direttore Paolo Di Maira

FUS/Un Tetto ai Ristorni

di Franco Montini


Nonostante il reintegro del FUS, le risorse a disposizione del cinema per il 2011 sono sempre scarse e oggettivamente insufficienti a coprire il fabbisogno di produzione, distribuzione, esercizio, promozione in Italia e all’estero.
Come saranno suddivisi i circa 75 milioni di euro destinati al cinema?
Il decreto ministeriale per il riparto dei fondi non è stato ancora pubblicato, presumibilmente la cosa avverrà  entro la fine di giugno, ma intanto, sulla base di previsioni ed anticipazioni nate dagli incontri svoltisi nelle ultime settimane fra Ministero dei Beni Culturali e categorie, il confronto si è già  accesso.

Si lamentano molto gli esercenti perché al settore verrebbero destinati non più di 7 milioni di euro; briciole, secondo il presidente dell’Agis Paolo Protti, che non bastano neppure a finanziare i contributi per i vecchi mutui e per le sale d’essai.
Insomma sette milioni, ovvero meno del 10% della quota Fus Cinema, vengono ritenuti una cifra del tutto inadeguata a coprire le esigenze ordinarie cui si aggiunge la conseguente, inevitabile cancellazione di importanti iniziative strategiche come Schermi di qualità .
Nella loro battaglia, gli esercenti si aspettano un sostegno anche da parte di produttori e distributori, nella consapevolezza che la sala rappresenta un momento indispensabile per tutta la filiera, come, “almeno a parole”, commenta Protti, tutti riconoscono.


Un taglio di circa due milioni di euro, che farebbe scendere lo stanziamento da 7 a 5 milioni, è atteso (e temuto) anche nel settore promozione in Italia.
In questo caso le direttive del nuovo ministro Galan si orienterebbero a privilegiare le iniziative maggiori, quelle di accertata importanza nazionale ed internazionale, che non subirebbero decurtazioni rispetto al sostegno 2010, mentre i tagli si riverserebbero sulle manifestazioni di cosiddetta fascia B e la possibile cancellazione di contributi per iniziative di fascia C, che, essendo di rilevanza locale, d’ora in poi dovrebbero essere sostenute esclusivamente da Regioni, Provincie e Comuni.

Verrebbe confermato, invece, anche perché già  modesto, lo stanziamento per la promozione del cinema italiano all’estero. Paradossalmente le difficoltà  nella ripartizione dei fondi FUS cinema nascerebbero anche dalle crescenti necessità  delle risorse destinate ai ristorni, ovvero ai contributi sugli incassi.
Il netto miglioramento della quota di mercato della produzione nazionale, se, infatti, è elemento assai positivo e gratificante, dall’altro impone allo Stato di versare ai produttori cifre molto più elevate rispetto al recente passato.
Dal ministero dei Beni Culturali si fa notare che ci si è posti il problema, ma al momento non emergono preoccupazioni.
Con i soldi del Fus Cinema 2011, verranno, infatti, saldati i contributi sugli incassi relativi ad un residuo 2007, e alle stagioni 2008 e 2009, anni in cui la quota di mercato del cinema italiano era ancora modesta. Per risolvere possibili difficoltà  in un prossimo futuro, si sta lavorando ad una revisione nel meccanismo dei ristorni, che preveda contributi percentualmente più bassi e la cancellazione di qualsiasi contributo oltre una certa quota di incasso, essendo il film già  stato evidentemente premiato a sufficienza dal mercato.
Il meccanismo dei contributi è di fatto un cantiere aperto e, per evitare possibili difficoltà , si sta pensando anche di stabilire una quota fissa destinata ai ristorni da dividere percentualmente ogni anno fra tutti i film, al fine di evitare imprevisti sforamenti, che finirebbero per penalizzare il sostegno ad altri settori.
Di fatto, dunque, per il settore produzione, comprendente anche le risorse destinate alle opere prime e seconde, nel 2011 ci sarebbero a disposizione fra i 27 e i 30 milioni di euro, che potrebbero leggermente aumentare considerando i denari provenienti dal tax credit e grazie ai rientri sui film finanziati negli anni scorsi.
E’ la conferma che ormai il sostegno pubblico alla produzione, benché tutt’ora indispensabile, rappresenta una voce minore, se non residuale, nel totale degli investimenti.


CHE BELL’ANNATA
Nei primi mesi del 2011 il cinema italiano ha registrato un record di presenze: la quota di mercato nei primi cinque mesi del 2011, secondo i dati del campione Cinetel ( 90% del mercato) ha toccato quota 48,44% in termini di biglietti venduti (era del 31,25% da gennaio a maggio 2010); quella dei film Usa è al 43,44 % (era al 59,33%).
L’unica altra cinematografia nazionale presente sul mercato italiano con una quota di qualche consistenza è quella della Gran Bretagna (4,56% nei cinque mesi 2011, contro 4,33% nel periodo 2010).

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