direttore Paolo Di Maira

INDIPENDENTI/La Rivoluzione fa bene al mercato

The Revolution of the new producers guild of Italy: già nel titolo del quaderno che Cinema&Video international ha realizzato per il terzo meeting nazionale dei giovani produttori indipendenti (Bologna,17-19 gennaio), sono racchiusi i concetti chiave per il rilancio della politica dell’AGPCI.

L’internazionalizzazione prima di tutto: la necessità di aprirsi sempre di più alle co-produzioni con l’estero ha come presupposto strategico il radicamento nei territori e il decentramento regionale (“il territorio per noi è padrone, nelle regioni c’è fermento, ci sono le idee” dice Martha Capello, presidente dell’AGPCI).
Aprirsi all’estero comporta,inoltre, “rafforzare la collaborazione con i guild di produzione degli altri paesi: a breve avremo un incontro con quello dei produttori USA, e stiamo lavorando per realizzare una partnership con Francia e Germania”, continua Capello.
Internazionalizzazione come primo passo verso una maggiore libertà di espressione e di mercato, che passa anche attraverso la necessità di rivoluzionare le modalità produttive e distributive, adeguandosi ai nuovi scenari disegnati dalla rivoluzione tecnologica, e costruendo quella che Michele Fasano, vice presidente dell’AGPCI, definisce Responsabilta’ Sociale Integrata di Filiera.

Tutti punti che trovano una convergenza nel- la nuova collaborazione fra AGPCI e Venice Film Market, che si concretizzerà, come an- nunciato dal direttore del VFM Pascal Diot, nel IV Meeting dell’associazione, dove una ventina di produttori internazionali (selezio- nati da Diot) incontreranno i produttori indi- pendenti italiani per conoscere i loro progetti.

“Proprio a Venezia, lo scorso anno, abbiamo iniziato a parlare di questa collaborazione con Martha , – rivela Diot, – avevo già in mente un focus sull’industria italiana per l’edizione successiva, cioè quella di quest’anno.
Mi piacerebbe, ad esempio, organizzare una sessione di pitching dei progetti italiani che abbiano un appeal internazionale.
Ho avviato già i dialoghi con le film commission, con le associazioni, fra cui l’AGPCI: mi interessano molto perché sono indipendenti; certo, hanno minore esperienza sul mercato internazionale rispetto ai ‘big’, ed è proprio in questa direzione che si rivolgerà la mia collaborazione con loro.
Condivido le loro istanze e credo che la scelta della parola rivoluzione sia particolarmente azzeccata, perché la transizione che è in atto in Europa presuppone un cambiamento radicale dei sistemi di produzione e di distribuzione.
E’ una rivoluzione che deve accadere per accrescere la diversificazione dei prodotti e per sviluppare l’internazionalizzazione dell’industria italiana attraverso il potenziamento delle coproduzioni, passaggio fondamentale per sopravvivere in questo scenario dove i sostegni pubblici al cinema stanno scomparendo.”

Fra i punti toccati nel Meeting, anche l’esigenza di dare spazio al cinema di genere, “se ne produce tanto in Italia, che non trova distribuzione nel nostro paese ma che all’estero è’ venduto e apprezzato” afferma Fabio Segatori.
E’ significativo, a questo proposito, il lancio, da parte di Pascal Diot, del primo Coproduction Market europeo dedicato ai film di genere, Frontières (si terrà’ a Bruxelles dal 12 al 14 aprile paralle- lamente al Brussels International Fantastic Film Festival –BIFFF-).  Frontières ha avuto la sua prima edizione al Fantasia International Film Festival di Montreal nel luglio 2012, e ora si espande in Europa con lo scopo di sviluppare e rafforzare le coproduzioni di film di genere fra Europa e Nord America.

 

Presentato al meeting “Smart Movies”, lo strumento che mette in contatto i progetti cinematografici in via di sviluppo con le aziende che vogliano investire sulla loro realizzazione. Il progetto promosso da AGPCI e dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media – Dipartimento Studi su Impresa Governo Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata, è stato illustrato da Simonetta Pattuglia, dell’Università Tor Vergata di Roma.

Molto interesse, tra i partecipanti al meeting, ha suscitato anche “Movie Market Place”, lo spazio virtuale di mercato dedicato ai progetti di respiro europeo e internazionale che puntano a diventare coproduzioni internazionali. Ideato da Cinema & Video International, che lo ha presentato a Bologna, è un database che raccoglie i progetti in sviluppo e in cerca di finanziamento: dai documentari ai lungometraggi di finzione.

Movie Market Place è on line su www.cinemaevideo.it

 

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