direttore Paolo Di Maira

CANNES 2008/Talenti Napoletani

di Marco Spagnoli


“Gomorra”, ispirato al libro di Roberto Saviano, è stato girato a Napoli da Matteo Garrone, che proprio in Campania aveva già  diretto il suo film più celebre: “L’Imbalsamatore”.


“Il Divo” è, invece, l’opera più ambiziosa del regista napoletano Paolo Sorrentino, ed è stato prodotto dalla Indigo Film di Francesca Cima e di Nicola Giuliano che aveva già  realizzato nella regione campana pellicole non convenzionali e interessanti come “L’uomo in più” sempre di Paolo Sorrentino e “La guerra di Mario” di Antonio Capuano.


“Due film in concorso a Cannes rappresentano un bellissimo segnale per il nostro cinema.” Rileva Toni Servillo che in “˜Gomorra’ è tra i protagonisti di uno dei cinque episodi e ne “Il Divo” interpreta Giulio Andreotti.
“Garrone e Sorrentino sono due autori che, attraverso le storie che raccontano, tentano di coniugare, di nuovo, il tema civile con un’interpretazione personale della società  e della politica.
Il loro cinema riflette sull’Italia e prova a raccontare la nostra storia e identità  attraverso il proprio punto di punto di vista.
Questi due ragazzi sono cineasti originali che con ogni film tentano una sfida di linguaggio e tematica molto personale.
Il loro è uno sguardo complesso che emerge sul cinema di un paese che, invece, si sta appiattendo.
La visione della nostra vita è spesso “˜pacificata’ e anestetizzata dai film prodotti in Italia in questo periodo, mentre loro due si portano dietro una grande dose di complessità  e io sono felice di fare parte dei loro progetti.”


Anche i due interessati si dicono reciprocamente soddisfatti di trovarsi insieme in questa avventura al Festival più importante del mondo:


“E’ la “˜prova’ che Cannes apprezza la diversità ” puntualizza Sorrentino “Io da parte mia non ho mai ripetuto uno schema per andare a presentare il mio cinema sulla Croisette.
Anche questa volta c’è per me il sapore del debutto, perché realizzare “Il Divo” è stato tanto complicato quanto realizzare un’opera prima. Inizialmente avevo anche qualche dubbio che il film potesse essere recepito in un Festival internazionale, essendo profondamente italiano. La selezione per il Concorso è stata una grandissima sorpresa.
Per me è sempre come se fosse la prima volta, perché penso di avere fatto tre film molto diversi tra loro.”


Anche Matteo Garrone è estremamente contento del duplice risultato: “Evidentemente i Francesi non potevano “˜farne a meno’.
Visto e considerata anche la poca stima che gode il cinema italiano all’estero (talora anche giustificata) è un obiettivo molto importante. Sia io che Paolo lavoriamo su una rappresentazione della realtà  che non sia la sua imitazione, bensì interpretazione.
Per noi conta più l’idea visiva legata al racconto che l’informazione.
Il mio augurio che i nostri film possano emozionare e colpire allo stomaco il pubblico.
Mi piace pensare che la razionalità  resti in secondo piano rispetto ad una risposta emotiva da parte degli spettatori.
Emozionare è per me la cosa più importante.”


Un duplice successo che, in qualche maniera, rende tutti i cinefili italiani orgogliosi e in particolare chi, come Maurizio Gemma, Direttore Generale della Film Commission Regione Campania, oltre a sostenere i lavori di Sorrentino e Garrone, ha sempre puntato alla promozione del territorio, delle maestranze e degli autori legati alla regione:
 “Il merito è ovviamente tutto loro: noi non possiamo che rallegrarci di questo grande successo sia per quello che riguarda i due autori che per i produttori.
E’ straordinario che due progetti così complessi abbiano raggiunto insieme un Festival come Cannes.” Gemma spiega: “Li abbiamo seguiti da vicino: per “Gomorra” è stato realizzato un vero e proprio circuito di accoglienza e solidarietà , allertando comuni e rappresentanze territoriali delle province di Napoli, Caserta e dell’area vesuviana per fornire alla produzione il massimo sostegno possibile nell’aiutare e velocizzare le procedure per le autorizzazioni.”


Maurizio Gemma è consapevole dei problemi di immagine arrecati alla regione dall’emergenza rifiuti, ma anche dalla presenza minacciosa della camorra.
Al tempo stesso, però, si dice ottimista riguardo alle potenzialità  di un territorio che può dare molto all’audiovisivo italiano:
“La Campania è una terra che esprime delle forte contraddizioni: nonostante tutte le ben note problematiche relative alla nostra regione, fortunatamente la nostra è ancora una terra molto accogliente e coinvolgente.
Il nostro approccio è sempre stato molto trasparente per quello che riguarda le problematiche vissute in Campania: certo è che l’assedio mediatico subito negli ultimi mesi è risultato particolarmente dannoso per tutti quanti e gli eccessi non hanno certo contribuito ad una soluzione dei problemi, ma semmai ad un inasprimento che porta a fare passare in secondo piano tutto quello che si è fatto e che di buono si potrà  fare ancora.
Noi accettiamo e apprezziamo lo sguardo implacabile degli autori, ma ci risulta più complesso e difficile “˜incassare’ il colpo di un’esagerazione mediatica che perde di vista l’obiettività  e la necessità  di non dimenticare il tessuto sano della realtà  produttiva e sociale di un’intera regione.
Il principio di realtà  non va mai dimenticato o lasciato in secondo piano.”


“Gomorra”, in un certo senso, potrebbe diventare l’emblema del nuovo cinema campano o, almeno, di quello che è possibile realizzare in Campania e, conseguentemente, in Italia.
Una materia “˜incandescente’ tratta da uno dei libri italiani di maggiore successo a livello internazionale scritto da Roberto Saviano.
“Avevamo tentato, senza successo, di acquisire i diritti del libro per la sua pubblicazione.”
Racconta il produttore Domenico Procacci, “questo, però, ci ha dato un grande vantaggio per potere riuscire a realizzare un film che abbiamo intravisto tra le tante storie che vengono descritte in questo volume.
Sentivamo giusto  elaborare questo materiale e  non riprodurlo come una semplice trasposizione.
Abbiamo cercato un autore che re – intepretasse le storie raccontate da Saviano, le trasformasse rendendole cinema.
Matteo Garrone ha subito accettato questa sfida e siamo molto contenti che Saviano sia rimasto coinvolto nella fase di scrittura del film insieme al pool di sceneggiatori che affiancano Garrone come Ugo Chiti, Massimo Gaudioso e di un altro scrittore napoletano molto bravo, Maurizio Braucci.”


Procacci spiega le ragioni che lo hanno spinto nell’affrontare questo progetto, al tempo stesso, importante e complesso:
“C’è la voglia da parte di tanti autori e produttori di raccontare il nostro mondo e di affrontare l’oggi. E’ un bene sia parlare del presente che del passato prossimo: ne abbiamo tutti quanti molto bisogno e la coincidenza dell’uscita de “Il Divo” e “Gomorra” può diventare un ulteriore sprone anche per altri a raccontare questo paese.”

Il fondatore di Fandango insiste nel non demonizzare il successo dei film per teenagers e di non creare contrapposizioni insensate nel mercato: “La fortuna di quel genere di film va “˜usata’ per stabilire un rapporto con i giovani spettatori.
E’ un contatto che dobbiamo sfruttare per potere, progressivamente, alzare la qualità  dell’offerta del nostro prodotto, raccontando bene delle storie importanti.
Qui non si tratta di sfruttare un filone in maniera dissennata, ma di avere un capitale da tutelare e da fare crescere, accompagnando i giovani spettatori nel corso del tempo.”


Il prossimo passo del lavoro di Procacci è al di fuori dei confini nazionali: “Dobbiamo cercare di allargare il bacino di interesse del nostro cinema. Con “Caos Calmo” e “Gomorra” sento che ci stiamo riuscendo.
Resta l’ambizione di accompagnare Gabriele Muccino, ma anche altri autori italiani in un cinema in inglese realizzato al di fuori della nostra industria.”


Sulla stessa lunghezza d’onda anche il collega produttore Nicola Giuliano
“E “˜ difficile capire il motivo per cui due dei più importanti giovani registi italiani come Paolo Sorentino e Matteo Garrone abbiano deciso di affrontare allo stesso tempo due storie tanto forti, distanti e, al tempo stesso, complementari.
Forse è perché in Italia respiriamo uno distacco degli individui dalla dimensione collettiva della vita del paese.
Questi due film sono le prime risposte al grande interrogativo:
Che fare rispetto a tutto quello che sta accadendo in Italia?
Nicola Giuliano aggiunge:
” Anche se quasi ogni distributore ci ha chiuso la porta in faccia per “Il Divo”, riteniamo sia molto importante per il nostro paese avere la possibilità  di realizzare un cinema coraggioso e diverso.
Siamo consapevoli che questo film farà  scoppiare molte discussioni, ma tutto ciò che si vede sullo schermo è molto ben documentato nelle dichiarazioni rese dai mafiosi.”
Una punta di dubbio resta anche al produttore pluripremiato per “La ragazza del Lago:
“Anche se Sorrentino e Garrone si battono per qualcosa di molto importante, il grande mercato, per il momento, segue un’altra direzione.


Indigo è coprodutore con Parco Film e la società  francese Babe, de “Il Divo” che è costato quattro milioni e mezzo di Euro e sarà  venduto all’estero dalla tedesca Beta e distribuito in Italia da Lucky Red il cui amministratore Andrea Occhipinti conclude:
” Il Divo è un film molto toccante e importante.
La vita di Giulio Andreotti è molto complessa ed i tempi sono maturi per fare un film sulle luci e le ombre dei suoi quaranta anni di potere.
Siamo pronti ad affrontare le controversie e pensiamo che un Festival come Cannes è il posto perfetto per la prima mondiale di un film così interessante e originale.”


 


Italiani sulla Croisette


Oltre a “Il Divo” di Paolo Sorrentino e a “Gomorra” di Matteo Garrone in concorso, l’ Italia sarà  rappresentata al Festival di Cannes da Marco Tullio Giordana, che porterà  il suo “Sangue Pazzo” (Proiezioni Speciali), accompaganto da Monica Bellucci e Luca Zingaretti, che interpretano la coppia di attori Luisa Ferida e Osvaldo Valente, accusati di collaborazionismo con il fascismo.
Nella sezione “Quinzaine des Realisateurs” verrà  presentato “Il resto della notte” di Francesco Munzi.
Protagonista (Giovanna Mezzogiorno) e ambientazioni italiane anche per il film di Wim Wenders “The Palermo Shooting”, in concorso.
Il nostro paese sarà  rappresentato  al workshop annuale tra 22 produttori di cinema europeo di qualità , da Daniele Mazzocca.
Della Giuria Internazionale, presieduta da Sean Penn, fa parte anche il regista e attore Sergio Castellitto.

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