direttore Paolo Di Maira

CINEMA E DONNE / Realiste& Visionarie online

“Realiste e visionarie”: la 42esima edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne, diretto da Paola Paoli, si terrà online, sulla piattaforma Più Compagnia, dal 25 al 27 novembre e si aprirà proprio nella  Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, proponendo due opere: “Tódallas mulleres que coñezo”, della regista spagnola Xiana do Teixeiro, film che mostra, in bianco e nero, tre conversazioni tra donne di diverse età e classi sociali,  tra fiction e documentazione, e “Lontano da qui”, uno sguardo inedito sulla società e sull’universo nel corto del regista toscano Tommaso Santi (premio Gilda antiviolenza).
Dalla Toscana, anche “Histoire d’H”, dell’antropologa e documentarista fiorentina Silvia Lelli, che racconta in prima persona la storia dell’incesto pedofilo subìto, le dinamiche e le conseguenze portate addosso per tutta la vita,

In anteprima assoluta, “Nasrin”, documentario del 2020 diretto da Jeff Kaufman e prodotto da Marcia Ross per la Floating World Pictures . Il film è incentrato sulla straordinaria Nasrin Sotoudeh, la famosa avvocata attivista per i diritti umani in Iran, ed è realizzato da autori che restano anonimi perché questa meritoria attività clandestina potrebbe costare loro molto cara: riceverà il premio Sigillo della Pace del Comune di Firenze. Lo stesso premio, dedicato però a un film a soggetto, andrà a “Solo no”in cui  Lucilla Mannino racconta, con piglio sperimentale, la storia di Cecilia, prima donna di un teatro destinato ad essere distrutto per far posto ad un supermercato.

“La hija de un ladròn”, lungometraggio d’esordio di Belén Funes, è un esempio di cinema sociale molto vicino a quello dei fratelli Dardenne: vincitore di diversi premi (Goya alla Miglior Opera Prima, e Concha de Plata come Miglior attrice per Greta Fernández all’ultimo Festival di San Sebastian), il film ha avuto molto successo al Festival del Cinema Spagnolo in Italia e ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria al Taormina Film Fest.

Altro esordio arriva dall’Ungheria: una commedia molto acuta sull’amore al tempo delle donne falsamente emancipate e degli uomini non più compagni: “Hab”, della talentuosa Nòra Lakos (Premio Gilda).

Saranno presentati anche sette mini-documentari, sul tema COVID, quasi messaggi in bottiglia lanciati da un paese molto vicino, ma sempre più dimenticato dai media: Palestina e realizzati dalla Scuola di Cinema Shashat, (Schermi), che utilizza i mezzi più leggeri e meno costosi per permettere alle ragazze di questa tormentata terra, nate e cresciute in stato d’assedio o in guerra, di esprimere i propri talenti.

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