direttore Paolo Di Maira

GIOSI GALLOTTI/Qualità  Kodak nell’Era Digitale

di Chiara Gelato


Com’è bilanciata l’offerta di Kodak tra servizi tradizionali e nuovi servizi per l’industria dell’intrattenimento e del digitale?
Kodak è orientata da molti anni ad offrire ai suoi clienti le migliori soluzioni disponibili per la ripresa e la post-produzione cinematografica. E, pur considerando la continua evoluzione del mondo digitale, il negativo continua ad essere ad oggi il formato migliore per la cattura delle immagini e l’unico supporto esistente per l’archiviazione delle immagini a lungo termine, una sintesi ideale nell’offrire soluzioni creative senza compromessi per i registi e gli autori della fotografia, e nel garantire le importanti necessità¡ di preservazione delle immagini in un tempo che è sicuramente molto più ampio di qualunque opzione digitale alternativa.
In quest’ottica Kodak ha introdotto da qualche anno una nuova piattaforma di negativi, la Vision 3, che oggi rappresenta lo stato dell’arte per le riprese cinematografiche, televisive e pubblicitarie – e questo non lo dico io, ma il gran numero di professionisti che continuano a scegliere Kodak nel mondo, pur considerando con attenzione le molteplici alternative a disposizione.
Peraltro, oltre ai prodotti in pellicola, fa parte del gruppo Kodak la compagnia Cinesite, una importante realtà¡ internazionale operante nell’area post-produzione ed effetti digitali cinematografici.


Avete in cantiere il lancio di nuovi prodotti sul mercato? Quest’estate introdurremo un negativo molto importante, la Vision3 200T, che sarà  l’ideale complemento per i negativi preesistenti nella famiglia Vision3.
Inoltre presenteremo una rivoluzionaria pellicola intermediate specificamente disegnata per la post-produzione con il processo Digital intermediate.
Quest’ultima sarà¡ lo strumento ideale per registrare e preservare tutte le sfumature e dettagli dei negativi Vision3.
Da alcuni tests iniziali svolti con i nostri principali clienti, abbiamo avuto la conferma che si tratta di un prodotto unico, offrendo performance migliori rispetto a qualunque alternativa esistente per la scannerizzazione da negativo originale e nell’ambito del processo DI.


Come è cambiato in questi anni il panorama mondiale e quello italiano del settore?
Come stanno affrontando le grandi imprese del segmento il graduale passaggio dalla pellicola al digitale, sancito anche dalla progressiva digitalizzazione degli schermi cinematografici?
Direi che innanzitutto è opportuno distinguere tra produzione e distribuzione.
Nell’ambito produzione, pur sperimentando maggiormente nuove tecniche di ripresa digitale rispetto ad alcuni anni fa, la maggioranza dei clienti continua a scegliere la ripresa in pellicola, S16 o 35mm, a volte anche sfruttando le nuove opzioni della cattura in 35mm a 2 o 3 perforazioni (invece di 4) , laddove le limitazioni di budget lo richiedano, pur di non perdere la versatilità , la libertà¡ operativa e la ricchezza di dettagli e dei colori tipica del mondo pellicola.
Il settore della distribuzione invece, grazie alla progressiva crescita degli schermi 3D, sta abbracciando gradualmente il mondo digitale. Tuttavia vorrei segnalare che la pellicola continua ad essere ad oggi il formato di distribuzione principale negli schermi cinematografici, e che anche su pellicola esiste da qualche mese un’alternativa per la proiezione a tre dimensioni, ovvero il sistema Technicolor 3D, un’opzione di grande qualità¡ perchè conserva lo spazio colore e la gamma dinamica della pellicola, nonchè ad investimento ridotto per gli esercenti rispetto all’investimento per un proiettore digitale.


La Kodak al Festival di Cannes: quali iniziative?
Una presenza storicamente cospicua ed importante, essendo Kodak da molti anni offi cial sponsor del festival di Cannes, e supporter del premio Camera d’Or, che anche quest’anno premierà  la migliore opera prima presentata in tutte le sezioni del festival.
E con la presenza diretta di personale Kodak da tutti i continenti presso il padiglione “˜l’appartment Kodak’, dove invitiamo i nostri clienti a rilassarsi e prendere un caffè, ovviamente italiano, tra una riunione e l’altra.
Si svolgeranno presso il padiglione Kodak molteplici eventi e seminari nel corso del festival con la partecipazione di clienti provenienti da tutto il mondo.


Il passaggio di guardia, anche generazionale, che avverrà  alla Kodak Italia a breve con la sua assunzione del ruolo di Country Business Manager, comporterà  un nuovo approccio gestionale? Carlo Giardini, mio predecessore, lascia un’eredità¡ importante, essendo stato per 7 anni un referente molto apprezzato nel settore, sempre puntuale ed attento alle dinamiche dell’industria audiovisuale italiana, oltrechè un appassionato autentico del mondo cinematografico.
Spero di proseguire il suo lavoro nel migliore dei modi, nel contempo interpretando un ruolo leggermente diverso rispetto al suo, poichè Kodak ha deciso, in un’ottica di continua ottimizzazione della propria presenza, di formare nella divisione Entertainment Imaging un nuovo cluster geografico denominato “˜Sud Europa’, composto da Italia, Spagna e Portogallo, di cui sarò responsabile a partire da Maggio.
Per quanto poi concerne il mio approccio gestionale, posso affermare di aver avuto la fortuna di lavorare con svariate figure di grande spessore nel corso della mia esperienza in Kodak, e il mio auspicio è di riuscire ad esprimere nel mio stile qualcosa di ciascuno di loro.
Tra queste figure che hanno segnato il mio percorso vorrei ricordarne una particolarmente importante, purtroppo scomparsa: Antonio Carletti. Un maestro ed un grande professionista che ha lasciato una traccia indelebile in Kodak e fuori da Kodak.

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