EUFCN/Decalogo per sostenere la produzione europea

Mentre il presidente francese Macron ha appena annunciato la creazione di un fondo temporaneo di compensazione indirizzato principalmente a quei set che sono stati rinviati o interrotti a causa della pandemia e del lockdown iniziato il 17 marzo (fonte Screendaily), European Film Commissions Network, l’associazione delle film commission europee ha pubblicato delle linee guida  per la sicurezza sui set, nel tentativo di aiutare la produzione audiovisiva europea a riprendersi,  

Secondo quanto riportato da Variety, il  documento congiunto ha origine da un gruppo di società di produzione bulgare, e elenca i cosiddetti “Dieci comandamenti per filmare in sicurezza”: si tratta di misure basilari, basate su una comune direttiva europea sulla sicurezza, mentre si attende che la maggior parte dei paesi europei stili i propri protocolli nazionali, legati alle diverse legislazioni locali.

Nevina Satta – Sardinia Film Commission

“Lo scopo di questi ‘comandamenti è quello di condividere le best practices e cooperare per facilitare le coproduzioni” dichiara Nevina Satta, responsabile di Sardegna Film Commission, membro dell’associazione, che fa notare che il decalogo non ha un valore legale, visto che non è stato approvato da tutti gli stati europei, ma che può comunque essere d’aiuto affinché le produzioni europee procedano il più possibile all’unisono.

Mentre l’Italia e la Spagna stanno iniziando a rallentare le misure del lockdown, e la Francia lo farà l’11 maggio (con il divieto, comunque per i grandi set di riaprire fino a fine mese –fonte Screendaily-), i paesi del nord Europa sono sicuramente quelli che si sono dotati di protocolli di sicurezza più dettagliati, visto che si stanno correntemente svolgendo riprese in Svezia, Danimarca e Islanda.
Nel Regno Unito, le associazioni dell’industria stanno lavorando ai loro protocolli comuni, che presenteranno al governo.

Un plauso al decalogo stilato da EUFCN arriva dal line producer americano Robert Bernacchi che, alla vigilia della pandemia, si trovava a Budapest, sul set della serie TV di Showtime , “Halo,” chiuso poi in marzo.
Bernacchi osserva che è necessaria una certa cautela però, soprattutto per quanto riguarda le regole che si riferiscono ai test e agli equipaggiamenti protettivi, che devono essere contestualizzati per capire quanto siano realistici.

Di seguito la versione condensata del decalogo riportata da Variety (quella integrale può essere trovata sulla Bulgarian Film Guide)

1) Test per gli attori e professionisti affini   (tutti gli attori devono essere sottoposti a un tampone e risultare negativi)

2) Equipaggiamento personale protettivo (mascherine, respiratori, guanti)

3) Disinfezione personale (I membri della troupe devono essere muniti di salviette o altere forme di disifettante. Per quanto riguarda i dipartimenti trucco e parrucco, ci si attiene alle norme europee su parrucchieri e saloni estetici, ma calibrate più specificamente per i  set

4) Organizzazione in-situ (è necessario prevedere spazi più ampi per le locations negli spazi pubblici per permettere la distanza sociale fra i membri della troupe).

“Finalmente le comparse non saranno più trattate come un gregge di pecore…e si girerà una scena di nudo alla presenza di sole 5 persone invece che 500!” nota Bernacchi

5) Misurazione della temperatura  (per ogni membro della troupe, prima dell’inzio delle riprese e prima di entrare sul set)

6) Catering (distribuzione del cibo in modalità take away, e rispetto della distanza sociale)

7) Messa in sicurezza della location (prima delle riprese le imprese di pulizia devono avere pulito e sanificato tutto)

8) Documenti necessari (saranno necessarie, oltre alle valutazioni di rischio sul material pirotecnico, sugli stunt e gli elicotteri, anche quelle relative al Coronavirus.
 “Il punto cruciale è la responsabilità legale: se qualcuno sul set prende il Coronavirus non deve poter denunciare la società di produzione.” Dice Bernacchi.)

9) Necessità di un Safety Manager sul set Management

10)  Gestione dei Rifiuti (Mascherine, guanti devono essere trattate come rifiuti pericolosi)

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