direttore Paolo Di Maira

CANNES/La Palma d’Oro si fa in tre

“La Vie d’Adèle” di Abdellatif Kechiche conquista il 66esimo Festival di Cannes, con la Palma d’Oro  che,  in via eccezionale, oltre al regista franco-marocchino va alle due attrici protagoniste, Adèle Exarchopoulos e Lea Seidoux.

La migliore attrice è invece Bérénice Bejo, interprete  di “Le Passé” di Asghar Farhadi, mentre la migliore interpretazione maschile quella di Bruce Dern in “Nebraska” di Alexander Payne. Ai fratelli Cohen va invece il Grand Prix per  “Inside Llewyn Davis”.
Miglior regia (Prix de la Mise en Scène) a Amat Escalante per « Heli » e migliore sceneggiatura a “Tian Zhu Ding” di Jia Zhangke.
Nella sezione cortometraggi troviamo l’italiano Adriano Valerio, che  conquista la menzione speciale  (ex aequo con “Hvalfjordur” di Gudmundur Arnar Gudmundsson) con “37° 4S” mentre la Palma d’Oro va a “Safe” di Moon Byoung-gon

La Giuria di Un Certain Regard ha premiato (Prix  Un Certain Regard) « L’image Manquante » di  Rithy Panh, il premio della Giuria è andato a « Omar » diretto da Hany Abu-Assad, il Prix de la Mise en Scene come miglior regia a Alain Guiraudie per “L’Inconnu du Lac”. Il cast de “La Jaula de Oro” di Diego Quemada-Diez ha vinto il Prix Un Certain Talent. Il Prix de l’Avenir è andato a “Fruitvale Station” di Ryan Coogler.

La Caméra d’Or è andata a “Ilo Ilo” di Anthony Chen ( Quinzaine des Réalisateurs).

Il primo premio di Cinèfondation l’ha conquistato « Needle » di Anahita Ghazvinizadeh, il secondo   “En attendant le degel” di Sarah Hirtt, mentre il terzo premio è un ex-aequo fra “În Acvariu” di Tudor Cristian Jurgiu e “Pandy” di Matúš Vizár.

L’Italia ritorna nella menzione speciale della Giuria Ecumenica, conquistata da “Miele”, opera prima di Valeria Golino, a pari merito con  “Tale padre tale figlio” del regista giapponese Kore-Eda Hirokazu.

 

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