direttore Paolo Di Maira

DISTRIBUZIONE/Pablo punta alla Rete

E’ ripartita il 29 ottobre con la presentazione de “Il Gemello” di Vincenzo Marra al cinema Nuovo Sacher di Roma l’avventura distributiva della Pablo Cinematografica, di Gianluca Arcopinto.
Il film, presentato alle Giornate degli Autori a Venezia, sta facendo un “lento Giro d’Italia”. Spiega Arcopinto: “vivrà nei prossimi mesi in molte città in maniera discontinua: in alcune con eventi singoli, in altre facendo normali teniture. L’idea è quella di accompagnare il film per mano e di portarlo al pubblico nell’arco di 6 -7 mesi. Per questo tipo di film va abbandonata l’idea dell’uscita standard, con un certo numero di copie nei cinema. A volte organizzare bene un’unica proiezione in una piccola città è più efficace che tenerlo in sala per 5 giorni.”

La Pablo, creata nel 1998, aveva chiuso i battenti nel 2006, ma Arcopinto è soprattutto un produttore indipendente, e la sua idea del fare cinema non poteva che riportarlo sulla strada della distribuzione. Racconta: “Ricominciare con la distribuzione è un po’ una scelta obbligata, visto che in questo momento sembra che non interessi a nessuno proteggere un certo tipo di cinema. Ritengo di aver fatto qualche film importante nell’ultimo periodo, che è stato maltrattato dalla distribuzione. Mi riferisco, per esempio, a “Cavalli” di Michele Rho e soprattutto a “Et in Terra Pax” di Michele Botrugno e Daniele Coluccini. Sono arrivato alla conclusione che, se si vuole produrre cinema di un certo tipo, si deve anche trovare un sistema per proteggerlo, o almeno provarci. La situazione è talmente complicata che non mi faccio illusioni, però voglio darmi questa possibilità che le grandi distribuzioni, quelle affermate e di sistema, ormai non hanno più.”

“Il Gemello”, film-documentario che Marra ha ambientato nel carcere di Secondigliano (in un momento in cui sembra esserci un fecondo dialogo tra cinema e carcere nel cinema italiano, da “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani a “L’intervallo” di passando per “Reality” di Matteo Garrone) ha creato l’occasione giusta per rilanciare la distribuzione:
“Io voglio provare a far vedere i film a più gente possibile, che poi è il primo scopo di chi fa questo mestiere.” Arcopinto pensa non solo a luoghi tradizionali di visione, ma anche a “quei luoghi che sostituiscono le sale laddove queste sono scomparse, come le biblioteche, i musei, dove ci sono persone che organizzano proiezioni creando occasioni di visione collettiva.” E poi, ovviamente, in rete: “’Il Gemello’ ha già avuto 55 ore di visibilità su Repubblica.it durante la Mostra del Cinema di Venezia (abbiamo stipulato un accordo per cui, in contemporanea con la proiezione al festival e nei giorni successivi, il film era visibile gratuitamente sul sito) e 15 mila spettatori.”

Arcopinto ha le idee molto chiare sulla distribuzione online: “in rete si vince se l’offerta o è gratuita, si devono trovare forme di valorizzazione delle visualizzazioni attraverso la pubblicità, e non facendo pagare il singolo spettatore. Non a caso tutti i siti che funzionano a livello mondiale e che sono quotati in borsa, fanno della gratuità il loro punto di forza. “Isole” di Stefano Chiantini è stato visto da 70mila persone (120 mila si sono collegate) in 5 giorni sempre sul sito on-line di Repubblica. Sono questi i numeri che si vendono alla pubblicità, sicuramente più interessanti di quelli degli spettatori che avrebbero pagato qualche euro per una visualizzazione, e che difficilmente avrebbero superato alcune decine. Non escludo poi che ci siano altre possibilità con il tempo, ad esempio quella di creare cinema virtuali.” E’ certo che però, a meno di non ‘ancorarsi’ a siti molto noti, perché gli spettatori ti seguano su internet è necessario un notevole sforzo di comunicazione, o una campagna promozionale capace di ‘farti emergere’ fra le intricatissime maglie della rete.

Fuori dal web, invece, l’impegno promozionale per “Il Gemello” si aggira intorno ai 15 mila euro. Spiega Arcopinto: “ Per questo film la promozione sarà mirata ad ogni singolo evento e ad ogni singola uscita, non ci sarà una campagna a livello nazionale, come invece faremo con “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu, che per il momento è uscito solo in Sardegna, distribuito da Via Col Vento, la società di Mereu, che del film è anche produttrice. Nel resto d’Italia supporteremo l’uscita del film, a gennaio, in maniera più tradizionale: con la pubblicità sui giornali, sugli autobus, con i trailers in sala. La promozione dipende dal tipo di film, “Bella Mariposas” è un’opera che richiede questo tipo di intervento, anche perché ha vinto anche il premio Schermi di Qualità.”

Il listino della Pablo propone anche “Dimmi che destino avrò” di Peter Marcias, altro film, “a cavallo fra documentario e finzione, ambientato in Sardegna, in un campo Rom di Cagliari.” Il film, presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, è uscito in sala il 29 novembre in Sardegna nelle forme tradizionali, mentre nel resto d’Italia “lo tratteremo come “Il Gemello”, e a Natale faremo una cosa forte sulla rete.”
Un’uscita simile a “Il Gemello” sarà anche quella di “Guerre Silenziose- Voci nel Buio”, opera terza di Rodolfo Bisatti, “un film intrigante, che parla anche della guerra nella ex Jugoslavia, una coproduzione Italia- Slovenia (Kineo Film, Studio Arkadena), che in Italia è stato girato a Trieste, con un piccolo sostegno di Friuli Venezia Giulia Film Commission ”.
Ancora a metà strada fra finzione pura e documentario è “Un Consiglio a Dio” di Sandro Dionisio, interpretato nella parte di finzione anche da Vinicio Marchioni. Completano il listino i documentari “Lettere dal deserto” di Michela Occhipinti, e “Ritals” di Annalisa e Sophie Chiarello.

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