direttore Paolo Di Maira

FILM COMMISSION/Sotto la Lente

Elena D’Alessandri*

Il fenomeno delle film commission e dei fondi regionali per l’audiovisivo registra in Italia un continuo sviluppo policentrico, manca però una strumentazione tecnica adeguata ad un’analisi critica del fenomeno, valutazioni comparative che consentano di identificare le pratiche eccellenti. In passato, sono stati avviati meritori tentativi, a partire dall’avanguardia del Centro Studi su Audiovisivo e Territorio “Luoghi&Location”, promosso da “Cinema&Video International”. Nel corso del 2010, l’IsICult – Istituto Italiano per l’Industria Culturale ha promosso una prima
inedita ricerca, realizzando l’“anno 1°” dell’“Osservatorio nazionale Film Commission e Film Fund”, “start-up” avviata anche grazie al contributo ottenuto dalla Regione Lazio (Giunta Marrazzo: Assessore Giulia Rodano), non più rinnovato (Giunta Polverini: Assessore Fabiana Santini). IsICult ha quindi sviluppato in proprio l’iniziativa. Tra breve sarà “online” un sito web dedicato.
Nel luglio 2011, durante le giornate della Bilc – Borsa Internazionale delle Locations, all’interno dell’Iff – Ischia Film Festival (diretto da Michelangelo Messina e Enny Mazzella), IsICult ha presentato i primi dati emersi. La fotografia scattata era quella di un paese leader, quanto a bellezze paesaggistiche che potessero far da sfondo ad una produzione audiovisiva, ma, al contempo, la ricerca ha messo in luce la frammentarietà esistente (per risorse ed esperienze). Si segnalavano oltre 1.700 “locations”, e ben 43 Film Commission attive sul territorio (dal 1997 ne sono state costituite 54), disomogenee tra loro, per statuto, dimensioni, budget. Ad un anno di distanza, emergono ulteriori elementi.
Innanzitutto, si è assistito alla “nascita” di 3 nuove strutture, tutte con un “fondo” ad hoc: la Regione Valle D’Aosta si è dotata di una Film Commission Regionale, approvando l’istituzione di un Film Fund, a partire dal 2012, di
80.000 euro; l’Alto Adige, che aveva costituito la Film Commission nel 2010 all’interno di un’“Investment Promotion Agency” (la Business Location Sudtirol), ha istituito nel 2011 un fondo a favore delle produzioni, con un budget di 5 milioni di euro l’anno per il 2011 e il 2012; il Trentino, ovvero la Provincia Autonoma di Trento, ha dato effettivo
avvio alle proprie attività nel 2011, anche attraverso un Film Fund, dotato di 800mila euro per il 2011, aumentato a 1,2 milioni per l’anno in corso.
Ad inizio 2012, sono quindi oltre 15 le strutture peninsulari che dispongono di un fondo per le produzioni, per un totale complessivo di circa 35 milioni di euro di risorse pubbliche. In questo contesto, emerge la nuova legge cinema e audiovisivi del Lazio (marzo 2012), con un fondo ricco, ben 15 milioni di euro annui, per 3 anni, che guarda al
modello francese. Grandi sono le aspettative rispetto a questi budget, ma altrettanta la preoccupazione sulla loro effettiva erogazione.
Va rimarcato che il 2012 ha visto un cambio dei vertici del coordinamento dell’Italian Film Commission – Ifc, network che attualmente comprende 19 strutture italiane. Presidente è stato designato SilvioMaselli (Direttore della Film Commission pugliese), Vice-Presidenti Anna Olivucci (Marche Film Commission) e Davide Bracco (Torino-
Piemonte Commission). I primi segni del “new deal” sono concreti, come la recente approvazione di ben 5 “protocolli d’intesa”, con Mibac (già formalizzato), Cinecittà Istituto Luce, Anica, Apt e Ape, nonché l’istituzione di un “Premio Ifc” da assegnare – nell’ambito dell’Ischia Film Festival – alla produzione che abbia valorizzato al meglio una “location”.

               (*) Responsabile di Ricerca IsICult
                                                                                                      Coordinatrice dell’Osservatorio Italiano Film Commission e Film Fund

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