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direttore Paolo Di Maira

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Cartoon Italia lancia l’allarme per gli annunciati tagli della manovra

L’Associazione dei produttori italiani di animazione lancia un allarme: il taglio di 190 milioni di euro al Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo, previsto nella manovra di bilancio, rischia di mettere in seria difficoltà un comparto che contribuisce in modo decisivo alla crescita culturale dei più piccoli e alla diffusione dei valori italiani nel mondo.
Un settore- sottolinea una nota dell’Associazione – che la stessa Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha più volte indicato come parte integrante del “made in Italy” da tutelare e promuovere.

Fino a oggi – prosegue la nota- correttivi introdotti dal Ministero della Cultura nella gestione dei fondi erano stati accolti positivamente: la conferma del tax credit e degli altri incentivi aveva garantito stabilità a un settore che opera in larga parte in coproduzione internazionale, rafforzando la competitività delle imprese italiane nei confronti dei partner europei.

“Serve razionalizzare, non tagliare. L’animazione è un investimento per il Paese”, dichiara Maria Carolina Terzi, presidente di Cartoon Italia, ribadendo la piena disponibilità dell’associazione a collaborare con le istituzioni. Nella stessa direzione si è espresso anche Alessandro Usai, presidente di ANICA, di cui Cartoon Italia fa parte, sottolineando la necessità di valutare con attenzione l’impatto di interventi così drastici e immediati.

Un taglio netto, osserva Cartoon Italia, rischia di compromettere il futuro di un intero settore proprio nel momento in cui — con il sostegno del MiC — si stanno sperimentando soluzioni concrete per migliorarne la gestione e aumentarne l’efficienza.

L’associazione ricorda che esistono già strumenti per razionalizzare la spesa e prevenire gli sprechi: è il momento di applicarli con senso di responsabilità e spirito costruttivo. “Scegliere la via del disinvestimento significherebbe fermare un comparto in crescita, che impiega oltre 6.000 giovani professionisti tra i 20 e i 35 anni e produce contenuti capaci di rappresentare e trasmettere i valori culturali italiani ai bambini di oggi e di domani”.

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