direttore Paolo Di Maira

IL BROADCASTER/Servono Certezze

di Marco Spagnoli


A Berlino l’Italia sarà  rappresentata da due film prodotti da Rai Cinema: “˜Qualunquemente’ e “˜Gianni e le Donne’: un segnale dell’ottimo stato di salute della società  guidata dall’Amministratore Delegato, Paolo Del Brocco, presente sul mercato con una serie di produzioni importanti, quali “Il padre e lo straniero’ di Ricky Tognazzi con Alessandro Gassman, “˜Il giorno in più’ di Massimo Venier con Fabio Volo e Isabella Ragonese, “˜Nessuno mi può giudicare’ di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi e Raul Bova, “˜Boris’, “˜Habemus Papam’ di Nanni Moretti, “˜Il gioiellino’ di Andrea Molaioli, la coproduzione “˜Bel Ami’ con Uma Thurman.


“Sono tutti quanti titoli che caratterizzeranno la primavera di Raicinema”, anticipa Del Brocco, che prosegue:
“A questi seguiranno tra l’estate e l’autunno “˜L’industriale’ di Giuliano Montaldo, “˜Quando la notte’ di Cristina Comencini, “˜Terraferma’ di Emanuele Crialese, “˜Le Premier Homme’ di Gianni Amelio e altri ancora.
Ci sono molti film di grandissimo livello di cui siamo particolarmente orgogliosi, tenendo conto anche della necessità  di guardare con maggiore attenzione ai mesi caldi dell’anno, se non con titoli italiani, certamente con qualche film di acquisizione.
Lo diciamo da anni, ma in questo momento è quanto mai necessario creare nuovi spazi per un sempre migliore e più efficace sfruttamento dei film”.


Parliamo del prolungamento del Tax Credit per solo sei mesi”¦ Tutti quanti ci aspettavamo un rinnovo pluriennale del Tax Credit ed è chiaro che questa situazione preoccupa molto non soltanto noi, ma anche tutti i produttori indipendenti.
E’ difficile ipotizzare di poter lavorare in uno scenario dove, oltre a mancare il sostegno pubblico, siano assenti anche queste misure di incentivazione.
In questo momento le produzioni di cui è previsto l’inizio lavorazione tra maggio e giugno si muovono senza alcuna certezza. Forse si dovranno rivedere certi budget; il problema è che, finanziato il progetto, finalizzata la sceneggiatura, sarà  difficile potere scendere al di sotto di certe cifre senza rischiare di stravolgere l’intero film.
L’auspicio è che, alla fine, si riesca a rendere stabile questa norma, perché l’industria culturale italiana rifiuta certamente l’assistenzialismo, ma “” al tempo stesso “” ha anche bisogno di certezze, di chiarezza, per poter continuare a lavorare con quella stessa serenità  che esiste in altri comparti industriali.


Si è parlato recentemente anche di una possibile introduzione del cosiddetto prelievo di scopo”¦
E’ evidente che le televisioni free fanno già  molto per il cinema. La Rai, come dimostra la nostra società , si adopera moltissimo per la produzione cinematografica in Italia, e anche altri gruppi investono sia in produzione che in acquisizione.
Personalmente non credo si possa andare a toccare le televisioni, ma ritengo che il gettito per il prelievo di scopo possa venire dagli altri segmenti della filiera: a partire dalla sala cinematografica e dalle aziende di telecomunicazioni che ottengono grandi ritorni dal cinema e che hanno fatturati immensi.
Va anche detto che pensare di finanziare le risorse del Tax Credit tramite questo provvedimento mi sembra poco probabile.
Il volume economico di questi introiti dovrebbe servire a creare risorse per la produzione, per l’esportazione del nostro cinema all’estero, per tutta una serie di questioni ed attività  inerenti al cinema. Personalmente non considero possibile immaginare tutto questo solo per il Tax Credit o, comunque, solo per un problema contingente, ma credo, anzi, che questa iniziativa vada strutturata per affrontare un orizzonte più ampio e per andare a coprire molte delle esigenze del cinema.


I produttori che insistono sull’estensione del prelievo di scopo sembrano fare riferimento, però, anche e soprattutto al ruolo di Sky”¦
Premesso che è difficile andare a fare i conti in casa d’altri, è anche vero che Sky, in qualche maniera, investe sul cinema italiano, comprando e trasmettendo film italiani.
Certo, è difficile prescrivere un obbligo qualitativo agli investimenti di un’azienda privata. Il nostro modello di business è completamente differente dal loro, però credo che in questo momento, quando si parla di questo prelievo, bisogna guardare soprattutto ad altri soggetti presenti nella filiera che, come le Telecom, soprattutto, traggono grande beneficio dallo sfruttamento del cinema.

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