spot_img

direttore Paolo Di Maira

spot_img

Berlinale Co-Production Market: Cura Sana vince il GEN Z Audience Award

Cura Sana di Lucía G. Romero, prodotto dalla spagnola Filmax, è il vincitore del GEN Z Audience Award del Co-Production Market della Berlinale. 

5000 euro messi a disposizione dal Franco German Youth Office per il secondo anno, una delle novità apportate l’anno passato da Tanja Meissner, direttrice di Berlinale Pro.

Cura Sana, ambientato nella periferia di Barcellona, segue Dayana, un’adolescente afro-catalana di origine cubana nell’estate in cui,  in seguito ad un episodio di  di violenza, viene assegnata ad un centro diurno per minori. 

Una storia che non solo ha i giovani come protagonisti (la regista ha lavorato 4 anni in un centro diurno per minori e l’intenzione p quella di avere un cast di non professionisti), ma che è anche realizzato da un giovanissimo team. Lucía G. Romero ha 26 anni e il film è basato sul suo corto omonimo che è stato presentato alla Berlinale 2024 in Generation14plus per poi essere selezionato in oltre 160 festival. Giovanissime anche le due produttrici di Filmax  che l’hanno affiancata a Berlino: Laura Fernández Brites e Sendy Palomino Vivar, produttrice esecutiva. Che si dicono molto soddisfatte dell’esperienza al Co-Production Market: “abbiamo il feeling che molto presto, magari fra un mese, avremo un co-produttore. La cosa più importante è che sia una co-produzione organica, e che sia semplice da realizzare per Lucía.”

Nicolas Chaput

Storie giovani, realizzate da persone giovani e che ne coinvolgano anche nel cast: questo cerca la GEN Z. Parola di Nicolas Chapt, uno dei membri della giuria che ha assegnato il premio, che racconta a Cinema&Video cosa ha ispirato la loro scelta: “Specialmente in un periodo come questo in cui si fa fatica a vedere un futuro chiaro davanti a noi, assumersi il rischio di produrre nuovi talenti ci porta una ventata d’aria fresca. 

Questo film, inoltre, è un drama LGBTQ+ ma che non tratta questo tema in maniera  tragica, cosa che siamo effettivamente molto stanchi di vedere: perché  queste storie devono essere sempre associate a qualcuno che muore o che è maledetto per sempre? Penso che la nostra generazione stia cambiando la prospettiva da cui il cinema affronta queste questioni.”

E infine, “quello che vogliamo vedere al cinema sono storie uniche, centrate su personaggi con cui possiamo entrare in sintonia. Dayana ad esempio, un personaggio di origine afro-cubana in Spagna, è qualcosa che non avevamo mai visto prima.” E che rispecchia la diversità di questa giuria, stessa, sottolinea Chapt. A dispetto del fatto che i membri sono tutti francesi e tedeschi, le loro radici guardano a un’area geografica molto più ampia: “io, ad esempio, sono franco-argentino, Isidora Lazić è franco-serba…Siamo quindi una variegata rappresentanza della GEN Z”. 

La regista e le produttrici di Cura Sana, assieme alla giuria, alla direttrice del Co-Production market, Martina Bleis, alla direttrice di Berlinale Pro Tanja Meissner e di Tobias Bütow, del Franco-German Youth Office

E forse anche questa diversità di sguardi è ciò che ha motivato la scelta di assegnare una menzione al progetto Blue Card  di Mohammed Alomda, co-produzione fra la sudanese Station Films, e la tedesca Mayana Films.

“Un film molto promettente del regista di Goodbye Julia, il primo film sudanese al Festival di Cannes, che avevamo preselezionato ma che sfortunatamente ha dovuto  ‘ritirarsi’ dal Co-Production Market (dove era il progetto del World Cinema Fund) perché la troupe non riusciva a venire in Germania perché non hanno approvato i loro visti.

E’ la storia di un giovane sudanese che lascia il suo paese per trasferirsi a nord, e arriva  in Egitto. Un film probabilmente un po’ ‘lontano’ per così dire dai nostri gusti di Gen Z occidentale, anche se stanno cercando di includere alcuni giovani influencer sudanesi, un rapper per esempio, e in modo molto organico. Ci ha molto colpiti, e ci è sembrato un vero peccato che non riuscissero ad essere presenti nel contesto politico che stiamo vivendo.”

La giuria del GEN Z Audience Award era composta da Daniel Beschareti, Isidora Lazić, Nicolas Chapt, Pauline Szczesny e Sophia Beatrice.

Articoli collegati

- Sponsor - spot_img

FESTIVAL - MARKET

- sponsor -spot_img

INDUSTRY

LOCATION

Newsletter