spot_img

direttore Paolo Di Maira

spot_img

GIORNATE DEGLI AUTORI / La Gioia in Concorso

E’ stata svelata oggi la selezione de Le Giornate degli Autori, la cui XXII edizione, promossa da ANAC e 100autori, si svolgerà nell’ambito della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 27 agosto al 6 settembre sotto la direzione artistica di Gaia Furrer.

Il film di apertura, che è fra i 10 titoli in Concorso, è Memory, opera prima di Vladlena Sandu, regista nata in Crimea ed esule dal 2022, viaggio intimo e lacerante tra i frammenti della propria infanzia, in cui la memoria individuale si intreccia a quella storica e sociale e il punto di vista di una bambina restituisce l’orrore con una potenza ancora più devastante.

In Concorso l’opera seconda del regista napoletano Nicolangelo Gelormini, La Gioia, ispirata a un fatto di cronaca, dove  Valeria Golino e Jasmine Trinca interpretano due donne agli antipodi in una Torino estraniante. Attraverso lo stesso ragazzo (Saul Nanni), amante della prima e figlio della seconda, entrambe le donne cercheranno di migrare dall’ordinario allo straordinario. La sceneggiatura è firmata da Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi e con Nicolangelo Gelormini, e tratta dall’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento” scritta da Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori. Il film è prodotto da HT Film, Indigo Film e Vision Distribution (che cura anche le vendite internazionali e la distribuzione italiana), con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e in collaborazione con Sky. 

Co-produzione con l’Italia è Past Future Continuous, il nuovo documentario di Firouzeh Khosrovani, autrice del pluripremiato Radiograph of a Family, qui in co-regia con Morteza Ahmadvand, in un’opera poetica e struggente, la cui protagonista, una donna fuggita dall’Iran, all’indomani della rivoluzione islamica e mai più tornata, può osservare i suoi genitori solo attraverso telecamere di sorveglianza installate nella loro casa di Teheran. Il film è stato sostenuto, fra gli altri, dal Co-Production Fund Award del TorinoFilmLab (ne abbiamo parlato QUI)

Il film è una co-produzione fra Fifi Film, Antipode, Zalab Film (anche distributore italiano) con Rai Cinema e in collaborazione con ZDF/ARTE TV

Ha a che fare con l’Italia, dove è emigrata la fidanzata del protagonista, anche il secondo film iraniano del Concorso: Inside Amir di Amir Azizi. Una dichiarazione d’amore alla città di Teheran e un’esplorazione intima dei dubbi che emergono prima di lasciare il proprio Paese.

A un film italiano è affidata la chiusura delle Giornate: è Come ti muovi, sbagli di Gianni Di Gregorio, anche protagonista nei panni di un professore in pensione la cui vita viene scombussolata dall’arrivo inaspettato e dirompente di figlia (Greta Scarano) e nipotini. E’ prodotto da BiBi Film, Les Films du Poisson, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura.

A premiare quest’anno il miglior film del concorso con il GdA Director’s Award (un premio di € 20.000 per regista e distributore internazionale) sarà la giuria presieduta dallo scrittore e regista norvegese Dag Johan Haugerud, vincitore dell’Orso d’oro alla Berlinale 2025 e rivelatosi alle Giornate nel 2019 con Barn. Insieme a lui la produttrice italiana di Vermiglio Francesca Andreoli, la regista franco-palestinese Lina Soualem (alle Giornate nel 2023 con Bye Bye Tiberias), il film curator del MoMA di New York Josh Siegel, il direttore della fotografia tunisino Sofian El Fani (La vie d’AdèleTimbuktu). Come sempre, inoltre, saranno gli spettatori della Sala Perla ad assegnare il Premio del Pubblico tra i film della selezione ufficiale mentre la giuria di Europa Cinemas sceglierà il vincitore del Label tra i film europei delle Giornate.

Sei documentari e tre opere di finzione compongono il programma di Notti Veneziane, la finestra annuale delle Giornate degli Autori realizzata in accordo con Isola Edipo, dedicata all’anteprima mondiale di film italiani.

Il film d’apertura è Dom di Massimiliano Battistella che ci porta accanto a Mirella, che  dopo trent’anni a Rimini, dove fu accolta ancora bambina da una comunità impegnata nella tutela di minori vittime della guerra in Jugoslavia, torna a Sarajevo per riconnettersi quelle radici mai perdute (è prodotto da Kama Productions).

6:06


Quello di chiusura, 6:06 di Tekla Taidelli che, a vent’anni dal sorprendente e viscerale esordio (Fuori vena), porta alle Notti un romanzo di formazione notturno, allucinato e ossessivo, in cui l’iniziale bianco e nero lascia poi spazio al colore (una co-produzione italo-portoghese fra Argo Film, Tranky Film, e Filmesdamente. Distribuito in Italia da LSPG Pop Corn).

Nel mezzo, Life Beyond the Pine Curtain di Giovanni Troilo che ci porta in East Texas: terra lontana dalle narrazioni ufficiali americane esplorata con la guida della voce del celebre scrittore americano Joe R. Lansdale (prodotto Chiarafama per Sky e venduto da Nexo Digital).

Con Film di Stato, Roland Sejko continua il  lavoro di ricostruzione dell’immaginario dell’Albania e della sua storia attraverso materiali di archivio (alcuni inediti) che ci riportano al dopoguerra e al regime di Enver Hoxha. Il film è prodotto e distribuito da Luce Cinecittà. Due i documentari in cui i registi fanno i conti la figura paterna.

Con un approccio ibrido tra live action, archivio e animazione, Loris G. Nese ci rende partecipi, in Una cosa vicina, del processo di elaborazione in presa diretta attraverso cui rende manifesta a se stesso l’identità di suo padre: un camorrista ucciso quando lui era ancora un bambino (produce Lapazio con Rai Cinema, con il contributo per la produzione del Piano Cinema 2024 di Film Commission Regione Campania).

In Toni, mio padre, prodotto da MIR Cinematografica, Anna Negri ci regala un ultimo sguardo, a tratti feroce e ad altri dolcissimo, su un Toni Negri negli ultimi anni della sua vita. 

Indietro così! di Antonio Morabito ci riporta al centro dell’agorà: siamo nei laboratori teatrali di una Roma periferica e solidale, dove l’arte incontra la disabilità e diventa spazio di espressione, auto-narrazione e resistenza quotidiana. (produce Vertigo Film).

Gli altri due film di finzione, oltre al già citato 6:06, sono Confiteor di Bonifacio Angius, con Geppi Cucciari, Edoardo Pesce e Giuliana De Sio, prodotto da Il Monello FilmAgresywna BandaMosaicon Film, con il sostegno di Regione Sardegna e Fondazione Sardegna Film Commission, e Amata  quinto film di  Elisa Amoruso, che riflette su maternità fra desiderio e rifiuto, su identità femminile e diritto di scegliere, mettendo in dialogo l’esperienza  di chi partorisce senza volerlo e quella di chi vorrebbe ma non può.. Nel cast Miriam Leone, Tecla Insolia, Stefano Accorsi, Donatella Finocchiaro, Barbara Chichiarelli. E’ una produzione MeMo Films, Indiana Production, Rai Cinema, realizzata con il contributo del MIC.

Amata

Dopo il successo di GEN_, presentato quest’anno al Sundance, unico italiano in Concorso, Gianluca Matarrese torna per la quarta volta a Venezia con Il quieto vivere, come Evento Speciale Fuori Concorso, scritto con Nico Morabito, una co-produzione Faber Produzioni e Stemal Entertainment con Rai Cinema / Elefant Films con RSI, prodotto da Donatella Palermo con Alex Iordachescu. Matarrese porta al centro del racconto la sua famiglia, che lo accompagnerà anche a Venezia. Protagoniste del film sono infatti le sue cugine Maria Luisa Magno e Imma Capalbo (cognate tra loro), sua madre Carmela Magno e le zie Concetta e Filomena.

Il quieto Vivere

Articoli collegati

- Sponsor - spot_img

FESTIVAL - MARKET

- sponsor -spot_img

INDUSTRY

LOCATION

Newsletter