FESTIVAL/Da Berlino con amore

La Berlinale compie settant’anni e lo fa con una nuova, doppia direzione: artistica, affidata a Carlo Chatrian, ed esecutiva, di cui è responsabile Mariette Rissenbeek.

“E’ un onore per noi nuovi direttori iniziare con un anniversario così importante. Vorremmo mantenere la Berlinale un festival per il pubblico e per la città e aspettiamo con impazienza nuovi incontri e prospettive” così i due direttori disegnano il loro incarico nel guidare il festival che si aprirà il 20 febbraio con la proiezione di “My Salinger year” di Philippe Falardeau, parte di Berlinale Special Gala, la sessione che ha sostituito il Fuori Concorso, e che ospiterà anche l’anteprima festivaliera di “Pinocchio” di Matteo Garrone.

In Concorso ci sono ben tre film italiani: “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, prodotto da Palomar, distribuito da Rai Cinema e venduto all’estero da Rai Com.
Match Factory cura invece le vendite internazionali degli altri due titoli che si contendono l’Orso d’Oro, “Siberia” di Abel Ferrara, coproduzione fra Italia, Germania, Messico e Regno Unito (Vivo Film e Rai Cinema con Maze Pictures, Piano, e Rimsky Productions) e “Favolacce” dei fratelli d’Innocenzo, coproduzione italo-svizzera (Pepito Produzioni con Rai Cinema, Amka Films Production e Quantum Marketing Italia).

Anniversario anche per la sessione Forum, che compie 50 anni, celebrati con la riproposizione dei film che la inaugurarono nel 1971, per l’Italia ci sarà “Ossessione” di Luchino Visconti, “Ostia” di Sergio Citti e “Les yeux ne veulent pas en tout temps se fermer ou Peut-être qu’un jour Rome se permettra de choisir à son tour (Othon)” di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet.
Fra le nuove proposte, invece, “La casa dell’amore” di Luca Ferri, prodotto da Effendem Film con Lab 80, Enece Film e la francese Prima Luce e “Zeus Machine.L’invincibile” di Nadia Ranocchi e David Zamagni, prodotto da Zapruder Film e In Between Art Film.

La sfida alle convenzioni e la trasgressione dei confini, spesso anche di linguaggio cinematografico rappresentano il focus di Generation, dove troviamo “Palazzo di Giustizia” esordio alla regia di Chiara Bellosi, altra co- produzione italo-svizzera fra Tempesta, cinedokke e Rai Cinema (venduto nel mondo da Vision Distribution) e due corti: il documentario italo-francese ambientato in Sardegna “Progresso” di Marta Anatra, e “toni_with_ an_i” diretto da Marco Alessi.

Lo sfruttamento e la distruzione del pianeta per mano dell’uomo è uno dei temi della sessione Panorama, come si vede nel film di Danilo Caputo “Semina il vento” ambientato all’Ilva di Taranto, coproduzione italo greca fra JBA Production OKTA e Graal S.A. (venduto nel mondo da Pyramide International).

Altro anniversario ancora, i cento anni di Fellini, sarà celebrato dalla proiezione della versione restaurata de “Il Bidone” in Berlinale Classici.

Da segnalare, nella Settimana della Critica, “Faith” di Valentina Pedicini, documentario su una comunità di monaci guerreri.

Novità di questa edizione sono la sessione competitiva Encounters, creata per supportare voci nuove e diverse forme narrative e documentarie, e il programma On Transmission, dove Chatrian ha chiesto a sette grandi cineasti di indicare un autore e un suo film per parlare di arte cinematografica al prossimo festival.
Paolo Taviani, di cui verrà proiettato “Cesare deve morire”, Orso d’Oro 2012, ha scelto Carlo Sironi e “Sole”.

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