direttore Paolo Di Maira

EMILIA ROMAGNA/Sulle tracce di Stendhal

Che milioni di spettatori abbiano visto fra domenica 4 e lunedì 5 marzo (rispettivamente 19,59% e 20,27 di share) “la Certosa di Parma”, tratta dall’omonimo romanzo di Stendhal, su Rai 1, significa, per la regista Cinzia Th Torrini– mai prima d’ora misuratasi con un classico della letteratura- aver vinto una sfida nuova. Per l’Emilia Romagna, che su questo prodotto ha puntato come strumento di promozione turistica, è una sfida aperta. Infatti, se il lavoro è stato fatto durante la lavorazione del film, è solo dopo la messa in onda che si può misurare l’influenza sulla scelta della destinazione Emilia Romagna da parte degli spettatori/turisti.

La novità è poter dare conto del lavoro svolto prima, e non dopo l’uscita tv della “Certosa di Parma”: caso raro in uno scenario dominato da un cineturismo che si potrebbe definire “passivo”, quello, cioè, che realizza interventi solo in seguito all’eventuale successo del prodotto.  “Inizialmente la produzione era orientata a girare in Piemonte”, racconta a Cinema & Video International Cinzia Th Torrini . Proposito comprensibile, essendo divenuta ormai quella regione il primo naturale approdo dei produttori. “Ma per me – tiene a sottolineare- era importante girare nei luoghi che hanno ispirato Stendhal”. Pur non essendo produttrice, Torrini ha sempre riservato ai suoi film una cura anche imprenditoriale. Le è riuscito fare in Emilia Romagna quello che non le era riuscito fare nella sua Toscana, dove aveva inutilmente tentato di girare “Terra Ribelle” per poi doversi affidare a un produttore che trovò più conveniente realizzare le riprese in Argentina.

La maggiore libertà creativa in questo caso è stata favorita dalla formula della coproduzione che ha permesso una ripartizione dei costi. “La Certosa di Parma” è una coproduzione fra Italia e Francia che ha coinvolto le emittenti pubbliche RAI e France Télévisions, e le case di produzione dei due paesi (l’italiana Tangram Film e le francesi JNP France Films e Aprime). L’operazione “Emilia Romagna” ha avuto successo grazie al nome della regista, che ormai è una garanzia specialmente per il territorio, ma soprattutto incontrando le persone giuste.
Una in particolare: Andrea Babbi amministratore delegato di APT Servizi dell’Emilia Romagna, incontrato, sembra, al castello di Soragna, luogo che sarebbe poi divenuto uno dei set de “la Certosa di Parma”.

Folgorato sulla via Emilia, Babbi ha intuito che“La Certosa di Parma”, restituita sul piccolo schermo dall’autrice di “Elisa di Rivombrosa”, poteva essere una straordinaria occasione per far conoscere i “gioielli” della regione.

Così le sontuose ambientazioni della miniserie interpretata da Rodrigo Guirao Diaz, Marie Josée Croze, Hippolyte Girardot, Alessandra Mastronardi – hanno attraversato l’Emilia Romagna, utilizzando il Castello di Rivalta (Piacenza), i Castelli di Torrechiara, Soragna, Fontanellato , la Reggia di Colorno, (Parma), oltre alla Piazza San Giovanni, il Monastero e Palazzo Ducale sempre a Parma, e il Teatro Valli di Reggio Emilia.

L’APT Servizi ha realizzato, curata da Daniela Camboni, una guida a colori sui luoghi della “Certosa di Parma”: 11 locations in ognuna delle quali si indica cosa succede nel romanzo, perché andarci, le curiosità e cosa assaggiare. Ne è venuto fuori un prodotto dove, in sintesi e con efficacia, si intercettano le emozioni prodotte dai luoghi della fiction per distribuirle sulle attrazioni dei luoghi reali.

La guida include pacchetti turistici e week end a tema offerti da operatori privati opportuna mente sollecitati da APT Servizi. L’Azienda turistica ha anche inserito promo e trailer nei propri portali turistici, e presenterà le offerte di viaggio a tema nel corso di fiere e in occasione di eductour e workshop. La produzione a sua volta ha realizzato un video di 15 minuti di backstage girato da Ralph Palka (visibile on line sul sito di APT Servizi).

I contenuti della guida sono stati utilizzati anche per la pubblicazione di un inserto di 4 pagine sulle testate Qn (Resto del Carlino e La Nazione) il giorno della messa in onda della prima parte della serie. L’editore è stato tra i protagonisti di questa operazione, ospitando un incontro con la regista nella sua sede bolognese, e allegando il capolavoro di Stendhal (con un sovrapprezzo) ai suoi quotidiani.

Tutta l’operazione è costata 60.000 euro (cifrabassa, nel rapporto costi-benefici), messi assieme da Apt Servizi in collaborazione con Regione Emilia Romagna-Film Commission Assessorato alla Cultura, Provincia e Comune di Parma, Camera di Commercio di Parma, Consorzio Gestione Centro Parma, Ascom- Confcommercio.

Le attese si proiettano ora sulla Francia, dove “La Certosa di Parma” andrà in onda nel prossimo autunno, sul canale France 3. La Francia ha dato grande risalto alla miniserie, con un evento presso l’ambasciata italiana a Parigi alla vigilia della messa in onda italiana: c’era il mondo della cultura, compreso il ministro Frédéric Mitterand.

L’APT Servizi Emilia Romagna ha previsto una versione francese della guida, ed è auspicabile che per l’occasione si mettano in campo interventi di promozione adeguati.

 

 

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