direttore Paolo Di Maira

CANNES 2008/Ha vinto il cinema europeo

di Paolo Di Maira


Ha vinto il cinema europeo: Cannes 2008 ha premiato con la Palma d’Oro il francese Laurent Cantet per “Entre les Murs”, con il Grand Prix l’italiano Matteo Garrone per “Gomorra”, con il Premio della Giuria un altro italiano, Paolo Sorrentino, per “Il divo”.
Nel Palmares della 61° edizione ritornano i fratelli Dardenne (già  vincitori di due Palme d’Oro) stavolta premiati “solo” per la sceneggiatura de “Il silenzio di Lorna”, e l’irlandese Steve McQueen, Camera d’Oro per la migliore opera prima con “Hunger”.
Da aggiungere il (quasi europeo) turco Nuri Bilge Ceylan che ha conquistato il riconoscimento per la migliore regia con “Le tre scimmie”, Catherine Deneuve, che ha portato a casa un premio speciale per ” Un conte de Noel” di Arnauld Desplechin ( lo ha diviso con Clint Eastwood ex aequo con “Exchange”, risarcimento a un autore che per ben 5 volte a Cannes è rimasto a mani vuote).

Oltreoceano le migliori interpretazioni: Benicio del Toro, migliore attore per lo statunitense “Che” di Steven Soderbergh, e Sandra Corveloni per il brasiliano “Linha de Passe” di Walter Salles e Daniela Thomas.
Per i film americani, quasi inesistenti nel Palmares 2008, i verdetti delle giurie non hanno mai avuto grande influenza sul box office e sugli Oscar.
Un esempio.
Nel ’91 i fratelli Cohen vinsero tre premi con “Barton Fink” (Palma d’oro, miglior regista, miglior attore, John Turturro), ma in Usa il film incassò appena 6 milioni di dollari.
Ben altra performance “Non è un paese per vecchi”, sempre dei Cohen, nessun premio a Cannes 2007, 75 milioni di dollari al box office domestico più 86 nel resto del mondo, 3 Oscar.


Per il cinema europeo, invece, Cannes funziona.
Più di ogni altro festival.
Aspettando con discrezione il proprio momento, il cinema francese conquista la Palma d’Oro dopo 21 anni.
La conquista con il film di Laurent Cantet, ” Entre les murs”, sguardo d’autore sulla Francia multietnica (un “genere” che ha già  dato un ottimo saggio nel 2007 con “Cous-cous”) in un anno in cui i film francesi hanno raggiunto (nei primi 5 mesi) la quota del 63% degli incassi nelle sale cinematografiche dell’esagono. Lo deve soprattutto a quello che è prima di tutto un fenomeno sociologico, “Bienvenue Chez les Ch’tis” , record d’incassi di tutti i tempi in patria .


” Entre les murs” è la storia di una classe di un liceo della periferia parigina, composta da ragazzi di razza e religione diverse,tratta dal romanzo di Francois Begaudeau, insegnante che nel film interpreta la parte di se stesso, assieme ai ragazzi, studenti della scuola anche nella realtà .
Il forte ancoraggio alla realtà ,l’immersione nel sociale, lo studio dei rapporti di potere, di tutto ciò che genera violenza ed esclusione, sono temi cari a Laurent Cantet, regista di “Verso sud” ( 2007), e “A tempo pieno”, premiato a Venezia 2001 con il miglior Leone dell’anno.


 


I riconoscimenti agli italiani Garrone “” Sorrentino indicano una ritrovata capacità  di raccontare da parte del nostro cinema, e di saper comunicare col pubblico.
Ormai ben al di sopra della soglia del 30% di quota di mercato, il cinema italiano ha ricevuto un’ulteriore spinta al botteghino da “Gomorra”, che si appresta a superare i dieci milioni di euro d’incassi.
Tutti e due i film continueranno la corsa fuori dall’Italia.
Gomorra, in particolare, è già  stato venduto in tutta Europa, ma anche in altri importanti territori, come l’America Latina, il Canada, gli USA.
Per Jonathan Sehring, presidente della IFC che distribuirà  il film di Garrone negli Stati Uniti, “Gomorra” ha rivoluzionato un genere ben noto in America.
Porterà  un punto di vista nuovo, fresco, su un genere fermo agli stereotipi di Coppola e Scorsese.


La risonanza internazionale del cinema italiano a Cannes ha messo però in luce anche la sua fragilità .
Nessun film selezionato dal Festival è venduto da società  italiane. “Gomorra” è venduto dalla inglese Fandango Portobello, mentre “Il Divo” “Il resto della notte” Sangue pazzo”da società  francesi: rispettivamente, Babe Films, Films Distribution, Wild Bunch.
Uno sguardo al futuro: “Come Dio comanda”, il film di Gabriele Salvatores, non ancora uscito, è venduto dalla francese Celluloid Dreams.

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