Il punto di vista esterno

“Questa stanza non ha più pareti”. Il verso della celebre canzone di Gino Paoli credo sia un’appropriata metafora – sostituendo stanza con sala cinematografica – per dare il senso del percorso di Film Commission Torino Piemonte (FCTP) , plasticamente reso nell’organizzazione di Torino Film Industry (TFI), cui, nelle pagine che seguono, viene dedicata ampia attenzione.

L’evento, giunto alla sua ottava edizione, mostra, quest’anno con maggior evidenza, di voler essere non semplicemente un mercato o comunque un appuntamento mirato ai soli professionisti.

Come ha confermato a Cinema & Video International Paolo Manera, direttore di FCTP, l’organismo che ha ideato e coordina l’evento, TFI vuole uscire fuori da uno spazio considerato ormai angusto, accogliendo il punto di vista esterno.

Come?

Un esempio calzante è Torino Film Clinic, sessione di film e serie – che precede l’apertura di TFI – analizzati non solo da produttori e/o registi, ma anche da medici, psicologi, architetti, e perfino esperti di aeronautica.

Sarà, quest’anno, un TFI extended.

Si spiegano così le “incursioni” con panel all’interno di tre manifestazioni che animano novembre, il “lungo mese di cinema a Torino”: Contemporanea Film Festival, Glocal Film Festival, Sottodiciotto Film Festival.

C’è poi un altro indizio, nel ricco programma di TFI8, che mostra la voglia di immergersi nella realtà, ed è l’inedita pitching session sui progetti in sviluppo sostenuti dal Piemonte Doc Film Fund: un’occasione per riflettere sul futuro del documentario, il suo sguardo sul mondo.

Ma forse la migliore garanzia del buon esito dell’avventura di TFI è l’aver aperto fin dall’inizio le porte ai cosiddetti beginners: ragazzi che hanno voglia di conoscere e che interagiscono con i professionisti, portandosi dietro il proprio bagaglio di esperienze e di sogni.

Si dirà che tutto questo fa parte della missione di una Film Commission , cerniera tra la vita del territorio e quella dell’audiovisivo. Certamente FCTP la porta avanti con successo, indubbuamente favorita dalla sua storia e dall’ultraventennale solido supporto delle istituzioni regionali e locali.

Sarà interessante vedere come vorrà proseguire l’ambizioso progetto il nuovo CdA della Fondazione Film Commission Torino Piemonte, che oltre a confermare Beatrice Borgia alla presidenza, Paolo Manera alla direzione e Giulia Anastasia Carluccio alla vicepresidenza, ha cooptato personaggi con cultura e sensibilità esterne all’industria dell’audiovisivo: una storica dell’arte, Carolyn Christov-Bakargiev, un avvocato, Luca Olivetti, un architetto, Giorgio Scianca.

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