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direttore Paolo Di Maira

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CAMPANIA1/Gomorra e la Costituzione

Ai problemi generati dalle riprese nel napoletano di “Gomorra la serie” (la fortunata serie televisiva prodotta da Cattleya per Sky) Cinema & Video International dedicò un ampio servizio nel febbraio 2013, quando iniziava la lavorazione della prima serie, evidenziando l’opera di mediazione condotta nell’occasione dalla Film Commission Regione Campania.

Puntualmente, con le riprese di “Gomorra 2”, la questione ritorna. Ma qualcosa è cambiato: in peggio.
Infatti, i dinieghi alle riprese da parte di alcuni sindaci, quelli di Afragola, Acerra e Giugliano (in parte superati perché la decisione non rientrava nelle loro competenze), bilanciati dai permessi accordati dalle amministrazioni di altri comuni, tra cui Mugnano e Portici (ma qui si sono messi di traverso alcuni cittadini) hanno recentemente ricevuto l’endorsement del questore di Napoli, che in un’intervista radiofonica non ha risparmiato critiche alla serie tv.

In questo clima i margini di mediazione della Film Commission si sono ridotti, costringendo il suo direttore, Maurizio Gemma, ad intervenire sulla cronaca locale di un quotidiano, per ricordare che “l’articolo 21 della nostra Costituzione garantisce la libertà di pensiero “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” e questo vuol dire che un’autorità pubblica non può negare autorizzazioni sulla base dei contenuti di un’opera, è anzi espressamente indicato che tale libertà, se esercitata nei limiti della legalità, non debba essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

“Capisco la preoccupazione degli amministratori locali, la loro paura dell’effetto emulazione – commenta Gemma con Cinema & Video International – ma non bisogna confondere le cose: le cause dei fenomeni criminali vanno cercate altrove, nel mancato disegno urbanistico di interi territori, nell’assenza di vere politiche di sviluppo e, non ultimo, nella scarsa qualità amministrativa che per decenni ha condannato questi territori all’abbandono e alla disperazione”.

E’ dunque pretestuoso addossare alla fiction televisiva la responsabilità di danneggiare l’immagine di Napoli e della Campania. “Si crea un precedente pericoloso”, avverte Gemma: “E’ come dire che i responsabili del malcostume (attualmente diffuso tra i giovanissimi) di spruzzarsi la vodka negli occhi, sono i produttori di vodka”.

Il compito dei produttori e autori di Gomorra 2 è quello di “ saper raccontare una storia”, conclude Gemma. E il pubblico, come mostrano gli ascolti della prima serie, ha mostrato di apprezzare il loro lavoro.

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