direttore Paolo Di Maira

CONVEGNI TBS/Nuovi Scenari

La collaborazione di The Business Street con ANICA, APE e MEDIA Desk Italia, ha prodotto, il 14 e il 15 novembre all’Auditorium Via Veneto, affollati incontri tra i professionisti. Protagonista delle giornate: il finanziamento dei film.
Il tax credit destinato all’industria cinematografica sta dando ottimi risultati anche in termini di attrazione di produzioni straniere sul nostro territorio.
I dati presentati da Iole Giannattasio, dell’Ufficio Tax credit del Ministero per i beni e le attività culturali, al convegno “Italy the Best Choice”, svoltosi durante The Business Street, organizzato da Ape e Anica, lo confermano.

Anche se il dispositivo non è stato stabilizzato, il tax credit rimane ad oggi il miglior argomento per convincere le produzioni internazionali a girare nel nostro paese.

Dal 2009 ad ottobre 2012 sono 30 i film internazionali, provenienti soprattutto da Stati Uniti e Regno Unito, che hanno fatto richiesta di Tax Credit, con una decisa impennata nel 2011, anno in cui si è passati da 4 produzioni richiedenti (sia nel 2009 che nel 2010) a 11, la stessa cifra già raggiunta ad ottobre 2012, per una spesa sul territorio di oltre 82 milioni di euro.

E di tax credit e finanziamenti regionali si è discusso anche in “Film Financing around the World”, convegno organizzato il 14 da TBS assieme a New Cinema Network e in collaborazione con Anica. Riccardo 

Tozzi, presidente dell’Anica, si è fatto interprete delle ricorrenti critiche da parte di molti produttori sul sistema delle coproduzioni, dichiarando: “Attualmente esiste uno svantaggio per cui non vale più la pena realizzare coproduzioni internazionali, e l’intero sistema si è concentrato sui finanziamenti locali alle produzioni. Per questo l’ANICA ha chiesto al Ministero di adeguare la legge sul credito d’imposta”.

Il MEDIA Day, organizzato da MEDIA Desk Italia e presieduto dal responsabile Giuseppe Massaro, si è aperto il 15 novembre con la presentazione di Europa Creativa da parte della parlamentare europea Silvia Costa, membro del Comitato Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, che del programma è relatrice.
Europa Creativa è la proposta fatta dalla Commissione Europea al Parlamento e al Consiglio d’Europa per il nuovo programma dove andrebbero a confluire gli attuali programmi Cultura, MEDIA e MEDIA Mundus (in scadenza nel 2013).

A copertura del settennato 2014-1020 lo stanziamento di “Europa Creativa” è di 1,8 miliardi di euro, di cui 900 milioni per l’audiovisivo.
Il ruolo sempre più attivo dello spettatore, non solo nel processo creativo, ma anche in quello finanziario e distributivo, è stato evidenziato da Terenzio Cugia, Ceo di CineAma.it, portale di crowdfunding supportato da MEDIA, che si pone anche l’obiettivo di ‘rianimare’ le sale coinvolgendo gli utenti nella loro programmazione. E per aiutare i produttori europei ad orientarsi nell’intricata giungla dei fondi europei e delle coproduzioni è nato il portale web Olffi (online film financing), che sarà pienamente operativo nel 2013, e che è stato illustrato dai suoi creatori Joëlle Levie e Ilann Girard.

Il programma MEDIA 2007, che si concluderà nel 2013, ha rappresentato la percentuale più consistente (il 55%) dei finanziamenti europei all’audiovisivo.
Il resto delle risorse, secondo i dati di Open Coesione, Eurimages e Antenna Media Torino, elaborati da Fondazione Rosselli e presentati a Roma da Silvia Sandrone, responsabile di Antenna Media Torino, sono ripartite tra fondi FESR (29%), Fondo Sociale Europeo (2%) e Eurimages (14%).
La distribuzione è il settore in cui l’Italia ha più utilizzato le risorse del Programma MEDIA, con quasi 10 milioni di euro erogati alla distribuzione automatica e oltre 13 milioni a quella selettiva.

Il sostegno alla produzione ha visto distribuiti in Italia il 7% dei fondi europei sui progetti singoli, il 5% sullo slate funding, il 3% per le opere interattive, e per l’azione “i2i Audiovisual”, (che agevola l’accesso ai finanziamenti che possono essere erogati da istituti di credito e finanziari alle imprese di produzione indipendenti) e il 2% su tv e broadcasting. 80 mila euro è l’investimento europeo in Italia per la formazione iniziale (l’unico sostegno è alla Scuola Holden di Torino), mentre alla formazione continua sono stati riservati 2.821.877 di euro.

Il contributo dato ai Festival è di € 941.770, € 935.000 quello per l’accesso ai mercati.
Per quanto concerne il sostegno alla digitalizzazione delle sale, nel 2011 e 2012 in Europa sono stati assegnati 5.620.000 euro, di cui 1.460.000 alle sale italiane.
Il numero dei cinema italiani che ha beneficiato del contributo, dal 2011 al 2012, è quasi quadruplicato passando da 6 sale (11 schermi) nel primo bando a 23 sale (62 schermi) nel secondo bando. Ma rimane bassa la penetrazione delle sale digitali in Italia: secondo i dati Mediasalles (aggiornati al 30 giugno 2012) è del 47%, al di sotto della me- dia degli altri paesi europei, attestata intorno al 60%: un dato preoccupante, se si considera che siamo al count down del 35mm.

Oltre i digitale, internet, la nuova frontiera: se ne è parlato il 16 nell’incontro tra Christopher J. Dodd, presidente del’MPAA, l’associazione dei produttori cinematografici statunitensi, e Riccardo Tozzi presidente dell’ANICA.

Entrambi d’accordo nel considerare internet una opportunità per il cinema, ma a patto che il nuovo mercato sia governato da regole chiare: Dodd ha insistito sulla priorità dei diritti della proprietà intellettuale , mentre Tozzi ha invocato un più deciso intervento da parte del Governo e dell’Autorità per le Comunicazioni “per governare il mercato culturale su internet, proprio adesso che si stanno affacciando le prime offerte legali di cinema sul web”.

 

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