direttore Paolo Di Maira

IL PUBBLICO DEL CINEMA/ Europa a due velocità

Gli spettatori europei crescono del 2%, ma l’aumento non è omogeneo nei 35 paesi del vecchio continente, che nel 2016 hanno totalizzato complessivamente 1.276,0 milioni, contro i 1.250,6 milioni del 2015: è quanto emerge dalle statistiche elaborate da MEDIA Salles sui primi dati disponibili, ancora provvisori, che verranno presentati durante la Berlinale domani, sabato 11 Febbraio (ore 13, Caffè Oximoron). Dentro il macrodato esistono infatti due blocchi: i 19 paesi dell’Europa Occidentale – totalizzando 892,9 milioni di presenze rispetto agli 895,2 del 2015 – chiudono l’anno in sostanziale parità (-0,3%), mentre i 16 dell’Europa Centrale e Orientale e del Bacino del Mediterraneo aumentano del 7,8%, con un totale di 383,1 milioni di biglietti venduti, rispetto ai 355,4 milioni del 2015. Ma anche dentro l’Europa Occidentale i dati sono disomogenei.

Partiamo dai 5 principali mercati.

La Francia, confermandosi il primo mercato del Continente, guadagna oltre 7 milioni di spettatori (+3,6%) e, con 212,7 milioni di biglietti venduti, ottiene il suo secondo miglior risultato degli ultimi 50 anni. Dal 1966, infatti, solo il 2011 era riuscito a far meglio (217,2 milioni di spettatori). Anno positivo anche per l’Italia che, secondo le stime elaborate da MEDIA Salles, si attesterebbe, per quanto riguarda gli schermi con almeno 60 giorni di attività, sui 112 milioni di spettatori, un risultato che non si otteneva dal 2010. Più netta la crescita della Spagna, che nel 2016 cresce del 6,0% e riesce a superare la soglia dei 100 milioni di biglietti, livello raggiunto per l’ultima volta nel 2010. Una leggera flessione, invece, per il Regno Unito (-2,1%) che, comunque, con oltre 168 milioni di spettatori, si conferma come il secondo mercato dell’Europa Occidentale e ottiene, sul fronte degli incassi, un nuovo record. Crolla il pubblico del cinema in Germania:nel 2016 gli spettatori sono stati poco più di 120 milioni (-13,0%), una quantità analoga a quella del 2014. L’incasso tuttavia ha superato, per la quarta volta, la soglia del miliardo di euro. Male anche in Danimarca (-2,8%), Svizzera (-6,7%) e in Austria (-10,0%), così come, secondo le stime calcolate da MEDIA Salles, in Lussemburgo (-4%) e in Belgio (-7%).La Finlandia resta pressoché stabile, limando (-0,6%) il risultato record del 2015. Notizie positive giungono invece da Grecia (+2,2%), Portogallo (+2,5%), Svezia (+3,6%) e Paesi Bassi (+3,7%), dove continua una serie ininterrotta di incrementi iniziata nel 2008. Cresce anche l’Irlanda (+4%) e, ancora più nettamente, la Norvegia (+9%).

In controtendenza, l’Europa Centrale e Orientale e del Bacino del Mediterraneo ha portato al cinema circa 28 milioni in più di spettatori rispetto al 2015, vantando il maggior tasso di crescita del continente  (+7,8%).  Concorrono a delineare questa positiva tendenza Russia (+8,8%, da 175,7 a 191,1 milioni di spettatori), Lituania (+10,1%) Ungheria (+12,1%), Slovenia (+14,2%) e in un grande mercato come la Polonia che cresce del 16,5%, passando da 44,7 a 52,1 milioni di spettatori. Percentuali da primato per Repubblica Ceca ( + 20,6%) e Slovacchia (+ 23,4%). Crescono, seppur meno della media di questa parte dell’Europa, anche la Romania (+7,5%), Cipro (+7,1%), la Lettonia (+6,7%), l’Estonia (+6,4%), la Serbia (+2,8%) e la Bulgaria (+2,2%). Maglia nera invece per la Turchia (-3,6%), che si conferma comunque, con 58,3 milioni di spettatori, come il secondo mercato di quest’area, e mercati di minori dimensioni come la Bielorussia (-3,5%) e la Croazia (-1,2%).

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