BUSINESS STREET/Si cerca la qualità 


“E’ un luogo formidabile per i meetings: si ha davvero tempo a disposizione da dedicare ai compratori, e questo succede raramente negli altri mercati.” Lo afferma Nicolas Eschbach, della francese TF1 International.

“Trovare compratori per i nostri film, italiani e internazionali,e scoprire film che abbiano il potenziale per essere venduti sul mercato internazionale”. Sono queste le ragioni principali per cui Michael Werner, della svedese No Stop Sales, frequenta Business Street.
Ma non le uniche: “Ci interessa anche analizzare la situazione di mercato italiana, a breve e a lungo termine, le opportunità , le esigenze.”


“L’appuntamento di Roma è l’occasione migliore per conoscere i nuovi film italiani.” Aggiunge Andrés Martin, di Vertigo (Spagna).


“Dall’edizione di quest’anno ci aspettiamo un numero maggiore di buoni film, – sostiene Jean-Thomas Bernardini, di Imovision, con cui distribuisce film indipendenti in Brasile da 21 anni.
Bernardini è un “veterano”:
“Torno ogni anno, fin dalla prima edizione. A parte la bellezza di Roma, qui la qualità  è alta e si lavora meglio che in altri festival; incontrare agenti di vendita, ad esempio, è più semplice rispetto a Venezia.”


Anche Frank Stavik, della norvegese Fidalgo è un veterano: “Trovo che il modo in cui sono organizzati gli screenings sia particolarmente efficiente, e posso dire lo stesso dei meetings e delle negoziazioni. Siamo alla ricerca di film per il cinema, di cui generalmente compriamo tutti i diritti di sfruttamento”.


Raisa Fomina è l’Art Director della russa Intercinema, sia buyer che seller:
“Apprezzo molto l’atmosfera che si respira.
Il mercato romano costituisce un’importante opportunità  di incontro con i colleghi degli altri paesi, dove discutere della situazione critica in cui ci troviamo noi distributori di piccoli film di qualità , e cercare vie d’uscita.”
Intercinema ha distribuito in Russia alcuni film italiani: “La Finestra di Fronte” e “Cuore Sacro” di Ferzan Ozpetek e “L’Imbalsamatore” di Matteo Garrone.


Anche P.V.C., in Grecia, è considerata la casa di distribuzione che rappresenta il cinema italiano. Dice Peggy Carajopoulou-Vavali, managing director:
“Cercheremo sicuramente film italiani, ma anche prodotti internazionali che corrispondano al nostro profilo e al nostro target: generalmente distribuiamo cinema di alta qualità , capace di attrarre sia i cinefili che il pubblico più vasto. A causa della crisi, però, siamo diventati ancora più selettivi di qualche anno fa nella scelta della qualità  del film, del budget, dei temi trattati e del cast tecnico e artistico.”

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