direttore Paolo Di Maira

GREEN FILM LAB / Da Roma a Sitges

Superluna il nuovo lungometraggio di Federico Bondi, attualmente in fase di post-produzione, e presentato ieri al MIA fra i progetti di What’s Next italy, è stato realizzato arrendo a Green Film, il protocollo Green di Trentino Film Commission, ed è uno dei progetti che hanno partecipato al Green Film Lab, il programma del Torino Film Lab lanciato l’anno scorso in collaborazione con la film commission trentina, per formare i produttori alla sostenibilità nella produzione audiovisiva

“Abbiamo girato la scorsa estate, a fine giugno, mentre il primo workshop di Green Film Lab è stato in aprile, dunque il timing è stato perfetto, – racconta Serena Alfieri, produttrice delegata del film per Vivo Film, – il nostro co-produttore belga, Tarantula, era entusiasta di usare un protocollo italiano,  che valorizzava il progetto anche in vista dell’ottenimento del loro film fund.
Ho scoperto l’importanza della relazione con il green film manager, Leonardo Gammarota, che è stato prezioso, seguendoci nel compilare la check list del protocollo e aiutandoci durante la preparazione delle riprese, dove abbiamo coinvolto tutti i capi dipartimento, cercando di comprendere le esigenze artistiche e trovando soluzioni sostenibili ai problemi. Fra l’altro, abbiamo scoperto che  Leonessa, il paese del Lazio dove abbiamo girato non faceva la raccolta differenziata a causa di un problema all’impianto di compostaggio, mentre il nostro set sì: da questo è nato un incontro fra loro e il nostro green manager che si sono confrontati su questo tema.”
L’impatto ambientale del cinema, è infatti intimamente legato al suo grande potenziale comunicativo, potendo diventare un’importante cassa di risonanza per messaggi legati alla sostenbilità.
Ma un cambiamento nell’approccio alle modalità produttive è comunque necessario, come sottolinea Alina Trabattoni, che ha moderato il panel, fornendo alcuni dati: un film di 70 milioni di budget produce in media 2480 tonnellate di CO2, praticamente l’equivalente di 11 viaggi sulla Luna, andata e ritorno.

E il protocollo green di Trentino Film Commission è un “entry level tool”, specifica il direttore Luca Ferrario, per spingere questo cambio di mentalità nei produttori.
Il Green Film Lab è ulteriore strumento che coadiuva questo passaggio direzione. E serve anche per dare una formazione che declini le competenze dei green manager plasmandole sulle specificità dell’audiovisivo, e creando un sistema di relazioni anche, che vanno oltre il momento formativo. Gammarota, ad esempio, continua a lavorare con Vivo, -rivela Alfieri: “al momento siamo impegnati sul film Per Amore di una Donna, co-produzione con Colorado Film, che gireremo anche in Israele.”
E proprio domani, 14 ottobre, inizierà a Sitges, in Spagna, il terzo workshop del Lab, che segue quello di Trento (sopracitato) e il secondo, svoltosi a Palma di Mallorca.

Il prossimo appuntamento sarà a Reykjavík, in dicembre, e poi ancora in Irlanda, in primavera.

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