Aprirà con With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari la 66° edizione del Festival dei Popoli, il più longevo festival internazionale di cinema documentario in Italia, che si svolgerà a Firenze, dal 3 al 9 novembre nell’ambito della 50 Giorni di Cinema a Firenze, preceduto dai due giorni dedicati ai Popoli for Kids and Teens.
Il film, diretto dall’artista che lavora da tempo sulla ricostruzione della memoria audiovisiva del popolo palestinese, è uno dei 9 titoli del Concorso Internazionale: “una mossa irrituale, per noi, inaugurare con un film del Concorso- spiega Alessandro Stellino, che dirige il festival con Claudia Maci,- ma non poteva che essere così, visto che il documentario è il racconto del tempo che si sta vivendo
La guerra, assieme alla dissidenza nell’arte, sarà molto presente anche in Doc Highlights, la sezione che propone titoli di grande rilevanza internazionale fuori concorso: incrocia entrambe le tematiche Ai Weiwei’s Turandot di Maxim Derevianko che racconta il debutto dell’artista e attivista rivoluzionario cinese Ai Weiwei alla regia di un’opera lirica al Teatro dell’Opera di Roma, con l’allestimento della Turandot di Puccini, dove la direttrice d’orchestra è ucraina.
Un viaggio nella controcultura degli anni ’70 è al centro di Nova ‘78 di Aaron Brookner e Rodrigo Areias, con filmati inediti della leggendaria Nova Convention, l’evento di tre giorni a New York City che celebrò il ritorno di William S. Burroughs in America. Gli anni ’80 invece, a cui il festival è dedicato (come evidenzia anche l’estetica dell’immagine collage del poster, realizzato anche con l’aiuto dell’AI), sono l’epoca-meteora che vide Firenze capitale delle nuove culture giovanili: lo racconta Uscivamo molto la notte di Stefano Pistolini e Bruno Casini.
Impossibile parlare della movida degli anni ’80 a Firenze senza pensare a Piero Pelù: il documentario a lui dedicato, Piero Pelù- Rumore Dentro firmato da Francesco Fei, che sarà al festival il giorno prima dell’uscita in sala come evento speciale (il 10-11 e 12 novembre) nella sezione Let the Music Play, dove troviamo anche It’s never over, Jeff Buckley di Amy Berg.

Il documentario su Piero Pelù è stato citato anche da Cristina Manetti, già capo di gabinetto della Regione Toscana (il presidente Eugenio Giani è stato riconfermato pochi giorni fa e la giunta è in via di nomina, n.d.r.): “e’ stato uno dei progetti sostenuti con il Bando Cinema della Regione Toscana, e questa è un’occasione per ribadire il nostro impegno in questo senso anche nel prossimo futuro”.

L’importanza delle politiche della regione sulla filiera del cinema è stata ribadita inoltre, dal presidente del Festival dei Popoli, Roberto Ferrari, che ha espresso “preoccupazione per tagli al fondo cinema di cui si parla nelle legge di bilancio: spero si riesca a trovare un modo di differenziare fra i prodotti più commerciali e quelli che operano nell’ambito del cosiddetto fallimento di mercato, come i documentari.”
Tornando a Doc Highlights e al tema AI, sarà ai Popoli anche Post Truth di Alkan Avcıoğlu: un film fittizio sul mondo reale, il primo documentario interamente generato dall’intelligenza artificiale della storia sviluppato in 15 mesi, da oltre 60 ore di filmati generati dall’intelligenza artificiale. Dall’Italia arrivano il ritratto di Sandro Pertini, Il Settimo Presidente di Daniele Ceccarini e Mario Molinari; e Tatti, paese di sognatori di Ruedi Gerber, storia del piccolo borgo toscano nel grossetano che rischia di scomparire, dove il regista, insieme agli ultimi agricoltori locali, i fratelli gemelli Marco e Massimo, ha dato inizio a una silenziosa rinascita.

Concorso Internazionale
File rouge del Concorso Internazionale è il tema della famiglia: da A Scary Movie (Una Pelicula de Siedo) in cui un regista e suo figlio che soggiornano in un hotel abbandonato a Lisbona che somiglia a quello Shining, a Better go mad in the Wild, dove due gemelli amanti della natura selvaggia, vedono il loro legame incrinarsi quando il primo inizia a desiderare l’avventura mentre l’altro desidera la stabilità; a una coppia di registi che racconta la storia di loro figlio Louis, colpito da una rara forma di epilessia che gli ha procurato la perdita dei ricordi d’infanzia (D is for Distance), a Letters from my Grandma: le lettere della nonna morta suicida nell’anno del crollo dell’URSS, da cui la regista parte per immergersi nel passato di famiglia e capire meglio il mondo che la circonda.
La giuria è composta dalla programmer Cecilia Barrionuevo (Argentina) e dalle registe Elena Lopez (Spagna) e Mala Reinhardt (Germania)

Concorso Italiano
Nei 7 film in gara il tema prevalente è il ritorno e la riscoperta delle origini, che vedrà le anteprime assolute di: Cumpartia di Daniele Gaglianone, storia di Ivan, che ritorna a casa nel Sulcis in Sardegna dopo tre anni di lontananza per fare il vino con i genitori nella loro piccola azienda; White Lies di Alba Zari, protagonista la regista che usa la sua arte per esplorare un passato oscuro, quello di una famiglia cresciuta nella controversa setta dei Bambini di Dio; e “Queste cose non avvennero mai ma sono sempre” di Pierluca Ditano , ritratto collettivo di Taranto, esplorazione di rovine industriali e mondi invisibili attorno al distretto siderurgico più grande d’Europa. E’ un film corale anche She (Lei – Storie operaie dal Vietnam di Parsifal Reparato, che racconta le giornate di alcune operaie tra gli 80.000 lavoratori di uno dei più grandi impianti industriali elettronici al mondo, con sede in Vietnam, dove l’80% della manodopera nelle fabbriche è costituita da donne che hanno accettato di lavorare a turni di 12 ore.
La giuria è composta dal produttore Leonardo Barrile, dal regista Haider Rashid e dalla distributrice Anastasia Plazzotta

Discoveries
Nella sezione per corti e mediometraggi sperimentali creata l’anno passato, evidenzia il direttore, è emerso forte il tema del controllo: come inA Reconnaissance di Stefan Kruse, sui droni di Frontex che attraversano il Mediterraneo; o Citizen-Inmatedi Hesam Eslami sul monitoraggio elettronico a Teheran. Dall’Iran arriva anche una delle opere più forti del festival, assicura Stellino,Daria’s Night Flowers, di Maryam Tafakory: fra film-saggio e finzione onirica, un magnifico poema per immagini dedicato alle donne “rese inquiete da desideri illeciti”. Unica opera italiana è Night Blooms di Giulia Di Maggio.
La sezione Habitat tratta La crisi ambientale e sociale che stiamo attraversando unisce geografie e popoli, e richiede urgenti risposte che riguardano temi solo in apparenza diversi, come il fenomeno migratorio, la questione dei diritti umani e la ricerca di una nuova sostenibilità vitale.

Due cineaste sono le protagoniste degli omaggi di quest’anno: Sarah Maldoror (1929–2020), voce rivoluzionaria e prima donna cineasta del cinema africano, e la francese Marie Losier autrice di numerosi ritratti cinematografici di registi, musicisti e compositori cult e d’avanguardia, la cui retrospettiva è ospitata all’interno di Let the Music Play.


Doc at Work
La Francia sarà il paese protagonista di Doc at Work, la sezione industry del festival: grazie alla collaborazione con Unifrance, Ambasciata di Francia, Istituto Francese Italia, Istituto Francese Firenze, il Festival accoglierà una delegazione di produttori e produttrici emergenti dalla Francia e ospiterà un focus dedicato alle opportunità di coproduzione tra i due paesi nella giornata di sabato 8 novembre 2025. In programma anche Proxima (7/11), lo spazio dedicato a film documentari in fase di montaggio e post-produzione, con opere superiori ai 60’ selezionate: per questa edizione sono confermati il Premio SudTitles e il Premio RIDM.
Spazio anche a CNA Firenze e CNA Cinema e Audiovisivo Toscana, con un panel sulla rigenerazione urbana degli spazi cinematografici.
Ancora, la sezione si chiude con Itineranze DOC, il percorso formativo semestrale dedicato a progetti di cinema del reale in fase di sviluppo: il progetto nasce dalla collaborazione tra Festival dei Popoli, Bellaria Film Festival, SoleLuna Doc, PerSo – Perugia Social Film Festival, FrontDoc e IsReal – Festival di Cinema del Reale.
L’edizione 2025 si arricchisce della partecipazione di Pordenone Doc Fest ed è realizzata con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea. Doc at Work – Industry è realizzato in collaborazione con MAD – Murate Art District, Unifrance, Ambasciata di Francia, Istituto Francese Italia, Istituto Francese Firenze, CNA Cinema e Audiovisivo Toscana e CNA Firenze.



