direttore Paolo Di Maira

FILM COMMISSIONS/Tempo di Sinergie

La seconda metà  della prima decade del duemila è stata caratterizzata in Europa dall’esplosione degli “incentivi” destinati a fidelizzare le produzioni locali e ad attirare i cineasti stranieri.
E’ stata anche l’epoca della proliferazione delle Film Commissions, che sono spesso il primo strumento della politica di attrazione sul territorio, essendo il meno caro da mettere in campo: con un budget di circa 50 mila euro, una città  o un territorio può dotarsi di una Film Commission e accrescere così la sua attrattività  con la promozione che ne consegue. Cosa che permette di mettere in campo un’attività  audiovisiva, ma anche di presentare il territorio all’entertainment.
E le esigenze di comunicazione sono a volte un ottimo motivo per le scelte d’investimento degli amministratori locali.


In questi ultimi mesi, in piena crisi economica europea, sembra profilarsi per le Film Commission un’epoca di razionalizzazione, lontana dalla competizione sfrenata di cinque anni fa.
Così in Gran Bretagna, dove Film London e South East’s Screen Agency hanno raggruppato i servizi offerti ai produttori.
L’area coperta dalla struttura comprende Londra, il sud est dell’Inghilterra, dove sono i grandi Studios del Paese, come Pinewood e Shepperton.
La nuova struttura ha anche annunciato, in occasione dello scorso Festival di Cannes, una partnership con la Film Commission dell’Ile de France, la grande regione attorno a Parigi.
“Le amministrazioni locali vogliono razionalizzare i loro investimenti, anche se ben comprendono l’importanza di avere una Film Commission”, afferma Patrick Lamassoure, delegato generale di Film France, che associa in Francia una rete di 40 Film Commissions.


Una conferma della tendenza in atto arriva dal Belgio, dove a Location Flanders, già  sostenuta da 4 delle 6 grandi città  del Paese (Antwerp, Bruges, Ghent e Ostenda), si sono aggiunte le due mancanti: Leuven et Mechelen .
L’Agenzia, che ha conquistato due Marketing Awards all’AFCI Locations Trade Show dello scorso Aprile, ha anche presentato un depliant con un’offerta specializzata sulle opportunità  che il proprio territorio offre per i film ambientati nella prima guerra mondiale.
Aver scelto un posizionamento è anche un segno di maturità : una volta un territorio e i suoi amministratori pensavano di essere l’ambientazione ideale per tutte le storie. Bisogna fare un passo indietro – tener conto della concorrenza e accettare i limiti di un posizionamento – e puntare su una specializzazione.


La razionalizzazione passa anche attraverso le alleanze e la rete delle Film Commissions: se l’Austria era presente per la prima volta a Cannes sotto l’insegna di Location Austria è grazie all’alleanza di agenzie diverse, abitualmente concorrenti: Cinestyria Filmcommission and Fonds, Cine Tirol Film Commission, il Dipartimento Culture and Science of Lower Austria, e la Vienna Film Commission.

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