direttore Paolo Di Maira

INDIPENDENTI 2/Sala on Demand

Cineama.it, community e piattaforma on line creata per creare produrre promuovere e distribuire film indipendenti, ha lavorato alla distribuzione di “Una Separazione” di Asghar Farhadi, uno dei film che maggiormente ha avuto fortuna nella storia distributiva della Nuova Sacher, la società creata da Nanni Moretti che nello scorso maggio ha deciso lo stop all’attività di acquisizione e distribuzione , causa la crisi. “ Una separazione è stato il primo film su cui Cineama ha lavorato -ricorda il CEO Terenzio Cugia – e questa notizia è un brutto colpo per tutti coloro che lavorano al cinema d’autore”

Il nome di Moretti ha riportato all’attenzione di un pubblico più vasto un problema non nuovo. Ma è diventato veramente impossibile,come è stato detto, distribuire film d’autore in Italia?
E’ impossibile competere con la macchina del marketing delle majors americane; bisogna trovare un modo nuovo di distribuzione che riesca, con costi più contenuti, ad arrivare al pubblico cui certi film sono mirati.
Un approccio più legato agli eventi che alle classiche teniture in sala. Uno dei progetti che stiamo sviluppando è proprio quello di portare i film al loro pubblico.Una sorta di film on demand… in una sala cinematografica.

Dunque, in principio c’è l’evento: partire dal pubblico prima che dalle sale?
Questa è la scommessa di Cineama: fare in modo che il pubblico partecipi già dal momento della creazione e ideazione di un film. Dalla seconda metà dell’anno lanceremo anche una piattaforma crowdfunding su cineama.it
Ci sono sempre più esempi di film che già al momento della loro ideazione vedono una compartecipazione della rete, il che permette di creare anche un primo bacino di utenza.

Ma si parla di piccoli numeri…
Non direi, iniziamo a parlare anche di grandi numeri: è dello scorso mese la notizia di un regista americano che per il suo secondo film ( si tratta di Zach Braff per “Wish you were here”, la notizia è sul Guardian ndr) che attraverso Kickstarter ha reperito in un mese 3 milioni e 100 mila dollari con 46 mila sottoscrittori, quando il suo target era di 2 milioni. Fenomeni di questo genere non sono isolati; penso, per rimanere in Europa, allo spagnolo “El Cosmonauta” che attraverso il crowdfunding ha raccolto 450 mila euro, oltre la metà del budget. Esperimenti del genere cominciano a prendere piede non solo per il finanziamento ma anche per il marketing che ne deriva, la loro capacità di “creare” pubblico. Se si partisse con la programmazione del film con molto anticipo rispetto all’uscita in sala, questo permetterebbe anche di capire la geolocalizzazione dell’interesse dei clienti.

Geolocalizzazione: molto interessante in teoria. Ma nella pratica funziona?
Nel momento in cui si comincia a fare un lavoro di promozione mirata di un film, vedi anche dove sono basati gli utenti che rispondono, e puoi magari evitare di far uscire un film in zone dove per quel film non c’è alcun interesse. Lo abbiamo verificato lavorando per BIM su “Alì ha gli occhi azzurri” : le zone del Veneto non rispondevano e infatti i risultati peggiori si sono avuti lì , mentre, come previsto, i migliori sono venuti da Roma. Il criterio è: concentrarsi laddove c’è un interesse maggiore, partire da dove si è più forti

Su quale film state lavorando attualmente?
Stiamo collaborando con Mediaplex al lancio di “La leggenda di Kaspar Hauser” di Davide Manuli. Abbiamo sviluppato una campagna di marketing virale contattando associazioni che potrebbero essere più direttamente legate alle tematiche del film. Abbiamo poi studiato la creazione di eventi laddove il film ha più probabilità di essere apprezzato . Ad esempio, l’anteprima è stata a Torino al Museo Regionale di Scienze Naturali in concomitanza dell’uscita torinese del film al cinema Centrale. In quell’occasione, il 14 giugno, l’attrice e performer Silvia Calderoni, che è protagonista del film assieme alla star americana Vincent Gallo, si è esibita all’interno di uno spettacolo di musica d’avanguardia ( la colonna sonora del film è dei Vitalic ).

Tornando al pubblico, dal vostro osservatorio social è possibile capire se esistono aree più sensibili al cinema d’autore, e, soprattutto, come intercettare i gusti del pubblico giovanile?
La richiesta di film d’autore è diffusa, ma è frammentata un po’ in tutta Italia. Quello che abbiamo individuato e possiamo segnalare come tendenza interessante è che i giovani preferiscono vedere i film in lingua originale. La sala attualmente ha una scarsissima offerta in tal senso, e anche questa è una ragione per cui il pubblico giovane va a scaricarsi il film in originale su internet.

Con la fine del 2013 scomparirà anche la pellicola. Cosa comporta questo per la proposta di Cineama?
La digitalizzazione contribuisce molto al nostro progetto, perché sarà più facile proporre film su richiesta. A proposito di digitale, pochi forse sanno che la Kodak ha comunicato che “La leggenda di Kaspar Hauser” è l’ultimo film stampato dalla Casa su pellicola bianco e nero in Italia. Anche questo fa del film un evento!

 

 

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