direttore Paolo Di Maira

FILM COMMISSION DAY/Verso l’età adulta

L’evoluzione della film commission segue il passo di quella dell’industria dell’audiovisivo  e punta le antenne verso l’ecosistema multipiattaforma.
Questo il punto di partenza e la ragion  d’ essere della prima edizione del Film Commission Day al Mipcom di Cannes, lo scorso 14 ottobre.

“Il business dei fondi delle film commission  è cambiato assieme all’industria: adesso il mondo della televisione e quello dell’animazione sono altrettanto importanti di quello del cinema per attrarre ricavi, e le film commission gli stanno aprendo i loro incentivi, e allo stesso tempo si emancipano acquisendo un importante ruolo creativo nell’economia dei contenuti audiovisivi” ha dichiarato Marlene Edmunds, fondatrice di Edmunds Media Consulting, nell’aprire la giornata che ha visto avvicendarsi le presentazioni di varie film commission europee e di quella di Abu Dabi.

“Ci stiamo rendendo conto che la televisione è forse il business più interessante, anche  perché in Europa è piuttosto difficile che arrivi ‘il grande film’, -dichiara Arie Bohrer, presidente di Filming in Europe- EUCN e film commissioner di Location Austria- in molti paesi questa importanza è già riconosciuta dagli incentivi, Inghilterra, Irlanda, Francia, Italia, Lituania, ad esempio. Altri paesi dell’est Europa (Ungheria, Croazia, Serbia)  ci stanno arrivando, come anche la Germania e l’Austria.”

Risale a 18 mesi fa l’introduzione, da parte di Film London, del nuovo tax credit dedicato ad animazione e serie tv “high-end” (che abbiano un budget di 1 milione di euro per ora-tv), a cui ha fatto seguito un aumento del 300% di queste produzioni, “una vera e propria rivoluzione”, ha dichiarato David Shepheard, inward investement manager di Film London:
“Sono circa 90 mila i posti di lavoro generati a Londra da questa industria, per un totale di oltre tre miliardi di sterline, un dato che il Sindaco di Londra, (il Comune finanzia Film London assieme al British Film Institute), cita spesso, a riprova della forza trainante di questo settore per l’economia della città.”

Anche la Lituania, i cui recenti incentivi prevedono un 20% di tax rebate per le serie tv (sempre high-end series) si sta posizionando sempre più decisamente sulla mappa europea dei set riuscendo ad accaparrarsi, tra l’altro, una delle produzioni televisive più appetibili, “War and Peace” (prodotta da BBC e The Weinstein company), che girerà tra il 2015 e il 2016.

Le  film commission stanno diventando adulte: un percorso ben esemplificato dal caso italiano. Del riposizionamento dei film commissioners ha parlato Stefania Ippoliti, presidente del Coordinamento delle Film Commission italiane: “l’era dei funzionari e dei burocrati è finita, e cede il passo a un rinnovato sistema fatto di professionisti che mettono a disposizione dei produttori non solo risorse locali e servizi, ma anche supporto per orientarsi nel panorama dei fondi regionali, nel sistema degli incentivi fiscali, recentemente potenziato grazie all’estensione del tax credit all’intera filiera audiovisiva, con l’inclusione di televisione, web, animazione e documentari.”

La Bilbao Film Commission e la provincia basca di Biscaglia offrono già incentivi fiscali fra i più allettanti in Europa (del 30%) e sono al lavoro per potenziarlo con un cash rebate aggiuntivo, rivolto ad attrarre maggiori produzioni internazionali.

Non ancora dotata di incentivi è la Polonia, che sta comunque attraendo molte produzioni  con i suoi 9 fondi regionali e 6 film commission, ( “mentre aiutiamo i produttori a trovare locations e a ottenere i permessi ci impegniamo anche a cercare potenziali finanziatori per i loro progetti” afferma Tomasz Stangierski, di Lodz Film Commission, la prima a essere stata istituita), e si sta affermando sempre più decisamente nel panorama dell’entertainment, come ha dimostrato anche la vivace attività al Mipcom del Polish Pavillion.

 

 

 

 

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