direttore Paolo Di Maira

INCONTRO ANICA/ Film Commission Pride

“Se ANICA ci aiutasse e ci riconoscesse come interlocutore di respiro nazionale, anche il lavoro che noi facciamo in periferia potrebbe essere meno dispersivo e più utile”. Con questa richiesta Stefania Ippoliti, presidente di Italian Film Commissions, ha chiuso il suo intervento nell’incontro organizzato dall’ANICA martedì 13 giugno a Roma. Tema dell’incontro: “Dove va il cinema italiano?”, programma troppo vasto anche per la lunga giornata condotta con stile ecumenico dal presidente Francesco Rutelli.
Autori e produttori hanno costituito il perno dell’incontro, oltre, naturalmente al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha assicurato che entro l’estate saranno emanati tutti decreti attuativi della Legge Cinema. Tuttavia le proposte di Stefania Ippoliti, approdata al palco alla settima ora di convegno, hanno confermato la carica innovatrice delle Film Commission, forti dell’investitura della nuova Legge, che le identifica quali strumento delle politiche audiovisive sul territorio.
Premettendo che il mestiere delle Film Commission è accogliere le produzioni fornendo una serie di servizi standard “gratuiti e di buona qualità”, mentre il tema delle risorse che le Regioni decidono di mettere sul piatto è “eventuale e accessorio”( leggi: i Fondi), Ippoliti ha definito “assai riduttivo” limitare all’erogazione di contributi finanziari la collaborazione che ci può essere tra quello che si fa al centro e quello che si può fare localmente ( “La domanda ricorrente del produttore è: quanto mi dai?”).
Non sarebbe più utile, si è chiesta la presidente di IFC, se invece di avere un Fondo in ogni regione si rendessero più omogenei i servizi e le risorse erogate? “Un cash rebate”, ossia la restituzione in una percentuale fissa di quel che viene speso sul territorio, “potrebbe essere più comprensibile”.
Ippoliti invita a una riflessione critica sull’uso attuale delle risorse regionali: “Sarebbe più corretto che intervenissimo per sostenere una nuova leva autoriale”.
Un Fondo di garanzia per permettere ai giovani produttori l’accesso al credito bancario darebbe un importante contributo “a far crescere le dimensioni di questo settore dell’impresa audiovisiva”.
Gli strumenti ci sono, anche se (ad eccezione del Piemonte con Film Investimenti Piemonte) non sono specializzati: sono i Confidi regionali e delle associazioni di categoria.
In tema di internazionalizzazione, infine, sempre nella prospettiva di una maggiore collaborazione con ANICA, Ippoliti ha chiarito: “non abbiamo una nostra personale visione e non dobbiamo averla, ritenendo di dover stare un passo a fianco dei produttori . Ma – ha messo la pulce nell’orecchio – sappiamo quali sono le cose utili e quali quelle inutili”.

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