“Siamo ancora europei, e il fatto di essere entrati in maniera più rilevante nel mercato statunitense, grazie alla partnership con Plan B, rafforza questa istanza, dandoci molto più potere come studio indipendente. Potere che mettiamo a disposizione dei nostri produttori indipendenti, anche per esportare la cultura europea”. Lo afferma Elisabeth d’Arvieu, CEO di Mediawan che all’EFM della Berlinale citando come esempio alcuni remake statunitensi del momento. Come Weekend Warriors, rifacimento del film tedesco Wochenendrebellen (Weekend Rebels) incentrato sul rapporto fra un padre e un figlio autistico, che trovano una connessione attraverso il calcio. La sua versione USA arriverà su Apple nel 2026: il calcio è diventato basket, con i due protagonisti che attraversano gli States per visitare gli stadi dell’NBA. E’ interpretato da Mark Wahlberg e Vera Farmiga. E presto anche il celeberrimo tv show Call my Agent avrà un suo corrispettivo statunitense.
Nel frattempo, in Francia Call my Agent, dopo 4 stagioni diventerà un film, con il cast francese originale a cui si uniscono George Clooney e Eva Longoria.
Fra gli altri progetti più attesi di Mediawan, “il nuovo film di Molly Manning Walker, che sempre Plan B sta producendo (“mi sembra fantastico che lo stia sviluppando mentre realizza F1); e il nuovo slate di Our Films e MUBI, il cui primo film uscirà quest’anno.”
L’Italia occupa un posto di prim’ordine in Mediawan, che ha iniziato proprio dal nostro paese, con Palomar, la sua espansione internazionale. “Fra l’altro, il mio ingresso in Mediawan, nel 2020, ha conciso con la proposta, che mi fece Carlo Degli Esposti, di acquisire i diritti di Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin per farne un film francese, in modo da rispettare l’autenticità di questa bellissima storia, così radicata in Francia. Un’IP francese proposta da un produttore italiano, che l’ha poi prodotta al cinquanta per cento con la Francia. E’ esattamente questo l’approccio di cooperazione europea che ci contraddistingue. Ne è uscito un film bellissimo, Violette, che sarà al cinema alla fine dell’anno”. Dice d’Arvieu.
Altro esempio eccellente di collaborazione europea che, con l’aiuto della lingua inglese è stata venduta in tutto il mondo è Il Conte di Montecristo: “un’altra co-produzione europea pura, partita anche questa volta da un’IP francese, sviluppata sempre da Palomar che l’ha prodotta in inglese con un cast inglese e co-finanziata fra Italia e Francia.”



