direttore Paolo Di Maira

EVENTI/Cannes in bianco e nero

di Paolo Di Maira

Un festival che inizia con tanti palloncini colorati e una pellicola d’animazione in 3D “” “Up” di Pete Docter e Bob Peterson, della “premiata ditta” Pixar “” e che chiude impalmando il film più rigoroso di Michael Haneke, autore austriaco adorato dalla critica ma forse ancora non abbastanza familiare al grande pubblico. Questo è stato il 62° Festival di Cannes, che ha presentato una selezione ufficiale popolata da cineasti consacrati e habitué della Croisette, da Ken Loach a Pedro Almodovar, da Lars Von Trier a Quentin Tarantino, da Alain Resnais a Jane Campion, ha sorpreso con alcuni “outsider” “” in particolare i molto apprezzati “Un prophète”di Jacques Audiard e “A l’origine” di Xavier Giannoli “” ma ha visto trionfare, appunto, “Il nastro bianco”( in Italia uscirà  il 30 ottobre, distribuito da Lucky Red), un film in bianco e nero di 144 minuti che esplora le radici dell’odio nazista attraverso la storia di un microcosmo malato. Quello di un villaggio della Germania del nord che, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, è governato da poche figure simbolo dell’ordine costituito “” il barone, il pastore, il medico e l’istitutore – che impongono alle nuove generazioni ferree regole religiose, comportamentali e fisiche mentre, lontano dai loro occhi, si abbandonano all’odio e alla dissoluzione. Una pellicola che ha impressionato il pubblico e la critica, ma soprattutto la giuria del festival francese, guidata dalla presidente Isabelle Huppert, a cui Haneke aveva regalato ruoli strepitosi in “La pianista” e ne “Il tempo dei lupi”. Nessun premio, ma un’ottima accoglienza (soprattutto da parte di certa stampa internazionale) all’unico italiano in concorso, “Vincere” di Marco Bellocchio.


Ma Cannes 2009 è stato anche un’edizione della “Quinzaine des Réalisateurs” (l’ultima diretta da Olivier Père, dal 2010 direttore del Festival di Locarno) che si è aperta alla commedia, con titoli come “Les beaux gosses”, “I love you Phillip Morris”, “La merditude des choses” o “Humpday” “” ha regalato tre riconoscimenti a un regista-attore ventenne alla sua opera prima con “J’ai tué ma mère”- il ragazzo prodigio Xavier Dolan “” e assegnato il Label Europa Cinemas all’italoaustriaco “La pivellina”, di Rainer Frimmel e della nostra Tizza Covi. A vincere il “Certain Regard” è stato un film greco, “Dogtooth” di Yorgos Lanthimos, storia di una famiglia che si “autoreclude” nella sua casa e non permette ai figli alcun contatto col mondo esterno, mentre la “Semaine de la Critique” ha assegnato il suo riconoscimento al francese “Adieu Gary” di Nassim Amaouche, ambientato in una cittadina operaia ormai quasi spopolata.


L’impressione generale con cui molti sono rientrati dalla Croisette è quella di un festival un po’ sottotono, vuoi per un’atmosfera più sobria del solito, vuoi per la carenza di star sulla Montée des Marches, vuoi per gli effetti della crisi economica, che non ha mancato di toccare anche il mercato.
Le presenze al Marché sono calate del 7% rispetto al 2008: 9.907 contro 10.709. I buyer sono diminuiti del 9% (1.587 contro i 1.743 del 2008), cresciute invece le Film Commission con un +13% (375 membri, mentre nel 2008 erano 331). Superiore, rispetto alla media, la flessione delle presenze italiane: – 13% . Il Marché ha lasciato delusi molti operatori, tra cui l’amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta, che ha commentato:. “E’ arrivata l’onda lunga della crisi finanziaria americana, per cui il prodotto pregiato disponibile sul mercato, non distribuito dalle major, è davvero poco. Dal lato finanziario ed economico, ho l’impressione che si creda ancora che i mercati – soprattutto europei – siano quelli di un anno fa. Ma da un anno a questa parte è cambiato il mondo: i prezzi che venivano pagati nel 2008 oggi non esistono più”. Un Marché in cui comunque un film italiano ha smosso un po’ le acque: “Ex” di Fausto Brizzi è stato venduto da Rai Trade a Spagna (che lo farà  uscire quest’estate in oltre 100 copie), Australia, Argentina, Brasile, Messico, Cile, Hong Kongt, Taiwan, Corea e Germania.


Tornatore apre la Mostra


BAARàŒA, scritto e diretto dal premio Oscar Giuseppe Tornatore, sarà  il film di apertura della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2009, diretta da Marco Mà¼ller. Il film, che sarà  in concorso, verrà  presentato in prima mondiale la sera del 2 settembre nella Sala Grande. Si tratta del primo film italiano, dopo 20 anni, a inaugurare la Mostra di Venezia.

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