direttore Paolo Di Maira

INDUSTRY BOOKS/ I commenti dei Partecipanti

PRODUTTORI


ALFREDO FEDERICO – 39 FILMS
Ho incontrato gli editori di “Scusate la polvere”, “Stealing Fire”, “100 Micron” e “Almodis the Peaceweaver”.
“Scusate la polvere” è quello che mi ha colpito di più perché è una commedia nera, cinica, e in questo momento sto ricevendo molte sceneggiature di questo tipo.
Il cinismo in questo momento può essere visto anche come una via d’uscita dalla depressione, dalla difficoltà  del momento.
“100 Micron” mi interessa in quanto storia attuale e con potenzialità  commerciale, “Stealing Fire” invece si presta a un movie action internazionale e commerciale.
Credo che quella dell’adattamento sia una possibilità  interessante, che fornisce una scorciatoia per la sceneggiatura. Io ho lavorato sempre con sceneggiature originali, quando ho fatto “Tropa de elite”, “El Artista”.
Quando ho opzionato “Notizia di un sequestro ” di Garcia Marquez è stato quasi impossibile adattare, tagliare Garcia Marquez. L’anno scorso mi aveva colpito molto “La Battuta Perfetta” di Minimum Fax, che ho conosciuto grazie a Industry Books, ma alla fine si è rivelato troppo lungo, e difficile da adattare. Invece questo (“100 Micron”) mi sembra più fattibile.


FRANCESCA BARRA – BARRA FILMS LTD
L’incontro personale è molto più utile del pitch o della presentazione generale, per capire meglio, o approfondire certi punti in modo più informale.
Quindi ho trovato positivo che la fase del pitch dell’anno scorso sia stata superata.
Io lavoro molto con gli inglesi, quindi sono qui soprattutto per i libri britannici”¦ ma non si sa mai: mi piace molto essere informata su quello che c’è sul mercato.
Ho trovato la selezione varia e interessante, due o tre titoli mi sono piaciuti e trovo che abbiano potenziale cinematografico.
Sarebbe interessante cercare di seguire l’evolversi di questi incontri e avere dall’organizzazione dei feedback, poter seguire anche la “vita” dei libri, perché ce ne sono alcuni che non sono ancora pubblicati, altri non hanno ancora traduzione”¦


GIORGIA PRIOLO – FILMKAIROS
Ho incontrato i due editori più grossi che erano qui, Mondadori e Agenzia Letteraria Internazionale, non tanto o non solo per i libri che hanno presentato, ma perché questa era un’occasione per noi produttori di avere un contatto con gli editori, mi interessava instaurare un rapporto che può andare avanti anche nel futuro.
E’ un modo per presentarsi, e ho portato agli editori con cui ho parlato dei dvd di nostri film, che sono film d’autore che hanno avuto un buon successo di pubblico, che però magari loro non hanno visto, così che possono farsi un’idea dei nostri autori e magari un giorno venire a cercarci se hanno per le mani un titolo che pensano possa essere adatto.
Di Mondadori mi interessava anche il romanzo proposto qui, mentre nel caso di ALI mi interessava più la qualità  del loro lavoro perché il libro presentato era in costume e non faceva al caso nostro. Purtroppo non ho avuto tempo di incontrare Minimum Fax, perché il loro romanzo, “Cento Micron” mi interessava molto, e probabilmente lo leggerò e in caso poi li contatterò direttamente.
La selezione è ben fatta, ogni romanzo ha un suo punto che lo rende potenzialmente cinematografico, poi purtroppo ciò che conta perché un romanzo diventi un film è anche il suo eventuale successo letterario. Qui non c’erano autori famosi, però capisco che in queste occasioni si debba dare spazio a chi è meno conosciuto.


PEPPE FIORE FREMANTLE MEDIA
Mi sembra che la selezione sia stata abbastanza oculata e di qualità , sarei comunque curioso di sapere cosa c’era a monte, perché non mi sarebbe dispiaciuta una scelta più variegata.
Questi incontri hanno sempre una duplice finalità , da una parte lo scouting vero e proprio, dall’altra stabilire dei contatti, soprattutto di persona, con soggetti con cui tutto l’anno si comunica via mail e conoscere i cataloghi degli editori.
Quest’anno, occupandomi solo di televisione, ho la vita un po’ più semplice e posso scremare la maggior parte dei progetti perché la selezione è stata fatta più che altro pensando al cinema, mentre io sto cercando cose serializzabili, al massimo film per la tv.
Cerchiamo o serie crime possibilmente mirate al femminile o gli one-off cioè le miniserie, biopic sui grandi personaggi storici o legati all’immaginario nazional popolare italiano.
Come avevo detto l’anno scorso, sarebbe utilissimo un “mercato delle anteprime editoriali”, comunque molti editori lo fanno, danno degli higlights sulle prossime uscite.


JOHN BUFFALO – IIF
Abbiamo avuto due appuntamenti, e ci interessava prendere il contatto con i due editori. Cerchiamo soprattutto commedie ma non ci precludiamo altre strade.
E’ stata una giornata utile, perché noi lavoriamo con le agenzie letterarie, ma è importante poter contattare anche direttamente l’editore.
Abbiamo incontrato Minimum Fax, “100 Micron” e Impress Books “Almodis, the Peaceweaver”.
Minimum Fax aveva poi diversi titoli da proporre, come “La Futura Classe dirigente” di Peppe Fiore, che faceva parte della selezione dell’anno passato.


LORENZO GARGAROSSA INDIANA PRODUCTIONS
Ci sono prodotti, tipo “Stealing Fire”, che per noi che abbiamo un profilo internazionale possono essere interessanti, non tanto per produrlo direttamente quanto per poterlo passare a potenziali coproduttori che hanno la forza di produrre un progetto di quel tipo.
Detto questo, mi ha sorpreso un po’ il fatto che non ci fosse nessun libro con un concept molto forte e potenzialmente di successo, sono cioè tutti libri su cui è necessario costruire poi un percorso, alcuni magari legandoli ad un autore di un certo tipo.
E poi molti sono libri non facili da un punto di vista strutturale, perché per esempio “Il Libero regno dei ragazzi” ha un concept molto interessante ma è molto difficile da realizzare come film.
E’ vero però che molti parlano di tematiche che in questo momento sono molto interessanti, come “100 Micron”, che parla della fecondazione assistita, un argomento che è nell’aria, un fenomeno sociale molto più ampio di quanto si pensi.
Non è un caso che in parallelo Mondadori abbia un libro che qui non era presente ma che parla dello stesso argomento ed uscirà  fra poco. “Esche vive” poi è un libro che avevo già  letto, perché collaboriamo con vari autori toscani (noi abbiamo prodotto l’ultimo film di Paolo e quello di Carlo Virzì), e che ho trovato molto bello, anche se di non facile adattamento. Mi aspettavo però che saltasse fuori qualcosa che avesse o una forza dirompente legata all’attualità , o un concept comico straccia box-office, invece non è successo, però magari è una direzione editoriale che è stata presa volutamente per creare opportunità  a tipologie di libri che hanno una qualità  letteraria ma che avrebbero più difficoltà  ad essere scoperte.
E’ anche vero poi che i titoli più forti volano subito sotto banco alle case di produzione, quindi non è facile, anche dal punto di vista dei publisher.
Dunque se si parla di dare una vetrina a prodotti che letterariamente sono potenti, che hanno una capacità  di adattamento, ma che magari non verrebbero presi perché un po’ più complicati, allora questa è l’occasione perfetta.


ANTONIA NAVA – NEOART
Vengo tutti gli anni a Roma perché mi sembra un mercato particolarmente adatto ad attrarre produttori europei, un forum molto informale e dove si fanno affari.
Mi hanno chiesto di venire a Roma un giorno prima per Industry Books e mi è sembrato utile, visto che sono sempre alla ricerca di storie.
Ci sono un paio di titoli che mi interessano molto.
Ho una nuova casa di produzione (Neo Art) a Barcellona però ho lavorato per grandi società  spagnole fino ad adesso, producendo importanti titoli internazionali.
Per l’appunto due dei film a cui sto lavorando adesso sono basati su romanzi, una si intitola “Concrete Island” diretta da Brad Anderson, con cui già  avevo girato “The Machinist” e anche con lo stesso protagonista, Christian Bale e “The Mapmaker’s Wife” , basata sul bestseller di Robert Withaker.
Cerco soprattutto thriller, film contemporanei ma non mi spaventa l’idea di confrontarmi con romanzi storici


GLORIA GIORGIANNI – PALOMAR
C’è piaciuto molto, sono stati incontri molto interessanti, che danno la possibilità  di confrontarsi sulle reali esigenze di editori e produttori e capire meglio le opportunità  legati ai libri”¦
Noi partiamo spesso dai libri, come con “Montalbano”, l’esempio più riuscito, adesso poi stiamo girando “Acciaio”.
Molto interessante il libro di Elvira Seminara ( “Scusate la polvere”), quello di Fabio Genovesi ( “Esche Vive”), poi anche altre proposte che sono emerse dai cataloghi delle persone che abbiamo incontrato. L’organizzazione della giornata è stata buona, gli incontri scorrevoli.
Noi abbiamo rapporti collaudati con alcuni editori, ma nonostante ciò c’è una grande disponibilità  da parte nostra ad allargarci, scoprire nuovi autori, aprirci a nuove collaborazioni.


CECILIA VALMARANA “” RAI CINEMA
E’ la prima volta che partecipiamo ad un evento del genere. Ormai il 70% dei film che si fanno in Italia sono tratti da libri, noi lavoriamo molto con i libri , da “Gli Sfiorati” a “Quando la notte”.
I produttori indipendenti non amano molto che Rai Cinema vada direttamente a interferire sul prodotto, ma è chiaro che fa parte della curiosità  di chi fa questo mestiere, ed è molto utile per capire i filoni, le tendenze.
La selezione di quest’anno mi è sembrata un po’ meno varia dell’anno scorso.
Noi ci siamo molto concentrati sugli autori, su Genovesi ( “Esche vive”) perché ci era piaciuto il suo primo libro, anche se questo è un po’ più complesso, o sul genere, ad esempio con Davide Morosinotto e “Il libero regno dei ragazzi” perché da tanto tempo vorremmo fare un film per ragazzi.
E’ un’iniziativa molto utile anche per Rai Cinema e non solo per i produttori indipendenti, spesso gli autori o produttori che chiedono di segnalare qualche libro, perché quello che era il soggettista ai tempi di Age e Scarpelli adesso non c’è quasi più, si trovano molti pochi soggetti originali; adesso il regista non è più autore.
Considerando che adesso un film vive in sala per poco più di due settimane, il fatto di avere dietro di sé un marketing forte, legato alla notorietà  del romanzo da cui è stato tratto, aiuta enormemente. Stiamo per uscire a fine febbraio con “Un giorno questo dolore ti sarà  utile”, fra la festa del cinema e l’uscita in sala faremo un lavoro con le librerie, con gli agenti, perché le librerie sono un veicolo ulteriore di marketing, il loro pubblico è simile al pubblico dei film.
Industry Books potrebbe ampliarsi, anche perché per noi del mondo del cinema è un problema che il Salone di Torino, l’evento letterario italiano più importante, sia in concomitanza con il Festival di Cannes.
Lo trasformerei in un evento più lungo, più grande, più internazionale. Infine, non sarebbe male una “campanella” che, come a scuola, segnali lo scadere dei tempi degli incontri.


PHILIPP WORM WALKER&WARM- GERMANIA
I libri che mi hanno interessato sono “Stealing Fire” e “100 Microns” e poi sono interessato a storie per ragazzi perché ci stiamo orientando verso questo genere.
Facciamo soprattutto film d’autore, dove di solito è il regista che scrive la sceneggiatura, per cui lavoriamo prevalentemente su soggetti originali ma adesso stiamo anche cercando di percorrere la strada dell’adattamento, per questo abbiamo deciso di venire a Industry Books.
L’anno scorso eravamo venuti solo a New Cinema Network con un progetto; e devo dire che l’organizzazione del mercato è migliorata decisamente, grazie a NCN siamo stati contattati per Industry Books e sono molto felice di questo, perché altrimenti non sarei mai venuto a contatto con queste realtà .


 


EDITORI E AGENZIE LETTERARIE


VALENTINA BALZAROTTI – ALI 
(Niente è più intatto di un Cuore spezzato)
Non mi sono limitata a parlare del libro che è stato presentato, perché essendo un agente letterario gestisco molti titoli. Ho proposto anche altri titoli, fatta eccezione per il caso di un produttore serbo che era interessato solo al titolo selezionato, perché potrebbe dar luogo ad una coproduzione con il suo paese.
E’ , questa, un’ottima occasione per avere dei contatti che altrimenti sarebbe difficile avere.
La scorsa edizione è stata molto utile, abbiamo venduto i diritti cinematografici del romanzo di Nicola Lecca “Hotel Borg” al produttore Kees Kasander pubblicato da Mondadori, che, anche in quel caso, non era il titolo prescelto per il pitch.
Quest’anno c’è stato abbastanza interesse e mi sembra una buona cosa, anche per riuscire ad orientarsi meglio, perché trovo che il mondo del cinema italiano sia piuttosto chiuso.
Ci sono società  che nascono e muoiono, e a volte è difficile capire con chi hai a che fare quando arriva la proposta di acquisizione dei diritti.


ERICA BERLA-BERLA&GRIFFINI RIGHTS AGENCY (Il Male quotidiano)
Sono aumentati gli autori italiani che si affidano ad un agente, prima la maggior parte aveva un contratto diretto con la casa editrice che comprendeva tutti i diritti.
Noi siamo un’agenzia abbastanza giovane, abbiamo iniziato un paio di anni fa ad avere autori italiani, e di solito ci teniamo i diritti cinema per noi, abbiamo appena iniziato anche ad avere contatti con il mondo del cinema.
Avere accesso al mercato del cinema è molto interessante perché non lo conosco bene, il cinema può dare una “seconda vita” al libro.
Inoltre credo che sia molto importante per gli stessi scrittori poter assistere alla trasformazione della loro storia.
Trovo interessante il fatto di mettere a confronto i due diversi interlocutori: editoria e mondo della produzione audiovisiva.
Non so se sia così produttivo vincolare il numero di titoli che ogni editore può presentare, credo che avrebbe un respiro più ampio se l’incontro fosse incentrato sul catalogo, detto questo trovo ammirevole il lavoro fatto per selezionare questi progetti e portarli qua, ma non so se verrà  ripagato questo sforzo, perché i produttori cercano cose molto diverse fra loro.
Un altro dei limiti di questo tipo di approccio è il fatto che il libro, una volta che è selezionato per Industry Books, non può essere promosso e la vendita dei diritti è bloccata per vari mesi (quest’anno da maggio).


IDA FORNASIER – EDIZIONI EL (Il libero Regno dei Ragazzi)
L’ho trovata una bellissima iniziativa di sinergia.
Per noi è una prima volta, e trovo che sia bello poter condividere storie, perché per quanto le prospettive fra produttori e editori siano diverse, alla fine si parla comunque di storie.
Il libro presentato è una sorta di spunto per parlare anche di altri temi, o anche uno “spin off”, nel senso che poi da un libro può nascere anche un videogioco, ad esempio.
Il romanzo che abbiamo presentato fa a parte di una collana, “˜Cartabianca’, partita quest’anno a marzo, che va a coprire il target dei 12-14 anni, per il quale appunto mancava una collana organica.
E’ una fascia d’età , definita young adults, dove la scuola non fornisce più i libri da leggere, ma i ragazzi ancora non se li comprano da soli, una terra di mezzo.
Cercavamo una scrittura realistica e che parlasse di cose che interessano i ragazzi, come i nuovi linguaggi.
Per questo “Il regno libero dei ragazzi” era particolarmente adatto, con l’uso di Facebook, ad esempio, che si mischia al discorso dell’Unità  d’Italia, del brigantaggio e al tema delle bande di ragazzi, di cui non si parlava da tempo in letteratura.
Ci sono vari spunti di riflessione su temi universali: anche se il libro è ambientato in Salento, la dimensione territoriale ha un’importanza relativa.
Ci sono comunque delle tipizzazioni (la masseria, il sindaco..) molto carine.
Ci ha fatto molto piacere l’interesse della Rai, della Lux Vide, dei produttori indipendenti”¦
E’ stata una giornata molto costruttiva, anche un banco di prova per il libro stesso.
E’ stata un’occasione per parlare anche di altri titoli della collana (siamo già  a dieci), che ha la particolarità  di essere stata scritta da un gruppo di ragazzi, tutti amici fra loro, che fanno parte di una sorta di “factory” chiamata “Immergenti”, e scrivono storie.
Vivono in diverse parti d’Italia e usano Dropbox per condividere le loro storie e editarsi a vicenda.
Fra i nostri titoli che sono diventati film, “Jimmy della Collina” di Massimo Carlotto, che ha vinto anche un premio a Locarno.


CLARE CAIN – FLEDGING PRESS (The darkest Walk)
Il libro che sto promuovendo diventerebbe un film ad alto budget, ma ha destato comunque interesse.
Un paio di produttori indipendenti, anche se non erano interessati personalmente, mi hanno dato consigli e contatti di altri produttori che secondo loro potrebbero essere interessati.
E’ stato molto utile. Mi hanno detto che potrebbe funzionare bene come un serie storica per la BBC.
Credo che sarebbe utile avere un piccolo briefing su come fare un pitch o come rivolgersi a un audience di professionisti del cinema e dell’audiovisivo.


TAMSIN BALLARD – IMPRESS BOOKS (Almodis, the Peaceweaver)
E’ la prima volta che tratto la vendita di film per il cinema, ma tutti sembrano molto aperti e disponibili a dare consigli.
Mi hanno chiesto se l’autrice sarebbe disposta a collaborare alla sceneggiatura, se questa storia la vedo meglio come film, serie tv o addirittura documentario: mi hanno veramente aperto gli occhi su questo mondo che non conoscevo e sulla varietà  di possibilità  che ci sono.
E’ un libro che mi appassiona molto e che vedo perfetto come film, la storia di una donna molto indipendente ai tempi del Medioevo: costumi preziosi, meravigliose locations, già  me lo vedo in testa.
E’ una storia molto lunga, per cui si potrebbe benissimo dividere in tre parti per una serie televisiva.
Trovo che questo network che si crea ad Industry Books sia un’iniziativa fantastica.


LORENZA PIERI “” MINIMUM FAX (100 Micron)
C’è abbastanza interesse nei confronti di “100 Micron”, so che in questo periodo stanno circolando altre storie simili, ma questa è l’unica che affronta il tema anche dal punto di vista scientifico e degli interrogativi che si pongono fra il desiderio umano e i limiti della scienza, mentre di solito ci si concentra di più sulla dinamica della coppia.
Industry Books è un’occasione importante per creare contatti, ci crediamo molto e ci interessa molto.
Per noi è importante avere queste occasioni istituzionali per parlare con i produttori.
Il fatto che si sia presentata questa opportunità  ci consente anche di ritirare fuori vecchi titoli dal catalogo che ci sembrano particolarmente adatti al cinema, o anche storie tratte da raccolte di racconti che magari sono invisibili per un produttore.
Rispetto all’anno scorso mi sembra molto migliorato quest’evento, sia perché è stato abolito il pitch collettivo, sia perché non è stato programmato in un giorno festivo.
Credo che il titolo di quest’anno sia anche più forte e cinematografabile rispetto a quello dell’altro anno.


RENATA CASTELLINA MONDADORI (Esche vive)
Ho avuto moltissimi incontri, più dell’anno scorso.
Mi sembra che ci siano anche più produttori in giro. C’è interesse, soprattutto perché si possono proporre anche altri titoli, nel caso quello proposto non interessi.
Spero che si riesca a trarne un adattamento.
E’ un bene che sia stata eliminata la fase di pitch, perché in quel modo la gente non memorizzava le storie, perché le venivano date troppe informazioni tutte insieme.
Inoltre non tutti sono in grado di presentare le storie in maniera accattivante.
Così invece racconti la storia di volta in volta ad una persona sola, e a seconda delle esigenze del produttore aggiusti la tua narrazione.
Mi sembra che i produttori cerchino soprattutto commedie, “Esche Vive” potrebbe essere una commedia ma di tono un po’ più alto, più che altro in realtà  una storia di formazione, un po’ alla Virzì.
C’è stato più interesse da parte dei produttori italiani, anche se si tratta di una storia universale, ambientata però in Toscana.
Per la storia dell’anno scorso c’erano dei produttori interessati ma alla fine non hanno opzionato i diritti, ma è una cosa a cui sono abituata: in genere, di cento titoli che vengono proposti ne arrivano 10 alla firma di un contratto.
Vale però comunque la pena di organizzare eventi di questo tipo, perché i contatti fra i due mondi sono fondamentali, anche perché andando in libreria non si riesce bene a capire, è troppo vasta l’offerta. L’anno scorso ci sono stati dei contatti con dei produttori che poi hanno portato ad una collaborazione e ad un’opzione.


MARIA LEONARDI – NOTTETEMPO (Scusate la Polvere)
Lo staff di Industry Books ha fatto un ottimo lavoro di preparazione, perché i produttori hanno già  visto i cataloghi e hanno le idee abbastanza chiare, per cui la chiacchierata va già  dritta al sodo.
Il nostro titolo ha suscitato grande interesse, me l’hanno confermato anche gli organizzatori perché ne può venir fuori una commedia carina. Mi è stata chiesto più volte se è possibile girarlo in luoghi diversi o se è necessariamente da realizzare in Sicilia.
Gli organizzatori avevano chiesto anche di inviargli materiale su altri titoli da suggerire, non ho capito se poi alla fine questo materiale sia arrivato ai produttori, ma in ogni caso gli incontri sono stati soddisfacenti.
Per le edizioni future mi sembrerebbe utile ampliare l’evento, e allungare anche la fase del pitch che è secondo me fondamentale.
Gli va dato più risalto, perché è una maniera di raggiungere a voce, in maniera rapida, chi arriva all’ultimo momento, o non ha guardato la scheda.
Magari sarebbe stato utile avere due voci che si alternavano invece di una sola, quella del giornalista che ha presentato tutti i titoli in una carrellata, giusto per non dare l’impressione di un monologo.


CRAIG STERLING “” PUMP INK LIMITED (Stealing Fire)
E’ la mia prima volta ad un evento di questo tipo e l’ho trovato molto interessante.
Internet, i video giochi, le detectives stories hanno influenzato molto la mia scrittura e quindi è ovvio che abbia pensato anche alla versione cinematografica del mio romanzo mentre lo scrivevo.
La storia si svolge a Londra, Parigi, Mosca, Dubai e Africa occidentale, quindi si presta benissimo alla coproduzione, anche se non sarebbe poi necessario filmare in tutte le locations che appaiono nel libro.
A proposito di questo, ho parlato con il produttore tedesco Philipp Worm proprio della possibilità  di cambiare le locations, io sarei disponibile.
Per quanto riguarda l’organizzazione, credo che sarebbe utile avere un po’ di “coaching” e qualche consiglio preventivo, soprattutto per chi, come me, non ha mai parlato o avuto a che fare con un produttore cinematografico.


ELIANA CORRADO – SCRITTURA&SCRITTURE (Re di Bastoni, in piedi)
C’è molta curiosità  fra i produttori, una ricerca affannosa di qualcosa di originale, c’è anche un po’ di difficoltà , almeno per la nostra realtà  di casa editrice piccola e indipendente che fino ad oggi è stata sempre un po’ snobbata dai produttori cinematografici.
Ora invece si stanno aprendo, forse per la crisi dilagante, ma anche grazie a iniziative come questa.
Noi siamo abituati ad usare un linguaggio che è quello letterario ed è diverso dal loro: questo i produttori ce l’hanno fatto notare subito, ma in ogni caso la mia impressione è molto positiva.
Oltre al romanzo selezionato, che è un mistery, abbiamo presentato anche un giallo storico, ambientato nel “˜500, che avrà  anche un seguito.

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