto dei mezzi tecnici e trasporti – che punta invece l’accento sulla domanda in crescita della fiction nazionale, fenomeno sempre più evidente e significativo:
“Il dato rilevante non riguarda tanto l’industria cinematografica, quanto quella televisiva, che “” forte del successo di pubblico – investe sempre più risorse, riparando in qualche modo ai “danni” causati dalla mancata affluenza delle grandi produzioni americane ed internazionali che, con l’avvento dell’euro, sono piuttosto latitanti”.


Situazione aggravata dallo sciopero ad oltranza del sindacato americano degli scrittori di cinema e tv che, rischiando di paralizzare Hollywood, si sta ripercuotendo anche sull’Europa:
“Alcuni dei progetti previsti per il 2008 in Italia sono stati bloccati”, evidenzia Proietti, “primo fra tutti il campione d’incassi annunciato “Angeli e demoni” di Ron Howard, prequel del “Codice da Vinci”, che sembra sia slittato al 2009″.


In questa congiuntura, la vera novità  è l’assunzione sempre più massiccia del 16mm che, grazie alle nuove attrezzature immesse sul mercato – progettate per la fiction come per il cinema da gonfiare in 35mm – sta vivendo una stagione molto fortunata.

“Il 16mm”, continua Massimo Proietti, “è stato il fenomeno del 2007, formato assolutamente predominante nel settore televisivo e molto utilizzato anche dal cinema e dalla pubblicità  grazie al suo connubio di qualità  e leggerezza a prezzi concorrenziali. Lo stesso Spike Lee l’ha voluto per il suo ultimo film, girato a Cinecittà  con le nostre Arri 416”.


“La fetta di mercato del 16mm”, sottolinea Giancarlo Cartocci, “ha superato di gran lunga quella del mezzo digitale.
La tanto attesa esplosione dell’alta definizione non si è infatti verificata.
Nonostante se ne sia parlato tanto negli ultimi anni, c’è ancora molta diffidenza verso questo mezzo da parte degli operatori del settore, che continuano a scegliere la pellicola”.

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