direttore Paolo Di Maira

CANNES / Cineum, 12 sale per un multiplex fuori dai cliché

È del Cineum il fin la meraviglia…

In quest’anno speciale, col Festival che osa un’edizione sul doppio binario – red carpet in presenza, mercato in parte online, in parte dal vivo – a Cannes si parla non solo di film, ma anche di cinema.


Ha cominciato Pierre Lescure, il Presidente della rassegna sulla Croisette, annunciando che il concorso avrebbe avuto a disposizione anche i due schermi più belli d’Europa, ospitati nel Cineum, il complesso nuovo di zecca situato a Cannes la Bocca. Forse qualcuno potrebbe obiettare su questo primato, ma è fuor di dubbio che il Cineum sia una costruzione veramente speciale, che sfida e sovverte quei clichés che fanno sì che spesso i multiplex sembrino somigliarsi un po’ tutti.
Frutto di un investimento di 33 milioni di euro, questo edificio, la cui concezione risale a sei anni fa, è il primo passo di un progetto di ampio respiro, promosso dal Comune, chiamato Cannes on air, che comprenderà un centro universitario finalizzato alla scrittura e una serie di start up nel settore dell’audiovisivo. Ma, intanto, l’obiettivo a breve termine è fare della cittadina che ospita il festival più antico del mondo, secondo solo alla Mostra di Venezia, un polo di attrazione per gli spettatori della zona. Col Cineum, che è dotato di 12 sale per un totale di 2.450 posti, si più che raddoppia l’attuale offerta: Cannes, fino all’inizio di questo mese, era servita da due cinema, per un totale di 12 sale, collocati nel centro, a due passi dal famoso Palais. 


Il progetto del Cineum è firmato dall’Architetto Rudy Ricciotti, a cui si devono anche il MuCem di Marsiglia e il Ponte della Repubblica a Montpellier.
L’edificio, realizzato in cemento fibrorinforzato, si presenta come una sorta di poliedro dalle innumerevoli facce irregolari.  Di colore bianco opalino, esse disegnano un’articolata massa che evoca un gigantesco iceberg spiaggiato sulla costa del Mediterraneo.
La loro diversa angolazione permette di riflettere con molteplici variazioni la luce del Sud della Francia.
La struttura compatta si interrompe solo per ospitare le porte di vetro del pianterreno, mentre, in direzione del piccolo aeroporto di Mandelieu e, in lontananza, del centro di Cannes, compare a sorpresa una vasta terrazza scavata nella massa e velata da una struttura metallica traforata che ricorda l’architettura araba.

Su quest’area all’aria aperta, piuttosto insolita in un cinema, affaccia un bar spettacolare, a cui ha lavorato Arik Levy, artista e designer.
L’interno dell’edificio si presenta come un antro vasto ed ombroso, pensato come uno sfondo neutro, adatto ad ospitare mostre ed esposizioni, destinate a sottolineare il legame tra il cinema e le altre arti.
Il cuore di questo spazio, su cui si affacciano gli ingressi alle sale e ai servizi di ristorazione, è occupato da belle scale di legno e metallo.
Niente moquette più o meno colorate, ma un pavimento di cemento che crea un continuum con le pareti dipinte con tinte sobrie, piuttosto scure e terrose. Le dodici sale sono disposte su tre piani e ciascuna di esse rappresenta una variazione su un tema comune, basato sull’illuminazione fatta di tubi al neon colorati, collocati orizzontalmente a metà delle pareti, e sull’impiego di poltrone di velluto di forma squadrata, che in alcuni casi possono reclinarsi o sono dotate di altoparlanti individuali.

Particolarmente elevato è l’investimento sulla tecnologia, che include proiettori laser e il sistema Dolby Atmos.
La sala più sorprendente è quella dotata della tecnologia Imax: vi campeggia uno schermo di quasi 23 metri larghezza, prodotto dalla candese Strong, collocato davanti a 513 poltrone motorizzate.
Per ora questa “meraviglia” è stata riservata ai festivalieri, ma entro la fine del mese CCC – la Compagnie Cinématographique de Cannes – prevede di iniziare l’apertura al pubblico. Ovviamente seguendo le regole per l’accesso ai cinema previste dal governo francese: dal 21 luglio sarà necessario presentare il “pass” sanitario che attesta la doppia vaccinazione o il risultato negativo del tampone eseguito nelle ultime 48 ore. Obbligo che ha scatenato la reazione dell’associazione degli esercenti: perché questa imposizione si dovrebbe applicare ai cinema così presto, mentre per altri settori, come la ristorazione, in agosto?
Insomma, la vita del Cineum inizia in salita …

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