direttore Paolo Di Maira

DUBAI/Medio Oriente Hi-Tech

di Marco Spagnoli


Nell’edizione 2008 il Festival degli Emirati Arabi Uniti ha lanciato la prima edizione del suo mercato, che oltre ad essere di fatto l’unico punto di incontro per la vendita e l’acquisto di film arabi, ambisce a diventare la porta per il mercato mediorientale nel suo complesso.

Masoud Amralia Al Ali, direttore artistico del Festival di Dubai arrivato alla sua quinta edizione, spiega così le ragioni che hanno portato l’Emirato Arabo ad investire più di dieci milioni di Euro in un evento cinematografico di enorme portata per il Medio Oriente.
“C’è una rappresentazione errata del mondo arabo sui media, e il nostro Festival serve proprio a questo: creare un punto di incontro tra le culture, ma anche un luogo dove potere mostrare il cinema arabo al resto del mondo.”


A caratterizzare il mercato del Festival di Dubai è il suo impianto tecnologico avanzatissimo dove la visione avviene attraverso computer che agiscono in maniera interattiva tra venditori e acquirenti.
“La prima edizione è stata un successo.”
Spiega il direttore del Mercato Ziad Yaghi, un ex buyer che ha portato tutta la sua esperienza in questa nuova importantissima sezione
“Il nostro è un piccolo mercato in termini di grandezza, ma estremamente rilevante sotto il profilo dei volumi d’affari.”
Dice Yaghi: “Nella nostra cineteca computerizzata abbiamo circa 211 titoli divisi in tre segmenti.
Il primo è composto dalla grande maggioranza dei film presenti nella sezione del Festival ( 137 dei 170).
Non tutti, perché alcuni hanno già  un distributore, mentre altri, una piccolissima percentuale, non ha voluto partecipare per timore della pirateria.
Ma avendo visto come funziona il nostro lavoro, hanno già  detto che l’anno prossimo ci saranno.
Abbiamo poi una seconda sezione con una cinquantina di titoli che noi “˜raccomandiamo’ come Mercato, perché ci sembrano potenzialmente estremamente rilevanti sotto il profilo commerciale.
I rimanenti provengono dal Gulf Film Festival, da cui abbiamo selezionato un’altra trentina di prodotti.”



Come funziona il mercato?
Arrivi alla Cineteca, ti siedi al tuo computer e puoi guardare per intero il film che hai scelto.
Mentre visioni il film puoi ottenere tutte le informazioni possibili sul prodotto e inviare direttamente una mail al venditore per chiedere delle informazioni o un appuntamento.


Il risultato di questo lavoro?
Oltre un centinaio di transazioni in circa sei giorni di durata del mercato.
Oltre sessanta incontri tra venditori e compratori, e, soprattutto, un migliaio di visionamenti di prodotti.


Perché avete scelto di costruire una Cineteca Digitale?
E’ un’idea che abbiamo preso da altri Festival, ma che abbiamo sviluppato e reso interattiva secondo il nostro grado di interesse e, soprattutto, secondo la tradizione commerciale della nostra regione.
In più riteniamo che un approccio rilassato al lavoro consente da un lato di risparmiare il tempo delle code, delle proiezioni e delle attese, e dall’altro permette di visionare i film facendo anche altro: prendendo un caffè o guardando la mail sul Blackberry.
Noi mettiamo i compratori in condizione di vedere davvero tutti (o parti ) di duecentoundici prodotti.
Come utente di vari mercati, ritengo di sapere quello di cui un compratore ha davvero bisogno.
Credo che questa tecnologia peraltro molto semplice consenta di fare in meno tempo quello che richiede diversi giorni altrove.
Questo perché la scelta del film da visionare può avvenire per titolo, per lingua, per paese di provenienza, per genere.
Il compratore, qui, può riuscire a vedere solo quello che gli interessa davvero senza perdite di tempo.
Per non parlare del fatto che ci sono anche Festival che vengono qui a scegliere alcuni titoli per i loro programmi.
Un Mercato come quello di Dubai può aiutare i prodotti a circolare meglio e di più.
Inoltre è in linea con la situazione economica del momento: non ci sono grossi e costosi stand e, in più, essendo digitale è anche molto più ecologico.


Parliamo dei compratori esteri?
Molti sono provenienti da Africa, Australia e Europa.
I film arabi, asiatici e africani che noi abbiamo disponibili, rappresentano un nuovo potenziale interesse per loro e per un pubblico sempre più aperto e multietnico.
Shorts International che acquista solo cortometraggi da distribuire tramite I-Tunes ha lavorato molto in questo mercato.
I loro buyers dicono di essere rimasti incantati dalla qualità  dei prodotti offerti.
La televisione nazionale iraniana ha trattato l’acquisto di una ventina di film nel nostro mercato.

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